NUOVI MITI

Si moltiplicano a Palermo i murales con il volto del boss trapanese Matteo Messina Denaro, latitante dal 1993 riprodotto come in una vecchia fotografia con indosso un paio di occhiali.
Ma chi è Matteo Messina Denaro?
Figlio di Francesco Messina Denaro, soprannominato “Don Ciccio”, storico capo del mandamento di Castelvetrano, prima della latitanza, risultava lavorare come campiere nelle terre di una delle più potenti famiglie di imprenditori siciliani: la famiglia D’Alì. Matteo impara, in fretta le abitudini mafiose. Sin dall’età di quattordici anni inizia ad usare le armi da fuoco. Compie il suo primo omicidio a diciotto anni. Quindi la confidenza fatta ad un amico: “con le persone che ho ammazzato, io potrei farci un cimitero”. La sua immagine è legata alle auto sportive, ai vistosi orologi Rolex, alle belle donne. Questo esibizionismo lo discosta radicalmente dallo stile dei corleonesi, come Totò Riina o Bernardo Provenzano. Una carriera mafiosa iniziata ufficialmente nel 1989, quando viene denunciato per associazione mafiosa. Dal 1993 costretto alla latitanza. In seguito alla morte del padre e alla cattura di Vicenzo Virga, diventa capo mandamento di Castelvetrano. Il 19 aprile 2006, fra i pizzini trovati nel covo di Provenzano, emerge anche il nome di Salvatore Lo Piccolo e Messina Denaro, quest’ultimo con lo pseudonimo di Alessio. Le famiglie trapanesi, affiliate a Messina Denaro, hanno criticato il modo con il quale negli ultimi anni, i palermitani hanno portato avanti gli affari delle cosche. Dalle indagini della magistratura si evince la differenza strategica nella politica del terrore adottata da Matteo Messina Denaro. Un uomo che ha solidi rapporti e precisi punti di riferimento anche a Palermo, nella pericolosa cosca di Brancaccio dei Guttadauro.
Tags: Boss, mafia, Mattia Messina Denaro, palermo8 commenti a “NUOVI MITI”
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E’ abbastanza scoraggiante.. C’è una parte d’Italia che sostiene, protegge, spalleggia, ama la mafia. Proprio in anni in cui le forze dell’ordine stanno mettendo a segno arresti eccellenti per strozzare questa ‘industria’ di malavita. In questo modo si ostacola lo Stato, si vuole che la Sicilia (e il sud) rimangano schiavi della mafia per sempre. Ci sono ragazzini- lo abbiamo letto sui giornali- che a scuola dichiarano senza porsi problemi che la mafia è una cosa buona perchè protegge… La vera lotta non è solo quella armata (che lasciamo alle nostre eroiche forze dell’ordine..) ma anche culturale. Il braccio di ferro continua, e la mafia, purtroppo, non intende cedere facilmente.
|Lasciato il 28 Aprile 2008 alle 15:44|se pensate che quei murales siano a sostegno di denaro siete proprio fuori strada.
|Lasciato il 28 Aprile 2008 alle 22:54|E si vede che non siete di palermo, come si vede!
Be, a vederla dall’esterno non si può certo pensare che non sia un’osannamento alla mafia, poi magari ha 1000 altre ragioni (o almeno lo si spera) però l’impressione non è solo di uno!
|Lasciato il 29 Aprile 2008 alle 00:00|X la realtà che si vive e per chissà quant’altri motivi!
E’ vero: siamo fuori strada,non siamo di Palermo e non capiamo…
|Lasciato il 29 Aprile 2008 alle 05:46|Aiutarci a capire è possibile oppure noi non possiamo capire..?
Ciao Pierluigi, posso avere la tua e-mail se non e’ un problema. Ci ‘vediamo’ ogni lunedi’ su Stella!
|Lasciato il 29 Aprile 2008 alle 07:23|cara cassandra,
|Lasciato il 29 Aprile 2008 alle 12:24|puoi usare il blog tramite “contatti” oppure
pdiaco@rtl.it un abbraccio
Ciao io sono del sud che vivo a nord x lavoro la mafia in sicilia e stato sempre un problema che rimare nei secoli e come vedo anche al nord non scherza solo che alla splendida Sicilia a l anomino ma gli altri anno i fatti con un abbraccio una siciliana…
|Lasciato il 30 Aprile 2008 alle 14:15|Facciamo ridere tutta Europa…
|Lasciato il 7 Luglio 2008 alle 22:43|