Archivio del 25 Maggio 2008

CINICO&TRENDY. IL LIBRO DI ANNA SERAFINI

Mag 25

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Sarà per le giornate uggiose trascorse a Berlino negli anni giovanili o forse per la quella solitudine pagata ad altissimo prezzo quando tentò di iniettare una dose di sano riformismo tra le femmine diessine, oppure per quel senso di dignità ereditato dalla famiglia toscana che la signora ha sempre cercato di applicare in politica. Sta di fatto che Cinico&Trendy, l’ultimo libro di Anna Serafini, è un pamphlet dal sapore agrodolce. Dentro c’è rabbia, cuore e ragione. C’è il coraggio di una donna che ha deciso di prendere di petto quella “malattia contagiosa” che più di ogni altra ammorba società e politica: il cinismo, “espressione ideologica” dell’“antipolitica”, diffusa soprattutto “nelle democrazie con insufficienti anticorpi nei confronti del populismo, come la nostra”. Cinico&Trendy, rischia così di essere una piccola bomba in casa Pd: dentro queste pagine c’è la risposta più coraggiosa e impopolare che si possa dare al “grillismo” imperante. Quella risposta che in molti, per vigliaccheria e codardia politica, preferiscono tenere per sé.

di Pierluigi Diaco per “Il Foglio”

P.S. Domani Lunedì 26 Maggio parteciperò con Antonio Caprarica e Giuseppe De Rita alla presentazione del libro della Serafini presso la libreria Feltrinelli, Via V.E. Orlando 78/81 a Roma, ore 18.00

RITORNO AL FLAMINIO

Mag 25

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In dodici anni ho cambiato nove case. Sono tornato al quartiere Flaminio, e ho preso definitivamente le distanze da Campo de’ Fiori, dai suoi attori-camerieri, dagli specchietti dei motorini diventati ormai contenitori di polverine magiche, dalle insalate ricche, dai gatti randagi di Via Monserrato. Ritorno al Flaminio, dove “Anche libero va bene”. Dove da piccolo giocavo con la fionda sopra i tetti di viale Pinturicchio e agitavo freneticamente i piedini nelle piscine dei circoli sportivi lungo il Tevere. Ritorno al Flaminio dove le ragazze nei loro vestiti sacco, adornati con fiorellini, girano con i loro SH e si dissetano nelle vinerie, al Tiepolo o al Politecnico Fandango. A due passi dalla Madonna dei Monti Parioli, Irene Ghergo, a un tiro di schioppo da Valle Giulia dove i bassotti guardano con sguardo malinconico il mio cane giapponese, un Akita Inu. Me ne vado dal centro, oramai ex veltroniano, occupato a dismisura da ragazzi maleducati e troppo vivaci provenienti dalle cime della Bufalotta e della Balduina. Restituisco il mio dolce corpicino alle coccole delle quarantenni disperate di Roma nord, zona dall’alto tasso erotico e dove il vento tira ancora in poppa.

di Pierluigi Diaco per “Il Foglio” www.ilfoglio.it


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