QUESTA NOTTE IN RADIO, SU RTL 102.5, “PROCESSO A SANREMO”. VI ASPETTO

Stanotte da mezzanotte alle tre in “Onorevole Dj”, la trasmissione quotidiana che conduco ( con la complicità di Barbara) su Rtl 102.5 (e in conteporanea tv sul canale 813 di Sky), mi occuperò del prossimo Festival di Sanremo, partendo da questa considerazione: «Il festival di Sanremo tra 5 anni sparirà». L’epigrafe non è né di un bolscevico né di un cantautore integralista, ma di Enzo Mazza, presidente della Fimi, la Federazione dell’Industria Musicale Italiana. Per Mazza «Sanremo è ormai un prodotto puramente televisivo, seguito da un pubblico in età avanzata. Scomparirà come prodotto quando scomparirà questo tipo di televisione, già sulla via del declino. Non sono io a dirlo, lo dicono tutti. Nella tv c’è un’emorragia di pubblico, come è avvenuto nell’industria discografica. In futuro non ci saranno più pochi artisti con grandi numeri, ma tanti artisti con piccoli numeri. Stanno nascendo alternative, legate alle reti digitali, per far conoscere gli artisti. Per una casa discografica è più conveniente lanciare un nome tramite internet o sul telefonino, che portandolo a Sanremo». Potete intervenire in diretta radiofonica al numero 02.251515 oppure sul blog, sarò collegato durante il programma.
13 commenti a “QUESTA NOTTE IN RADIO, SU RTL 102.5, “PROCESSO A SANREMO”. VI ASPETTO”
Lascia un commento
Leggi gli altri articoli pubblicati oggi





Articoli
fossi in te ascolterei il gruppo del secolo
|Lasciato il 9 Gennaio 2008 alle 22:18|Chiaramente nel programma riprenderemo anche la polemica del “Secolo D’Italia” sul Festival di Sanremo
|Lasciato il 9 Gennaio 2008 alle 23:06|Beh, chissà se Mazza tra 5 anni sarà ancora su quella poltrona..
|Lasciato il 9 Gennaio 2008 alle 23:17|Chissà,intanto prende posizione.E chiaramente,mi sembra.Ciao Mas!
|Lasciato il 9 Gennaio 2008 alle 23:24|Prendo atto delle previsioni qui riportate e mi permetto di lasciare un commento personale: SANREMO pur se scritto tutto attaccato e non San Remo evoca proprio il nome di un santo, ragion per cui ritengo che quando SANREMO chiuderà lo farà perchè vinto dalle politiche no global, no logo e no sign
|Lasciato il 10 Gennaio 2008 alle 00:22|l’avanzata delle riforme in maniera non violenta, secondo me è LENTA, vio
|Lasciato il 10 Gennaio 2008 alle 01:20|Il punto non è se Sanremo scomparirà o meno. Il punto è: ma non abbiamo il terrore che sparisca Sanremo? Cosa succederà all’Italia quando non potremmo più guardarci negli occhi e chiamarci trottolini amorosi du du da da da? Quando non potremmo più implorare: “Non amarmi perché vivo all’ombra e sono cieco!”, quando Marco se ne è andato e non ritorna più?Quando non potremmo più scommettere sulle canzoni di Concato che parla della sua straziante passione per il giardinaggio. E Baudo? Ok, forse lo considerate antiquato. Ma se è vero che le nuove scoperte musicali sono legate alle reti digitali, allora è giusto che tutti sappiano che Baudo non solo ha un blog e una pagina su Myspace, ma che ha anche 1775 amici e tra i suoi top friends spiccano Ennio Morricone, Elvis Costello, Asia Argento, Beppe Grillo i Subsonica, Daniele Silvestri e io. That’s right: we all love Pippo e non ci saranno telefonini, web Tvs, o pubblico di età avanzata che tengano. Sanremo non si discute. Si ama. (http://profile.myspace.com/pippobaudo)
|Lasciato il 10 Gennaio 2008 alle 01:35|la musica senza movimento è come lo champagne senza bollicine, per la verità
|Lasciato il 10 Gennaio 2008 alle 02:50|sanremo non scomparirà mai. è come andreotti: immortale
|Lasciato il 10 Gennaio 2008 alle 10:00|Sarà questione di affezione ma sono molto legata alla tv del passato.
