Archivio del 16 Aprile 2008

IL 9 E 10 MAGGIO TORNA A ROMA “DISSONANZE”

Apr 16

locandina_def.jpgWWW.DISSONANZE.IT

DISSONANZE torna il 9 e 10 maggio e ancora una volta si distingue come IL LUOGO in cui la musica incontra la sperimentazione e i nuovi linguaggi.
Una linea di frontiera in cui la musica è punto di partenza e luogo di arrivo, una community in cui artisti d’avanguardia e spettatori da ogni parte del mondo si incontrano per immergersi nelle infinite possibilità dei suoni, dell’arte visuale e di qualsiasi forma d’espressione in evoluzione.
Per l’edizione 2008 approda anche a nuovi spazi. Restano l’ormai storico PALAZZO DEI CONGRESSI e l’AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA (che l’anno scorso aveva ospitato il grandissimo Karlheinz Stockhausen in prima assoluta) e si aggiunge un altro luogo straordinario,  l’ARA PACIS.
Aperta sin dal pomeriggio per video ed incontri, si trasformerà al tramonto in stage d’eccezione per le performance di grandi nomi dell’arte internazionale. Tra i più attesi, la nuova star dell’arte francese Cyprien Gaillard.
Con l’arrivo della notte DISSONANZE si sposta al PALAZZO DEI CONGRESSI  dove venerdì 9 sarà on stage ITALO & COSMIC DISCO, una produzione dedicata alla rivoluzione della musica e del costume italiani degli anni ‘80, una rivoluzione a colpi di batterie elettroniche, di look ossigenati e colori pastello che ha avuto tra i più attivi protagonisti DANIELE BALDELLI alla console della Baia degli Angeli e del Cosmic e ALEXANDER ROBOTNIK, vera icona electro-pop con il suo classico “Problèmes d’amour”.
A condividere il palco di DISSONANZE con BALDELLI e ROBOTNIK ci saranno FRANCISCO e RODION, i due giovani portabandiera della nuova scena italo.
Nella serata di sabato 10 maggio si approda alle calde sonorità di BRAZILIN TIME un progetto multimediale che ha debuttato a San Paolo e che per la prima volta viene presentato in Italia. Protagonisti della produzione sono MADLIB e J. ROCC - dj, produttori e mc, figure di primo piano dell’hip hop americano - e tre generazioni di batteristi leggendari del jazz e della musica brasiliana.
Il viaggio dei suoni di DISSONANZE dopo l’Italia e il Brasile arriva anche in America, precisamente a DETROIT, la città dove i robots dei Kraftwerk si sono trasformati in cyborg e la musica elettronica è diventata techno.
L’evento di chiusura è stato affidato al live esclusivo dei leggendari MODEL 500 di Juan Atkins e Mad Mike Banks (fondatore di UNDERGROUND RESISTANCE) e al dj set di CARL CRAIG.
DISSONANZE quest’anno si apre anche alla danza con OUTRE una performance di ARRAY DANCE COMPANY,  la compagnia di DARREN JOHNSTON definito dal British Theatre Guide come “uno dei giovani talenti inglesi più innovativi e visionari”. Ha collaborato con Squarepusher, Aphex Twin e con il regista Chris Cunningham. ALL’AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA (venerdì 9 e sabato 10 alle 21.00) DARREN JOHNSTON con OUTRE esplora un innovativo approccio alla creazione di live performance, con particolare cura per l’integrazione tra arti visive e sonore.

