Archivio del 2 Giugno 2008

NUOVE TENDENZE/COUCHSURFING: LA VANCANZA NO-COST!

Giu 2

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Visitare il mondo saltando da un divano all’altro a costo zero, questa la grande logica del couchsurfing. I couchsurfer sono viaggiatori che sfruttano una rete di mutua ospitalità. Il corrispondente della banca del tempo in formato vacanze che mette in contatto persone lontanissime per cultura, estrazione sociale e collocazione geografica. Il veicolo per concordare soggiorni sull’altra faccia del globo è un sito creato da un intraprendente giovane americano nel 2004. Ogni utente del sito è individuato da una scheda personale, su cui si possono controllare referenze, interessi e quant’altro possa dare un’idea verosimile del profilo dell’ospite. Il couchsurfing, oltre ad essere un ottimo strumento di risparmio e conoscenza corrisponde al concetto di turismo sostenibile perché non richiede la costruzione di nuove strutture, limitandosi a sfruttare meglio quelle esistenti. Un turismo che limita al minimo gli sprechi, permettendo di conoscere da un punto di vista privilegiato le diverse realtà culturali in cui ci si cala anche solo momentaneamente. Molto diffusa negli Stati Uniti la rete del couchsurfing si sta estendendo anche in Europa con siti come Hospitality club, Couchsurfing.com e Servas. L’iscrizione non presenta particolari difficoltà: l’abbonamento può infatti essere attivato attraverso una procedura di iscrizione totalmente gratuita, inserendo alcuni dati anagrafici e interessi personali.

( tratto da www.soldiblog.it )

NEOMELODICI, BOCCHINO:” METTONO RADICI NELLO STESSO TERRENO CULTURALE DELLA CAMORRA”

Giu 2

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Italo Bocchino, napoletano, vice capogruppo del Pdl alla Camera.

On.Bocchino, lei conosce molto bene Napoli e le sue contraddizioni. Si può dire che dietro alla musica neomelodica c’è la camorra?

“C’è un parte di questo fenomeno che mette radici nello stesso terreno, diciamo “culturale”, della Camorra. Questo giudizio non vale per tutti i cantanti neomelodici, ma per una larga parte. Spesso le società di produzione di questi artisti sono legate e compromesse con gli ambienti della malavita organizzata. Del resto i testi di alcune canzoni si richiamano al modello “culturale” promosso dalla camorra: i neomelodici quando cantano l’amore si presentano come artisti “normali”, quando parlano di altro si rifanno ad una logica da anti-Stato”.

I NEOMELODICI E LA CAMORRA

Giu 2

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Su http://acerra.altervista.org/, Antonio Zunico scrive:

“Un ragazzino sfreccia in pieno centro su una minimoto, cantando delle frasi di una “celebre” canzone napoletana, “nu latitant nu ten chiù nient, fa pur o ben annascus ra gent” quasi a voler imitare quel video di qualche tempo fa, nel quale si vedeva il cantante sfrecciare tra i vicoletti di Napoli su una motocicletta mentre era inseguito dalla polizia. Ed è solo uno dei tanti casi: c’è un fattore che accomuna un po’ la canzone neomelodica alla camorra, spesso e volentieri ci si ritrova a sentire canzoni che fanno del camorrista una persona buona, per bene, che aiuta chi è in difficoltà, creando un alone di tenerezza, passione, come se uno poi fosse latitante per sbaglio, come se non avesse fatto nulla per meritarsi tale soprannome, come se il suo status sociale fosse nato dal nulla, non da azioni che egli stesso ha deciso di compiere.
Cercando in giro ho trovato una canzone di Ciro Rigione, in arte Ciro Ricci, e c’è una frase che mi ha colpito molto e che vi riporto:”Sonn uagliun e miezz a vi, e nun s ponn giudicà, perché chi e cunosc overament, sann ca so e megl ra città…” Bah, come commentare una frase del genere…(continua a leggere)


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