LA NUOVA CASTA ITALIANA

Apr 27

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“La Nuova Casta italiana si chiama “Cultura”. La Cultura, quasi mai quella popolare, è stata sbandierata dal centrosinistra e utilizzata, per non dire consumata, sui palchi di questa noiosissima campagna elettorale. Uomini e donne del cinema, della musica, dello sport, della letteratura si sono prestati ingenuamente, servilmente, e senza pudore alcuno, a sostegno di candidati che in nome di una supponente superiorità morale, credono ancora di poter conquistare consenso esibendo in pubblico le loro passioni. Cantautori, attori, comici e conduttori tv anche stavolta hanno travestito da impegno civile quell’ansia da prestazione abituale nelle persone di spettacolo in cerca di sponsor politicamente corretti. Il risultato delle elezioni politiche dice una cosa chiara: che si può ascoltare un disco di Ivano Fossati, leggere un libro di Sandor Marai, sfogliare il Manifesto, il Foglio, tifare Francesco Totti, apprezzare Monica Guerritore, e votare Lega nord senza vergogna alcuna. Il paese è più liberale e maturo di quanto si possa immaginare, e la cultura, popolare e non, non può (e non deve) essere utilizzata come arma di ricatto politico. Libera Cultura e libero stato! ”

di Pierluigi Diaco per “Il Foglio”

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2 commenti a “LA NUOVA CASTA ITALIANA”

  1. marco.le scrive:

    Il vero Vaffa day (nome demagogico e poco originale…)dovrebbe essere quello per liberare la cultura da chi intende imprigionarla entro schemi ideologici, di partito, di interesse economico. Di ‘Casta’. Come analizza Pigi, il paese è più liberale di quanto si creda; il dato è confortante perchè, se vogliamo, denota una certa vivacità da parte di una porzione di elettorato che vota senza lasciarsi influenzare da cantanti e artisti schierati che corrono in aiuto del candidato con il loro ’si può fare’. Che c’entrano?? Non è che se ascolto Sergio Cammariere voto per forza la sinistra estrema (nella quale l’artista ha dichiarato di identificarsi..), e così se mi piace come recita Barbareschi non significa che sono un berlusconiano… Potremmo continuare a lungo, spiegando che questo è un vizio soprattutto del centro-sinistra più nostalgico e per questo passivo, come scriveva puntualmente Pigi in un post (tratto da un suo pezzo su ‘il Foglio’) su questo blog. Libera cultura in libero Stato: si ‘deve’ fare.

  2. renzo marrucci scrive:

    Timidi passi verso liberazioni interiori? Anche fare i grattacieli allora è una liberazione..?
    L’architettura di Gehry è una liberazione? Le nuvole di Fuksas desiderio di tutto oppure una presa per i fondelli? e via dicendo…Il fenomeno
    è quello semplice degli italiani che prendono piano piano coscienza ma molto lentamente! Il fenomeno è quello che le caste fanno i castelli e poi si dimenticano o franano ma poi si riforma
    no…La cultura, la cultura imprigionata dentro a
    solide sbarre…dentro un castello eretto su pos
    senti mura costruite dai casta-ri vestiti di ros
    so e di nero.

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