INTO THE WILD

Feb 7

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Into the wild
di Emiliano Bertocchi per “L’Unità”

Ci sono film che non restano rinchiusi nei margini dello schermo e magicamente ti entrano dentro, fino a colmarti. Ci sono film che diventano esperienza, nel momento stesso in cui il vedere e l´ascoltare si trasformano in sentire. Emozioni, vita, dolore, morte, paura, felicità. Into the Wild è un viaggio di puro splendore. Nel quale un ragazzo spinge fino ai limiti estremi una sua scelta morale. La ricerca della solitudine assoluta per misurare il proprio bisogno degli altri. E´ questo il fine ultimo di tutte le avventure, gli incontri e le scelte di Chris McCandless (interpretato da un magnifico Emile Hirsch). Un viaggio che trasforma la fisicità del movimento in una ricerca interiore, esistenziale e allo stesso tempo letteraria e filosofica. Sean Penn amalgama con grande maestria questi tre piani, riportandoli in una forma del racconto che li sappia racchiudere ed esprimere. E allora a dare continuità al rapporto tra vita e scrittura ci pensano le parole in sovrimpressione di Chris, che riempiono lo schermo e si mescolano con le immagini, diventando un´unica materia, quella di cui poi è fatto il cinema. E gli autori e i libri amati da Chris: London, Tolstoj, Il dottor Zivago . Le riflessioni filosofiche (Thoreau) che scaturiscono dal rapporto dell´uomo con la natura, dal suo misurare i propri limiti, dalla sua ricerca della verità.

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3 commenti a “INTO THE WILD”

  1. Robi scrive:

    Il film è semplicemente fantastico..stanotte ho ascoltato la diretta di Onorevole dj e mi hanno colpito alcune testimonianze dirette, anche se mi è parso che qualcuno abbia confuso la scoperta (o almeno la ricerca finalizzata alla scoperta) della propria interiorità, con la scoperta di Dio, che è ben altra cosa. Mi piace la proposta di dedicare una puntata ai film che in qualche modo hanno segnato il nostro immaginario collettivo, le nostre Weltanschuungs, speriamo la mettiate in pratica..Buon lavoro!

  2. andrea scrive:

    Mi permetto di linkare una recensione (non mia…) che ben racchiude le mie impressioni su questo, cmq, ottimo film
    http://www.thefirstplace.it/content/view/151/45/

  3. fra scrive:

    Ho provato spesso le sensazioni descritte in questo film,ma considero quel tipo di scelta, eccessivamente egoistica.
    C’è un film,non recentissimo,che nel mio cuore ha lasciato una ferita che ancora duole ed è “La vita che vorrei” di Piccioni,soprattutto per il carattere dei due protagonisti,per il sentimento che li lega e non li lega,per la dubbiosa fine e perchè non si può essere vittime della vita:una frase che suona male,stonata,come una corda di violino che si spezza.

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