Archivio del 6 Gennaio 2008

HO SOGNATO IL CAVALIERE.PER L’OCCASIONE L’HO INTERVISTATO

Gen 6

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Recentemente ho sognato il Cavaliere.Ho colto quindi l’occasione e l’ho intervistato.Segue recensione.

di Pierluigi Diaco per “Il Foglio”

Mettere al muro il Cavaliere,chiedergli di sputare il rospo e dire tutta verità,e per di più senza allacciargli le manette ai polsi(come qualcuno,diabolicamente,vorrebbe fare) ,è un affare delicato.Si rischia di rimmeterci la pelle.Discutere di Silvio con Berlusconi è quasi impossibile:il personaggio tradisce spesso la persona,l’artista si sbarazza volentieri del politico,il poeta tenta di raggirarti a suon di prosa.Bisogna,quindi,fare la parte del mascalzone,del giornalista spregiudicato e insensibile,del figlio imbastardito che cerca di riabbracciare suo padre:è indispensabile dapprima millantare curiosità per il personaggio Berlusconi,poi esasperare l’ammirazione per il Don Giovanni del Palazzo,ancora dopo,se il corteggiamento riesce, pretendere tutta la riconscenza che di solito viene concessa ad un fan,infine raggiungere faticosamente l’obiettivo:solo così, Silvio, pian piano, lascia da parte Berlusconi,e si è concede ad una confessione da uomo d’onore.Con una generosità da capo banda,ti prende per mano e ti trascina nei sottoboschi della sua vita,depone le armi in cucina e ti presenta cordialmente,tra le stanze di Palazzo Grazioli,uomini e donne,amici e nemici,bastardi e amanti occasionali,fratelli di strada e compagni di faida.”Il Cavaliere, di notte,dopo le due del mattino, le “canta” in libertà:seduto in poltrona,loggoroico quanto basta, tratta la morte come un’amica di vecchia data,l’unica con cui,comprensibilmente,non ha consumato “robba”,l’unica a cui non deve niente,la sola che ha sfiorato senza mai corteggiare,ma della quale conosce pericoli e sapori.E’ quindi naturale,per chi scrive,maturare un sentimento di sincera passione per l’uomo:certo,molto spesso,bisogna scomodare tutta la sensibilità di cui si dispone ,per prendere di petto il Nostro Amato , sostituirsi quindi con insidia al suo “io” e di conseguenza comprendere in prima persona una storia che non si è vissuto,ma dalla quale mi sono fatto attraversare il fegato.Una storia agrodolce,tenera,scomoda,a tratti inquietante.La storia di Silvio Berlusconi.


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