Archivio del mese di Aprile 2008

GLI ALEMANNI CALANO SUL SALOTTONE

Apr 28

Malagò gli fa i suoi auguri, Verusio non ha “voglia di commentare”

Adesso che la Fortezza Bastiani è caduta, vuoi vedere che i tartari non sono poi così male? Roma è così. Ancora  due giorni fa si intrecciavano telefonate ansiose, partivano allarmi democratici via e-mail. C’è la raffinata gallerista che ha convocato cene per discutere di come organizzare la resistenza in previsione della calata degli Alemanni sull’Urbe. L’elezione del sindaco era diventata la linea del Piave, dove giocarsi il tutto per tutto, la trincea da difendere a ogni costo. E’ o non è, il sindaco di Roma, più e meglio di  un ministro, oltretutto non soggetto ad alcun rimpasto?
Due giorni fa, dicevamo. Ma a poche ore da un voto che, dopo sessant’anni, mette Roma nelle mani della destra, il salottone capitolino sembra farsene (più o meno rassegnatamente, più o meno fatalisticamente) una ragione. Soprattutto, nessuno si sognerebbe più di gridare “all’armi son fascisti”. “Un po’ ce lo aspettavamo”, dice al Foglio Guia Sospisio, la cui casa sotto il Gianicolo mescola molto romanamente politica, cultura e spettacolo, Fausto Bertinotti con Massimo Teodori e Antonello Venditti. “Ce lo aspettavamo, o comunque era palpabile la voglia di cambiamento. Ma in democrazia l’alternanza è una garanzia, e credo che Alemanno, se vorrà essere un buon sindaco, non cancellerà l’immagine, culturalmente viva, che Rutelli e Veltroni hanno dato a questa città”. (continua sul Foglio quotidiano) www.ilfoglio.it

GASPARRI:”ALEMANNO E’ IL NUOVO SINDACO DI ROMA”

Apr 28

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ORE 16.45 “Gianni Alemanno è ormai il nuovo sindaco di Roma. Considero questa vittoria politicamente ancora più importante di quella ottenuta alle politiche dal Pdl. Ora ho una sola speranza, anzi un sogno nel cuore: Goffredo Bettini in Thailandia! “.Così Maurizio Gasparri commenta, al telefono con Diacoblog, lo scrutinio in corsa delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale di Roma.

NUOVI MITI

Apr 28

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Si moltiplicano a Palermo i murales con il volto del boss trapanese Matteo Messina Denaro, latitante dal 1993 riprodotto come in una vecchia fotografia con indosso un paio di occhiali.

Ma chi è Matteo Messina Denaro?

Figlio di Francesco Messina Denaro, soprannominato “Don Ciccio”, storico capo del mandamento di Castelvetrano, prima della latitanza, risultava lavorare come campiere nelle terre di una delle più potenti famiglie di imprenditori siciliani: la famiglia D’Alì. Matteo impara, in fretta le abitudini mafiose. Sin dall’età di quattordici anni inizia ad usare le armi da fuoco. Compie il suo primo omicidio a diciotto anni. Quindi la confidenza fatta ad un amico: “con le persone che ho ammazzato, io potrei farci un cimitero”. La sua immagine è legata alle auto sportive, ai vistosi orologi Rolex, alle belle donne. Questo esibizionismo lo discosta radicalmente dallo stile dei corleonesi, come Totò Riina o Bernardo Provenzano. Una carriera mafiosa iniziata ufficialmente nel 1989, quando viene denunciato per associazione mafiosa. Dal 1993  costretto alla latitanza. In seguito alla morte del padre e alla cattura di Vicenzo Virga, diventa capo mandamento di Castelvetrano. Il 19 aprile 2006, fra i pizzini trovati nel covo di Provenzano, emerge anche il nome di Salvatore Lo Piccolo e Messina Denaro, quest’ultimo con lo pseudonimo di Alessio. Le famiglie trapanesi, affiliate a Messina Denaro, hanno criticato il modo con il quale negli ultimi anni, i palermitani hanno portato avanti gli affari delle cosche. Dalle indagini della magistratura si evince la differenza strategica nella politica del terrore adottata da Matteo Messina Denaro. Un uomo che ha solidi rapporti e precisi punti di riferimento anche a Palermo, nella pericolosa cosca di Brancaccio dei Guttadauro.

WWW.ACMT-RETE.IT

Apr 28

In questo sito si parla della malattia di
CHARCOT MARIE TOOTH
e delle Neuropatie periferiche
La sindrome di Charcot Marie Tooth (CMT) è classificata tra le malattie rare. E’ il disordine neurologico del sistema periferico più comunemente ereditato (l’incidenza è di 1 persona ogni 2.500), interessa i nervi periferici del controllo, del movimento e sensoriali. Continua…

LA NUOVA CASTA ITALIANA

Apr 27

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“La Nuova Casta italiana si chiama “Cultura”. La Cultura, quasi mai quella popolare, è stata sbandierata dal centrosinistra e utilizzata, per non dire consumata, sui palchi di questa noiosissima campagna elettorale. Uomini e donne del cinema, della musica, dello sport, della letteratura si sono prestati ingenuamente, servilmente, e senza pudore alcuno, a sostegno di candidati che in nome di una supponente superiorità morale, credono ancora di poter conquistare consenso esibendo in pubblico le loro passioni. Cantautori, attori, comici e conduttori tv anche stavolta hanno travestito da impegno civile quell’ansia da prestazione abituale nelle persone di spettacolo in cerca di sponsor politicamente corretti. Il risultato delle elezioni politiche dice una cosa chiara: che si può ascoltare un disco di Ivano Fossati, leggere un libro di Sandor Marai, sfogliare il Manifesto, il Foglio, tifare Francesco Totti, apprezzare Monica Guerritore, e votare Lega nord senza vergogna alcuna. Il paese è più liberale e maturo di quanto si possa immaginare, e la cultura, popolare e non, non può (e non deve) essere utilizzata come arma di ricatto politico. Libera Cultura e libero stato! ”

di Pierluigi Diaco per “Il Foglio”

APPUNTAMENTO DOMANI SERA DALLA BIGNARDI SU LA7. TORNO LUNEDI’ AD AGGIORNARE IL BLOG

Apr 23

Oggi e domani sono impegnato per presentare il mio libro “Trent’anni Senza” (Aliberti Editore) in radio e tv, e non potrò quindi aggiornare il blog. Colgo l’occasione per segnalarvi che domani sera sono ospite di Daria Bignardi su La7 a “Le Invasioni Barbariche”. Poi mare, a Sabaudia. Buon fine settimana.


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