LA CAMORRA FINANZIA, PRODUCE E PROMUOVE LA MUSICA NEOMELODICA

In Campania, i cantanti neomelodici sono un esercito: il 90% sono famosi solo nel quartiere in cui cantano, il simbolo di maggior successo di questo genere è stato, in passato, Gigi D’Alessio ma anche altri neomelodici come Gigi Finizio hanno varcato la soglia del successo nazionale.
Due anni fa l’ex Ministro Amato ha affermato che “se il piano contro la criminalità a Napoli avrà successo i neomelodici dovranno cantare altre canzoni o, se esisteranno ancora, non canteranno in napoletano. - Poichè quella dei neomelodici è una cultura che cerca comunque di fare del camorrista un eroe, del carcerato un personaggio positivo, mentre chi lo denuncia è un infame”.
La Camorra a Napoli è diventata anche produttrice e casa discografica:
si occupa di sovvenzionare i cantanti, di pubblicizzarli e di pagare le televisioni locali per la trasmissione dei loro video.
In alcuni casi la Camorra arriva persino a ideare e scrivere (vedi il Boss Luigi Giuliano) i testi che poi saranno cantati da questi “artisti”. Alcuni neomelodici come Lisa Castaldi arrivano a cantare certe canzoni dai titoli emblematici come “Il mio amico camorrista”, in cui si elogiano le qualità di un boss della camorra, o come “Femmena d’onore” in cui se la prende con i pentiti di camorra che denunciano tutto alla polizia. Altri come Fabrizio Ferri cantano “I drogati so buoni wajun”. Ciro Rigione in arte Ciro Ricci recentemente ha dichiarato in tv:“Il camorrista è uno che nel quartiere fa del bene alle persone, da il lavoro alle persone, da da mangiare alle persone.”
Il governo Berlusconi, il Presidente della Regione Bassolino e il Ministro della Cultura Sandro Bondi avranno mai il coraggio di prendere posizione sull’argomento? O il fenomeno viene considerato una faccenda di costume poco rilevante?
Tags: camorra, cantanti neomelodici, Ciro Ricci, Fabrizio Ferri, giuliano amato, Luigi Giuliano, Napoli5 commenti a “LA CAMORRA FINANZIA, PRODUCE E PROMUOVE LA MUSICA NEOMELODICA”
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Sono incredibii il potere e il raggio d’azione della camorra… Ma nn dobbiamo stupirci.. come avviene spesso (ed è avvenuto nella storia) una delle principali vie per garantirsi sostegno e consensi è la cultura. nel napoletano la musica neomelodica è una parte importante del bagaglio culturale di quella terra. La musica, quel tipo si musica, diviene espressione dei pensieri, delle aspettative, delle incazzature di un popolo. La camorra vuole sostenere, attraverso la musica, se stessa. Il governo deve intervenire.. qui stiamo parlando di cose estremamente serie (certe cattive abitudini dei napoletani derivano anke da un mood culturale e musicale a cui si sentono di appartenere…).. Non si tratta delle spassose canzonette cantate, per cazzeggio, da Silvio e dal maestro apicella
|Lasciato il 1 Giugno 2008 alle 19:16|Bello il pezzo sul predominio culturale della camorra che si esprime
|Lasciato il 2 Giugno 2008 alle 08:16|anche musicalmente. Cosa possano fare Bassolino e gli altri nei confronti di popolazioni rimaste ferme ai tempi dei Promessi Sposi,
l’innominato, i bravi, la paura che rende servi… e la peste dietro l’angolo,cosa possano fare davvero non lo so : per fare grandi cose
servono grandi uomini e questi che abbiamo,dx e sx,non lo sono
abbastanza e di imbarcarci in una salvifica “guerra civile” non vedo
gran voglia tra chi canta Femmena d’onore o tra chi, più a nord,
regala le migliori energie alla play station.
Il legame musica-malavita non è di certo nuovo, basti pensare a Frank Sinatra e Paul Gambino (ne “Il Padrino-atto I” si vede chiaramente: festa nuziale della figlia del boss, con cantante famoso ad allietare gli ospiti…).
|Lasciato il 2 Giugno 2008 alle 12:44|Mio padre mi raccontava, ad esempio, che a Taranto negli anni ‘80, anni sanguinosi di lotta fra clan, le forze dell’ ordine dichiaravano lo stato di quiete solo quando era in città, a teatro, il recital di un notissimo esponente della canzone napoletana, molto amato dalla criminalità locale.
No la camorra finanzia, ma la camorra y LA FINANZA
|Lasciato il 2 Giugno 2008 alle 16:47|Puede ser ca in un prossino futuro voi a scrivere aqui qcosa a tal proposito
Italo Argentino( Carmelo Pignatracozza, l’ultimo della mia stirpe, lascio’ el vs pais, che non era ancora Italia: Ciro Pignatracozza, nave ” o’sciammascione”, Napule/Buenos Aires, 1846, quindi ancora regno ei Burbune) ma appassionatissimo contra della deriva nazindranghetara dei Berlusxuxluclones mismi
io non sono campana…però ascolto volentieri alcune canzoni di vari artisti napoletani…alcuni citati nell’articolo.
|Lasciato il 29 Luglio 2008 alle 00:28|Beh…noi c’è la prendiamo sempre con il sud cn le varie “mafie” n’dragheta; camorra; sacra corona unita! Io penso e sono convinta che la vera mafia…quella che permette alle”cosche” di agire in determinati modi sia all’interno dello Stato…anzi è lo stato! purtroppo siamo circondati da gente corrotta.