SCOPELLITI A DIACOBLOG:” SONO UN SINDACO DI ROTTURA. REGGIO CALABRIA E’ LA BARCELLONA D’ITALIA”
Diacoblog incontra Giuseppe Scopelliti, giovane e vivace sindaco di Reggio Calabria.
Scopelliti, mi sembra che Reggio Calabria assomigli poco alla Calabria. Concorda?
“ Reggio è una città normale, è un modello di governo, è la Barcellona d’Italia. Assomiglia poco alla Calabria, perché la mia giunta ha avuto il coraggio di fare scelte impopolari che con il tempo, però, sono state comprese e sostenute dai cittadini. Sono un sindaco di rottura, non ho avuto mai paura di prendere i fischi, ho sempre amministrato la città cercando di battermi verso alcune logiche: qui la gente era abituata alle strette di mano, ai baci e agli abbracci con i politici. Io ho tentato di rovesciare questo modello. Ma una cosa va detta: siamo stati lasciati soli. La Regione e il Presidente Loiero non ci sono stati vicini, non si sono mai visti, la presenza della Regione nessuno l’ha mai sentita. Del resto Loiero non ha mai fatto una visita ufficiale alla città, non ha mai sentito il bisogno di incontrare il sindaco e i cittadini ”.
In molti sostengono che lei sarà il candidato unico della Cdl alla Presidenza della Regione?
“ Lo scriva chiaramente: non sono disponibile. Non potrò mai farlo”.
E perché?
“ Perché la classe politica calabrese non è ancora pronta per una rivoluzione culturale e politica. Non ci sono le condizioni per un mio impegno in tal senso. Non mi permetterebbero di fare quello di cui la Calabria ha bisogno. Le faccio un esempio: sulla piana di Gioia Tauro ci sono 7 ospedali inutili e ne basterebbero 2 efficienti. Se fosse per me gli altri 5 andrebbero chiusi. Secondo lei mi farebbero fare scelte di questo tipo? Ne pagherei un prezzo personale troppo alto”.
C’è un sindaco di centro-sinistra che stima?
“ Sì. Anche se ci dividono la fede politica e le opinioni su molti temi, stimo e apprezzo il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino. E’ una persona per bene, un bravo sindaco, un amministratore competente. Va detto, però , che Chiamparino ha avuto risorse finanziarie decisamente maggiori di quelle di cui dispone Reggio Calabria”.
An e Forza italia sono al lavoro per la costruzione del Pdl. Dopo Berlusconi, chi sarà il leader di questa nuova formazione?
“ Dico subito che non è affatto scontato che il leader del Pdl debba essere un uomo di Forza Italia. Di sicuro deve essere una personalità in grado di raccogliere il più alto consenso possibile. Credo che Gianfranco Fini abbia tutti requisiti necessari per essere il leader del Pdl, quando Berlusconi deciderà di fare il padre nobile della nuova formazione”.
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Articoli
Caro Pierluigi, credo che Scopelliti e Chiamparino siano una bella lezione di buona politica. Di quella politica del fare che non ha bisogno di essere etichettata come di destra o di sinistra. In una città e in un tessuto sociale difficile come quello di Reggio Calabria, Scopelliti ha avuto il coraggio di osare, di fare anche scelte impopolari, ma che la gente col tempo ha capito e condiviso. Reggio è riuscita a uscire dalla fossa, a ritrovare il sorriso, a essere una città positiva, nonostante i tanti problemi ancora irrisolti. La differenza è che adesso la gente non si piange più addosso, i reggini non si sentono più degli sfigati e hanno la consapevolezza che anche i problemi si possono risolvere. Credo che Scopelliti abbia saputo dare a questa gente una bella iniezione di fiducia e di positività, non solo con i proclami ma anche con fatti concreti. Poi si può discutere di tutto ciò che avrebbe potuto fare e ancora non ha fatto, ma non credo che il 70% dei reggini abbia avuto uno svista dentro la cabina elettorale! E la ‘ndrangheta? Potresti giustamente dirmi. Beh, basta saperci convivere, d’altronde fu proprio Italo Falcomatà, il sindaco della primavera reggina, a dire che “qualche volta con certa gente bisogna anche prendere il caffè”. Rassegnazione? No consapevolezza e realismo. Nella tua intervista Scopelliti ha detto una verità sacrosanta: “Reggio è una città normale”. Non ha assolutamente detto che è una città straordinaria. Ma ti assicuro che è proprio di questa normalità che la gente avevamo bisogno.
|Lasciato il 25 Agosto 2008 alle 02:23|Normale, Reggio Calabria.
