OBAMA IN AMERICA, VELTRONI IN ITALIA. SONO LORO IL CAMBIAMENTO?

Gen 9

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Ted Sorensen, ex consigliere di Kennedy, in un’intervista pubblicata oggi sul Corriere della Sera, sostiene che “per governare non servono per forza i capelli grigi, perchè la capacità di leadership è più importante dell’esperienza”. E’ evidente che Sorensen , anche avvocato e scrittore liberal, sta parlando di Barack Obama, il senatore dell’Illinois, che della sua capacità comunicativa e mediatica ne ha fatto un punto di forza.
In Italia, non poco tempo fa, qulacuno ha “azzardato” che Walter Veltroni sarebbe il nostro Obama. Se così fosse, andrebbe detto con sincerità che il Sindaco di Roma oltre ad essere un imbattibile ufficio stampa (e ovviamente, un amministratore onesto e creativo), ha dalla sua una lunghissima esperienza nella politica italiana degli ultimi trent’anni.
Considerazione: da qualche mese W.V. è il leader del Partito Democratico.Tanti articoli, interviste, foto, recensioni, concerti, strette di mano, anniversari, presentazioni di libri, feste del cinema e della musica. Ma francamente, con tutta la simpatia e la stima per W, non mi sembra ancora chiaro quale sia il suo progetto per riformare l’Italia. Solo una cosa ho inteso: vuole esportare il “modello Roma”. Che ne pensate?

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13 commenti a “OBAMA IN AMERICA, VELTRONI IN ITALIA. SONO LORO IL CAMBIAMENTO?”

  1. andrea v scrive:

    WV è un uomo con la faccia pulita, di sicura esperinza, per dare l’idea del rinnovamento, in un partito che di rinnovamento non ha nulla. Il logo simile a forza italia, i vertici di partito identici ai vecchi vertici dei partiti che si sono fusi, e per dare una immagine nuova si mette un leader dalla faccia pulita, senza programmi. Ottimo esempio di cambiamento. I nostri politici fanno ai partiti quello che si fa alle aziende che vanno male, accorpano, fondono, cambiano nome o spostano la sede legale. Da vergognarsi.

  2. Paolo Sebastian Rapeanu scrive:

    Effettivamente, si dovrebbe ragionare sul fatto che, qui in Italia si sostiene sempre di volere cambiare tutto per non cambiare, alla fine, nulla.
    In America, invece, il cambiamento dovrebbe risultare un filo più possibile, in quanto non ci sono tutti questi partiti e partitini, non ci sono le situazioni gravi che ci sono in Italia (vedi il problema dei rifiuti in Campania, un’ingenrenza abbastanza visibile del Vaticano nelle scelte del Governo italiano, gli stipendi che non sono poi così alti, ecc.), senza comunque voler peccare di qualunquismo, anche questi sono comunque, a mio parere, delle situazioni che non porteranno un cambiamento in Italia, in tempi ragionevoli.

  3. Max scrive:

    Ne penso che Roma va a rotoli. Ci sono tornato a Natale per le feste dopo un anno di assenza e l’ho trovata piu’ sporca (anzi sporchissima), in evidente crisi economica, molte serrande abbassate, negozi un tempo prestigiosi ora ridotti a vendere ciarpame del tipo tutto a mezzo euro, con il solito traffico impossibile di sempre e il trasporto pubblico da terzo mondo, taxi introvabili e carissimi (500 licenze in piu’ in due anni?? Ma prendete in giro?), pochissimi wi-fi spots, quell’accenno di atmosfera gay-friendly che si avvertiva all’inizio del 2000 sommersa da una cultura nuovamente bigotta e provinciale (detto da un etero, immagino che i gay lo avvertano ancora di piu’), pochissimi ristoranti di rilievo, locali e discoteche ancora in massima parte confiniati in zone periferiche e mal collegate della citta’, centro in mano al turismo mordi e fuggi e a baristi da 5 euro a cappuccino, pochi hotel e b&b (almeno legali), e via con la solita litania che conosciamo tutti. E’ questo il modello che vuole esportare nel resto d’Italia? Mah…
    p.s. sono Romano!

