MINI-INTERVISTE(3) RISPONDE L’ON. BOBO CRAXI
Il prossimo 19 Gennaio si celebra ad Hammamet l’ottavo anniversario della scomparsa di suo padre. Non crede sia arrivato il momento che la Tv di Stato gli dedichi una fiction?
“Concordo pienamente. La Rai ha il compito di pensare ad uno sceneggiato, ad un film, ad una docu-fiction che racconti la storia di mio padre. Mi pare evidente che insieme ad Aldo Moro, Bettino Craxi è stata sicuramente la figura più alta e più tragica dell’Italia del dopoguerra. Hanno fatto sceneggiati Rai su figure anche più banali di mio padre, mio auguro che RaiFiction accolga questo mio invito”.
Prima Fassino, poi D’Alema, lo scorso anno Walter Veltroni durante un suo tour. Gran parte della sinistra italiana ha “rivalutato” l’azione politica di suo padre. Dentro il Pd, forse con qualche anno di ritardo, in molti lo citano e lo ricordano. Secodo lei, quindi, suo padre rientra a tutti gli effetti nel “Pantheon” delle figure di riferimento del Pd?
“Il Pd e Veltroni devono fare i conti con il loro futuro: il Pd è una barca che non può avere ormeggi nel passato. Mio padre non può entrare nel loro “Pantheon”: la loro figura di riferimento è soprattutto quella di Enrico Berlinguer. Cioè la storia del comunismo italiano. Un’altra storia. Bisogna stare attenti: voglio ricordare che in passato c’è chi si è accaparrato la figura di Aldo Moro, pur non avendo mosso un dito per cercare di liberarlo. Voglio ancora ricordare, quindi, che la linea del “giustizialismo all’italiana” condusse mio padre all’esilio politico”.
Mi dica la verità. Se la sinistra italiana ha queste responsabilità nei confronti della figura di Craxi, come la mettiamo con Sivio Berlusconi?
“Rimane una grande delusione sul piano politico e sul piano umano. A me continua a non andare giù il fatto che spense la luce per sei anni, dal ‘94 al 2000, sull’amicizia che lo ha legato per molti anni a mio padre Bettino. In 2000 giorni non ne ha trovato uno per recarsi ad una semplice visita ad Hammamet. E’ evidente che ha tradito un rapporto”.
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