RUTELLI PUNTA SUL VOTO GAY PER DIVENTARE SINDACO DI ROMA

Apr 16

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DA WWW.GAY.IT

La lotta alle amministrative alla Provincia e al Comune di Roma durerà ancora due settimane. In entrambi i casi, infatti, il candidato del centrosinistra ha conquistato al primo turno un maggior numero di preferenze, ma non tale da evitare il ballottaggio. Per quel che riguarda il Campidoglio, Francesco Rutelli (candidato sostenuto dal Pd, dalla Sinistra Arcobaleno, dall’Italia dei valori e varie liste civiche) ha ottenuto 761.126 voti, pari al 45,8% delle preferenze. Di contro Gianni Alemanno, sostenuto dal Pdl, ha ottenuto un 40,7% (677.350 i voti per lui). Dati sorprendenti se confrontati con le comunali del 2006: Walter Veltroni passò al primo turno con un plebiscitario 61,4%, mentre Alemanno (sì, cera ancora lui) si fermò ad un 37,1%. A Roma, comunque, il Pdl è risultato il partito più votato, con 553.864 voti (36,5%), mentre il Pd è stato staccato di quasi due punti e mezzo (515.557 voti, pari al 34%).
Il ballottaggio si svolgerà in due giornate, il 27 e 28 aprile e saranno decisivi i voti dati al primo turno ai candidati minori. Fra questi, il più votato è stato Francesco Storace della Destra-Fiamma Tricolore (3,3%) che scioglierà le proprie riserve domani. Luciano Ciocchetti dell’Udc ha conquistato un 3,1% mentre Franco Grillini dei Socialisti uno scarso 0,8%, sempre più di Mario Baccini della Rosa Bianca (0,7%). Rutelli ha comunque detto che «i dati definitivi sono 84mila voti di vantaggio, pari a una città». Per quanto riguarda le provinciali, turno mancato anche per il gay friendly Nicola Zingaretti, candidato del centrosinistra che ha riscosso il 46,9% delle preferenze contro il 37,1% di Alfredo Antoniozzi, candidato del Pdl.
Quest’ultimo ha definito «antistoriche e ormai superate» le coalizioni che sostengono Rutelli e Zingaretti, i quali avrebbero tenuto «atteggiamenti spocchiosi, supponenti e trionfalistici», che si sarebbero però “arenati sullo scoglio rappresentato dai cittadini».

LA VOCE D’ITALIA RECENSISCE “TRENT’ANNI SENZA”. DA OGGI IN LIBRERIA

Apr 16

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Da oggi nelle librerie, il volume con la prefazione di Maurizio Costanzo

Trent’anni senza (il ‘68) di Pierluigi Diaco

Un analisi della situazione odierna dei trentenni

Tra il suo affollatissimo blog e la rubrica sui trentenni nel corso di “Onorevole dj” su Rtl 102.5 Hit Radio, Pierluigi Diaco riceve una mail  che lo ispira e lo fa uscire oggi in tutte le librerie con il suo ultimo lavoro: “Trent’anni senza (il ‘68)”, edito da Aliberti, con la prestigiosa prefazione scritta appositamente da Maurizio Costanzo.
La dichiarazione scritta nella mail ricevuta è sicuramente provocante: “Mi dimetto da italiano, da quest’Italia senza idee per il futuro, da quest’Italia dove i politicanti sono attaccati alla poltrona, da quest’Italia ipertassata dove non c’è spazio per programmi (e slogan) originali ma solo per scopiazzature, per nostalgie e reminiscenze di un glorioso passato”. Pierluigi Diaco, in punta di penna, graffiante e acuto, analizza con le regole stilistiche del pamphlet politico la situazione dei trentenni oggi, di quelli che sono nati e cresciuti senza aver nemmeno respirato l’odore del Sessantotto, e sono sopravvissuti.
Quei trentenni distaccati dalla politica perché non pensano che sia una strada percorribile e che, anche se volessero provarci, troverebbero uno scenario sostanzialmente ingessato dal 1946, solo con l’assenza di scuole di formazione. Quei trentenni che non ne possono più del lavoro precario, dei co.co.co e pro e della totale assenza di speranze per un futuro migliore, e quindi, a un certo punto, invece di buttare tutto alle ortiche, si inventano professioni nuove e provano a costruirsi una loro strada nel mondo. Quei trentenni che si complessano poco per i rapporti uomo/donna e che hanno già capito, come dice Dino Risi, che “le emozioni, nella vita, servono per altre cose”. Quei trentenni che, però, e in grossa parte, continuano a stare in sala d’attesa (e a casa di mamma e papà), e a pensare che il potere tanto non toccherà mai a loro, che tanto non varrà la pena buttarsi.
Diaco, uno di loro, chiede questo alla sua generazione: “Farsi avanti, di rischiare, di mettersi in gioco, di fare quello che l’attuale classe dirigente fa troppo raramente, spesso senza rendersene nemmeno conto. L’esperienza dei più anziani è un bagaglio prezioso e imprescindibile, ma solo a patto che serva a coadiuvare il lavoro dei giovani, senza sostituirsi a esso. Si tratta di ricambio, non di sopruso o furto di ruolo”. E, alla generazione precedente, di lasciare spazio, per evitare che il raggiungimento di obiettivi passi attraverso un semplice processo di cooptazione, e si configuri invece come un reale inserimento di persone valide, capaci, in grado di dare nuova linfa vitale e creativa alle istituzioni.
“Perché la mia generazione non è una minaccia al feudalesimo, ma una risorsa per il Paese, non solamente perché ‘giovane’, ma perché in grado, molto più di quanti occupino oggi i ruoli di potere, di assecondare il cambiamento”

Diaco, Pierluigi, Trent’anni senza (il ‘68), Aliberti editore, pp. 192, euro 12,00, www.alibertieditore.it

Piero Barbaro

piero.barbaro@voceditalia.it


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