
di Luigi Crespi – da www.clandestinoweb.com
Prodi sta cadendo, è dal giorno in cui è stato eletto che sta cadendo, quindi ogni analisi e considerazione va fatta, per prudenza dopo che è caduto, perché ha avuto una capacità di resistenza addirittura sovraumana. Una cocciutaggine e un’ abilità a camminare sul bordo del precipizio che difficilmente sarà replicabile. Come sarà ricordata questa stagione Prodiana, l’unico che ha saputo guidare per due volte il centrosinistra alla vittoria contro Berlusconi? Perchè ricordiamo che sia Occhetto sia Rutelli nelle altre due occasioni sono usciti con le ossa rotte. Sarà ricordato come il governo meno amato del secondo dopoguerra italiano, un governo che in modo quasi ostinato ha sfidato l’opinione pubblica, non certo nel tentativo di creare un nuovo modello ma con un’ idea bizzarra che il “comunicare e farlo bene” fosse terreno dell’inganno, come se la capacità di rappresentarsi al meglio fosse un privilegio che caratterizza il berlusconismo, che tra l’altro da tempo incarna sempre peggio. Quindi guidati da un sacro fuoco, questi mesi di governo sono stati seminati di provocazioni, dichiarazioni e rappresentazioni che hanno sfidato l’opinione pubblica. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, il governo Prodi rischia di defilarsi senza neanche l’onore delle armi. Sono altresì convinto che quando Prodi sarà uscito dalla griglia isterica della cronaca, il giudizio storico non potrà che essere migliorabile, infatti sul piano della capacità che questo Governo ha avuto nell’ intervenire sui conti pubblici gli renderà un pò di giustizia, ma ci vorrà tempo,. Vi ricordo che il Governo Berlusconi, che pure era arrivato alle Camere sulla scorta di un grande successo elettorale, ha chiuso nell’ultima fase con una crisi di consensi che solo l’avvento di Prodi ha saputo risanare e solo il suo sfilacciato governo è riuscito a fare rimpiange l’esecutivo precedente. Mastella è il simbolo di questa stagione, il simbolo negativo, il paradosso assoluto, un partito che fatica ad arrivare al 2 per cento, di fatto al pari di Di Pietro, è stato la vera croce nel petto di questo governo, ma la responsabilità non è sua, ma del sistema che costringe a sommare per vincere e di chi ha pensato che potesse amministrare la giustizia italiana. Il problema non è penale, come ho gia detto , credo che le indagini di Maffei siano infondate ed una vergogna per i tanti magistrati per bene del nostro paese. Invece il problema è politico, Mastella come Cuffaro sono i due simboli di una politica (legittima) ma antica, superata, fatta di potere, di gestione cinica del potere, fatta di controllo dei bisogni, di raccomandazioni e di poltrone che non servono certo ad affermare valori e principi ma semmai lobby ed interessi. Tutto questo oggi è insopportabile dall’opinione pubblica, anche perché storicamente questo modo di fare politica ha arricchito le clientele ma ha depauperato e saccheggiato (magari sempre legalmente) interi settori e territori del nostro paese, senza mai garantire un vero sviluppo che è potenzialmente nelle nostre possibilità. C’è chi è alla ricerca di un leader puro, un Obama, anche se i più in Italia si accontenterebbero di un Clinton o di un Giuliani qualsiasi. Non manca la domanda, è la risposta quella sbagliata. Veltroni, quando dice vado da solo al voto, va nella giusta strada, per creare nel tempo le condizioni di un nuovo patto con gli elettori senza ma e senza se, forse gli costerà una sconfitta, ma gli metterà di sicuro il futuro del paese nelle mani, a patto che non pensi che le sue scelte debbano essere speculari con Forza Italia, perché il partito di Berlusconi nel suo dna è una matrice opposta. Vedrete che il Partito delle Libertà o consimile non tarderà ad imbarcare Mastella e riproporlo agli italiani, magari insieme a Cuffaro, nel rispetto delle reciproche autonome identità, e dall’altra parte l’unico modo di evitare le lelezioni è quello di imbarcarsi con Casini e company che garantirebbero un governo istituzionale, cambiano i fattori senza modificare il risultato, allontanare ulteriormente la gente dalle logiche ciniche della politica politicante. Ma c’è il referendum e una campagna elettorale con relativo voto garantirebbe il rinvio a chissà quando del referendum, costringendo la gente ad andare a votare ancora per i partiti annzichè contro di essi. Ecco perché le elezioni sono e sembrano più vicine, anche perché i sondaggi in questo momento , tutti danno 10/15 punti di vantaggi a Berlusconi, ma Berlusconi se si presentasse con Casini e Fini non sarebbe credibile, è lui che ha smontato la CDL, e poi Fini non è compatibile con Storace e Casini non è compatibile con Mastella quindi l’opzione elettorale del cavaliere è difficile da essere costruita e se lo fa sulla base di un vecchio schema rischia di trovarsi a rosolare sulla griglia del dissenso come è capitato a Prodi. Dall’altra parte è chiaro che i sondaggi vanno letti e vanno messi in relazione ad una campagna elettorale, e Veltroni ha in se la capacità e la possibilità seppur minima di recuperare buona parte della distanza che lo separa da FI ed annessi. La partita è complessa, ma il voto pare essere la cosa che conviene a tutti meno che a quelli che hanno costruito il proprio potere senza avere i voti.