|Lasciato il 10 Gennaio 2008 alle 12:34|Forse perché i canali (non a pagamento) offrono davvero pochi spunti.
che tra 5 anninon ci sarà più l festival di san remo non credo, ma comunque è in totale decadenza, semplicemente perchè anche se fa ascolti, fa ascoli su persone che non comprano mezzo disco. Quindi è la storia che lega un evento televisivamente tradizionale ad una arte come la musica che oggi non usa più quei modi e quegli strumenti per farsi conoscere al grande pubblico. Il festival è tecnologicamente e ideologicamente supertato ormai già da anni.
|Lasciato il 10 Gennaio 2008 alle 14:29|Ho ascoltato la trasmissione come ogni sera con molto interesse…e penso che la direzione di baudo sia sempre eccezionale! Certo in Italia bisognerebbe finirla un po’ con il falso elitarismo e i Conservatori dove spesso la musica leggera non trova spazio. Allora dico per fortuna che talvolta c’è un buon San Remo!
|Lasciato il 10 Gennaio 2008 alle 16:23|Il fatto che negli ultimi cinquant’anni si sia tanto parlato di giovani e di cultura giovanile può indurre la convinzione che queste figure sociali e queste categorie siano sempre esistite. I giovani in quanto tali e la loro cultura sono un prodotto, una conseguenza della seconda guerra mondiale. Prima esistevano i ragazzi, gli adolescenti, che poi sarebbero diventati adulti, esattamente come era avvenuto per le generazioni precedenti. Questi ragazzi non avevano atteggiamenti, e tanto meno consumi, che potessero distinguerli come figure sociali autonome. Non avevano, di fatto, un modo di vestire, di parlare, di comportarsi che potessero essere definiti in qualche modo come loro esclusivo e peculiare appannaggio.
|Lasciato il 10 Gennaio 2008 alle 16:49|Per quanto concerne i consumi, c’è da dire anzitutto che nessuna industria avrebbe mai prodotto alcunché per una categoria i cui componenti non avevano denaro. I ragazzi consumavano in genere immagini e prodotti che erano in comune con gli adulti: i giornali sportivi, ad esempio. E anche i fumetti, che magari potrebbero essere definiti come consumo giovanile, si rifacevano in gran parte a immagini adulte: da Nembo Kid (oggi più noto come Superman) a Mandrake, a Gordon Flash, all’Uomo Mascherato. Lo stesso Topolino, al di là dell’apparente astrattezza, era evidentemente un modello adulto.
La musica poi non faceva assolutamente parte dei già esigui consumi giovanili. Il jazz, in quegli anni, non veniva certamente concepito come musica dei giovani. I divi della canzone, come Nilla Pizzi, Achille Togliani, Claudio Villa, Luciano Tajoli, erano chiaramente componenti del mondo degli adulti.
“Sanremo” è nato in quegli anni, con quella cultura e con quei cantori. Nel mondo anglosassone la situazione di transizione sociale post-bellica ha avuto ritmi evolutivi molto più rapidi che non in Italia. I musicisti italiani hanno tentato per decenni una difficile coniugazione fra la concezione musicale anglosassone e la tradizione canzonettistica italiana. Ma le innovazioni ideologiche statunitensi e inglesi e i prodotti che le hanno formalizzate e le stesse condizioni sociali che ne hanno determinato lo sviluppo non sono più peculiari ed esclusivi delle società anglosassoni.
Il mondo ormai è una megalopoli, fatta di molti quartieri e di un’enorme periferia. “Sanremo” ormai è fuori da ogni suo confine, poiché non rappresenta più nemmeno una tradizione o un modo d’essere per la gente italiana, per quanto periferica possa essere l’Italia.