  4. Azzurra Maria scrive:

    il problema di Roma è lo stesso dell’Italia, secondo il mio modesto parere, quando il governo inizia ad andare torna qualcuno/a dalla sua missione “salvatutto” e il governo si “sbraca” in poltrona a guardare il documentario di turno in preda al batticuore e giustificato dall’inps, ciao

  5. Francesco scrive:

    Il paragone non regge. Siamo in due sistemi politici ben diversi…e sinceramente non vorrei veltroni con gli stessi poteri che potrebbe avere Obama una volta Presidente.
    La politica italianaè un albero senza linfa vitale, perchè non si sta investendo abbastanza sulla cultura, e troppo spesso su una cultura che va in un solo verso. E’ vero che arrivare a fine mese è molto più importante, ma cosa pensa di fare Veltroni per una nazione con un tasso di lettura(nonchè a crescita demografica zero) da Terzo Mondo?
    Infine non mi sembra che Veltroni possa definirsi Uomo Nuovo(quasi fosse un nuovo Mario;ho sentito parlare anche di profezia dantesca sul Veltro, il chè è francamente ridicolo), quando WV non ha niente di nuovo, è espressione della stessa classe politica di Prodi.
    Quanto a Roma come modello, sebbene Veltroni sia stato un eccellente Sindaco( lo so perchè spendo molte estati a casa di mia zia a Roma), non amo l’omologazione in genere e penso che ogni contesto geografico ed economico abbia le sue peculiarità e quindi applicarvi un unico modello sarebbe deleterio.

  6. Azzurra Maria scrive:

    buona missione a tutti e a tutte

  7. Bob scrive:

    Rispetto la Sua simpatia e la Sua stima per W. V.,
    ma considerarlo il “CAMBIAMENTO”!!! Evidentemente
    la storia politica ultraventennale del medesimo
    non insegna nulla. Suvvia!

  8. Acer scrive:

    ” Un’improbabile ufficio stampa ” ?
    Con l’apostrofo?

    Mah !

  9. Pierluigi Diaco scrive:

    Caro Acer.
    mi scuso per il refuso.Ho corretto.Grazie.

  10. Alessandro scrive:

    Se Veltroni (dirigente FGCI dal ‘75) è il nuovo che avanza, siamo a posto. E’ una brava persona ma non basta a farne uno statista. Cura moltissimo l’immagine e può contare su un incredibile appoggio della stampa nazionale (Corriere, Repubblica, Stampa, Sole 24 ore, Messaggero… per non parlare di TG1 e TG3).

    Il modello Roma non esiste. Esiste una città in cui è aumentata molto l’offerta di cultura, cosa buona e giusta (e che aiuta il culto della personalità). Tutti gli altri enormi problemi restano enormi e a volte nemmeno toccati.
    Il giorno prima dell’omocidio della Reggiani, Veltroni dichiarava quanto fosse diventata sicura Roma, il giorno dopo chiedeva misure eccezionali. Ora mi chiedo, che coerenza è questa?

  11. emiliano scrive:

    Veltroni è il buonista dell’apparato candidato da Repubblica, unica pezzo di regime che funziona, il resto fa acqua da tutte le parti. Repubblica orcanizza la regia all’informazione di Regime. Repubblica inventa leader che non esistono come Veltroni. La sinistra ha davvero assunto i connotati di regime e i suoi rappresentanti sono sempre meno convincenti e skytg24, la Rai, i giornali (in particolare Repubblica), riusciranno sempre meno ad imbonire gli italiani. Prima o poi verrà davvero fuori la stanchezza per questo sistema che occupa università, magistratura, istituzioni, stampa, ecc…

  12. emiliano scrive:

    Repubblica, per chi non lo sapesse, ha lanciato la candidatura di Veltroni alla guida del Partito Democratico…

  13. Benedetto Marcucci scrive:

    Caro Pigi, per dire tutto ciò che penso sull’estensione del “modello Roma” all’Italia ci vuole un libro e, detto fatto, nel mese di marzo ne uscirà uno. Ciao, a presto

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