LETTERA DI UN GIOVANE SICILIANO A DIACOBLOG: “MI DIMETTO DA ITALIANO”

Feb 21

“Giovane, Siciliano, 25 anni e aggiungo ottimista, ma oggi la vedo male
per quest’Italia vessata da una politica ormai dissacrata dalla
“politicanza”, un paese il nostro, dove si litiga per accaparrarsi la
definizione di “nuovo” , dove si spendono parole solo per
delegittimare l’avversario, dove l’unico programma possibile affonda
le radici sulla lapide del governo precedente.
Attaccati come sono a quelle poltrone i nostri politicanti, vogliono
sacrificare la Sicilia, la mia isola sull’altare dei giochi di
palazzo, come possiamo definire nuovo colui che oggi sembra il più
democristiano d’Italia e di sempre o ancora colui che si spaccia per
il Barack Italiano solo perché improvvisamente ha scoperto che “Yes We
Can” funziona, per non parlare di chi avverte “Porterò avanti i valori
cristiani” perchè non vuole affogare nel calderone di Berlusconi, che
tradotto dal politichese significa “O entro nel calderone alle mie
condizioni, o scordati l’appoggio della chiesa”, viene da ridere a
sentire tutte queste chiacchere che hanno un solo scopo, garantire il
sistema clientelare che ha messo in ginocchio l’Italia e tenute salde
le poltrone.
Esiste un detto che più o meno recita così, “Ogni popolo ha i
governanti che merita”, mai aforisma è stato più azzeccato, per un
paese, il vostro, abitato da persone che dimostrano ogni giorno la
propria incapacità di ribellione, ci basta un esempio su tutti, si
chiama Campania, bisognava scendere in piazza a migliaia da tutta
Italia, ed in effetti qualcuno lo ha fatto, ma solo per gridare ai 4
venti che non voleva la monnezza napoletana nella propria regione, già
oggi questa è storia vecchia, ci sono le elezioni.
E allora in un momento in cui tutti corrono a dimettersi dalle loro
cariche istituzionali per ottenere una poltrona migliore, io voglio
dimettermi dall’unica carica che ho, quella di Italiano”

Ciao, Piergiulio

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3 commenti a “LETTERA DI UN GIOVANE SICILIANO A DIACOBLOG: “MI DIMETTO DA ITALIANO””

  1. marco le. scrive:

    Questa lettera è abbastanza scoraggiante. Contiene una dose di pessimismo che forse va oltre al reale stato di fatiscenza in cui si trova parte della nostra politica. Si parla di politici di facciata, capaci solo di intrecciare giochi di potere e di presentarsi all’elettorato con slogan fini a se stessi (ognuno pretende di essere il ‘nuovo’…). In parte è proprio così, ed è evidente che questa amara situazione ce la dobbiamo far piacere.. almeno per le imminenti elezioni. Poi, prima di andarmene dall’Italia, io starei a vedere quali saranno i cambiamenti che avremo da aprile (forse un ‘veltrusconi’?).
    Il giovane siciliano dovrebbe assumersi anche qualche personale responsabilità: troppo facile dire “mi dimetto, qui fa tutto schifo” senza tentare di reagire in qualche modo..Piergiulio ha l’età e le possibilità (vivere su un’isola come la Sicilia non è- da questo punto di vista- uno svantaggio..)per farsi avanti e gridare in prima persona il proprio disagio. Non vorrei essere troppo ingenuo, ma credo che l’aria di sfiducia generale e trasversa nei cfr della politica dei ‘blablabla’, porterà graduali cambiamenti. Ora conosciamo le magagne della Casta e molti cittadini sono incazzati neri. Alcuni (che sono dello stesso spirito di Piergiulio) non vanno a votare..”tanto sono tutti uguali”. Anche questo è un atteggiamento totalmente sbagliato. Il voto è una conquista preziosa che abbiamo, snobbarlo o sprecarlo sarebbe un atto ingeneroso nei confronti di noi stessi e della società.
    Il giovane siciliano dovrebbe sforzarsi di coltivare un senso dello stato. E ritrovare, magari nel temperamento siculo che di sicuro ha nascosto da qualche parte, l’orgoglio di essere Italiano. Il nostro è uno dei paesi più belli (e strani) del mondo… dire “mi dimetto” è un gesto vile, che consegna la società nelle mani di quella malapolitica che non aspetta altro che il nostro disinteresse. Piergiulio, non il vecchio e (ri)mettiti in gioco per il bene della comunità.
    DIMETTERSI E’ LA SCELTA SBAGLIATA. POI RISCHI DI RIMANERE UN DISOCCUPATO QUALUNQUE. SENZA NEMMENO I CONTRIBUTI…

  2. vito scrive:

    anche a me viene una matta voglia di sparire

  3. PORCASI GAETANO scrive:

    L’ARTE CONTRO LE VIOLENZE MAFIOSE. LE OPERE RACCONTANO LA STORIA DAL 1943 AL 2007 http://WWW.GAETANOPORCASI.IT

    Scritto da: PORCASI GAETANO | 25 marzo 2008 a 00:52

    L’impegno nel sociale.La parola legalita’ è stata a tal punto usata da provocare nei cittadini,quando la si sente un senso di fastidio.Applicare la legalità ed affermare di rispettare le legge dello Stato dovrebbe essere il primo passo che ogni cittadino dovrebbe fare come osservare i suoi doveri,per poi chiedere di avere garantiti i suoi diritti.L’arte cosi come la legalità sebrano due entità astratte ma non è cosi.Sono stato sempre convito che l’arte non è solo estetica,ma quando fa riflettere sui problemi sociali e dell’umanità diventa uno strumento per risvegliare le coscienze,Cosi l’artista che è sensibile ai temi sociali non può esimersi dal denunciare con lo strumento che ha a disposizione le discrasie della società ed in essa delle lobby di potere.Il potere infatti non ama essere criticato, qualunque ideologia proclami e di qualunque colore si veste. Il potere ama conservare e preservare se stesso e può influenzare ed indirizzare la politica,la società. Nelle mie opere ho cercato di segnalare e sottolineare il ruolo devastante del potere sulla politica,sull’ambiente,sulle persone.Il denaro alleato stretto del potere pur di svilupparsi tende a calpestare la dignità dell’uomo e la bellezza della natura e spesso la salute stessa di ciascuno.Per questo ho pensato alle mie opere come strumento di denuncia sociale.E quando ho segnalato l’inquinamento di cui siamo noi stessi vittime ogni giorno puntuale è arrivata la reazione con denuncia,con ostracismi,e con l’indifferenza alle mie opere che talvolta sono state dele provocazioni,proprio per dimostrare come le generiche affermazioni di legalitàa nulla valgono quando si dice di voler fare una cosa e poi si realizza l’esatto opposto.Recentemente con amici,giornalisti,politici di buona volontà stiamo provando a mettere in campo un laboratorio culturale trasversare che ha ala base l’onestà ,l’osservanza dei valori umani,il rispetto delle diversità l’ipegno per conservare alle generazioni future un pianeta ed un ambiente vivibile fatto da persone solidali nei fatti.Per questo abbiamo pensato di dover accerttare il confronto con gli uomini di buona volontà.E’ in questo spirito che ho deciso di accertare questo riconoscimento che viene da chi vuole intestarsi un progetto di buon governo che possa migliorare la qualità della vita della nostra terra.E’ una la sfida che lanciamo a voi e che facciamo a noi stessi.Pittore antimafia Gaetano Porcasi.www.gaetanoporcasi.it

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