LETTERA DI UN GIOVANE SICILIANO A DIACOBLOG: “MI DIMETTO DA ITALIANO”

“Giovane, Siciliano, 25 anni e aggiungo ottimista, ma oggi la vedo male
per quest’Italia vessata da una politica ormai dissacrata dalla
“politicanza”, un paese il nostro, dove si litiga per accaparrarsi la
definizione di “nuovo” , dove si spendono parole solo per
delegittimare l’avversario, dove l’unico programma possibile affonda
le radici sulla lapide del governo precedente.
Attaccati come sono a quelle poltrone i nostri politicanti, vogliono
sacrificare la Sicilia, la mia isola sull’altare dei giochi di
palazzo, come possiamo definire nuovo colui che oggi sembra il più
democristiano d’Italia e di sempre o ancora colui che si spaccia per
il Barack Italiano solo perché improvvisamente ha scoperto che “Yes We
Can” funziona, per non parlare di chi avverte “Porterò avanti i valori
cristiani” perchè non vuole affogare nel calderone di Berlusconi, che
tradotto dal politichese significa “O entro nel calderone alle mie
condizioni, o scordati l’appoggio della chiesa”, viene da ridere a
sentire tutte queste chiacchere che hanno un solo scopo, garantire il
sistema clientelare che ha messo in ginocchio l’Italia e tenute salde
le poltrone.
Esiste un detto che più o meno recita così, “Ogni popolo ha i
governanti che merita”, mai aforisma è stato più azzeccato, per un
paese, il vostro, abitato da persone che dimostrano ogni giorno la
propria incapacità di ribellione, ci basta un esempio su tutti, si
chiama Campania, bisognava scendere in piazza a migliaia da tutta
Italia, ed in effetti qualcuno lo ha fatto, ma solo per gridare ai 4
venti che non voleva la monnezza napoletana nella propria regione, già
oggi questa è storia vecchia, ci sono le elezioni.
E allora in un momento in cui tutti corrono a dimettersi dalle loro
cariche istituzionali per ottenere una poltrona migliore, io voglio
dimettermi dall’unica carica che ho, quella di Italiano”
Ciao, Piergiulio






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