Talmente normale che alle 3 del mattino esplode una pizzeria. Un palazzo squartato, autovetture ribaltate, gente in strada. Normale, Reggio Calabria.
Il dissesto economico-finanziario a cui sta andando incontro l’ente comunale è - sapientemente e colpevolmente occultato - da quelle imprese editoriali che proprio dall’ente Comune di Reggio Calabria ricevono compensi per pubblicità istituzionale anche 10 volte superiori alle altre testate.
Talmente afferrato il concetto che il collega Malara - speculandoci su - attribuisce a Falcomatà che il giorno della cattura del super-latitante Pasquale Condello (ed in quelli seguenti) nessuna nota ufficiale di compiacimento con le forze dell’ordine e la magistratura.
Salvo un passaggio nel contesto di un convegno specializzato rivolto proprio a magistrati e forze di polizia.
Ma sì che mi pare di avere visto Jannuzzi intervistato qualche post prima. Che insulta Di Pietro (perdigiorno!).
Uno che l’antimafia (con Battista, Ostellino, Panebianco, Galli della Loggia) tenta di polverizzarla.
Al soldo di Berlusconi (si premura di firmarsi “Senatore Indipendente eletto (?) con Forza Italia” e chiama Marcello dell’Utri un “bibliofilo distratto”.
am
|Lasciato il 25 Agosto 2008 alle 09:48|Reggio è Barcellona, ma anche Bagdad con i suoi attentati, Beirut, con le sue case non completate. Reggio è uno Stato assente che spende miliardi ogni mese per controllare il territorio in Afganistan e non è in grado di controllare il suo stesso territorio in balia della mafia …
|Lasciato il 25 Agosto 2008 alle 13:19|Il sindaco Scopelliti ha fatto la scelta impopolare di spendere 120 mila euro per far passeggiare Valeria Marini nella notte bianca e dovrà presentarsi alla corte dei conti per aver acquistato un immobile fatiscente per oltre 2/mln di euro ma se avesse i soldi di Chiamparino farebbe molto di più.
Rispetto l’opinione di Antonino, ma non posso condividerla. Non mi sembra di aver detto che la ‘ndragheta non esiste e che viviamo nel paese delle meraviglie; oppure che Scopelliti è stato impeccabile. L’esatto contrario: ho detto che Scopelliti ha fatto molto, sbagliando anche, ma che deve fare ancora tanto. E poi che la ‘ndrangheta purtroppo esiste e bisogna saperci convivere. Poi è chiaro che ci sono i don Chisciotte come Antonino che credono di poter sconfiggere la mafia dicendo che a Reggio tutto va male, dove c’è un Comune spendaccione che sa organizzare solo feste e festini.
|Lasciato il 25 Agosto 2008 alle 14:09|A questo punto, insieme a Rtl e ai Duran Duran, mi sembra giusto inserire tra le feste anche la risoluzione dell’emergenza rom dopo 30 anni; la creazione di centinaia di posti di lavoro(nonostante questto non rientri nelle compenze del sindaco); il fatto di avere una città pulita dove ormai da anni non si vedono più cataste di rifiuti per strada.
Ma queste cose non hanno importanza, vero? Parafrasando quel tale, è chiaro che fa più rumore una bomba che esplode nella notte di una città che cresce; così come fa più notizia pubblicare un insignificante elenco di nomi solo perché c’è pure quello del sindaco “così lo sputtaniamo”.
Beh, ho come l’impressione che la “generazione Travaglio” non sia proprio l’antidoto giusto per sconfiggere la ‘ndrangheta.
Molto meglio la generazione “con la mafia bisogna conviverci”.
Spero che tu possa comprendere la gravissima portata di tale affermazione. Fatta da un giornalista. Da un reggino. Da un uomo.
Scopelliti - 15 agosto u.s. - ha dichiarato che “la ‘ndrangheta esiste, ma è un problema che i cittadini percepiscono solo in queste occasioni” riferito all’attentato della notte tra l’11 ed il 12 agosto.
Non chi dei due, tra te e lui, abbia offeso la dignità (quella che non è in vendita) di chi la mafia vuole contrastarla. Non parlo di sconfiggerla.
Fintantoché qualcuno vorrà conviverci posso solo limitarmi a contrastarla.
Per creare 300 posti di lavoro Scopelliti ha speso la bellezza di 100 MILIARDI delle vecchie lire. Tutti l’Italia si è accorta dell’anomalia (vedi documentario di Riccardo Iacona) che i primi nella graduatoria (solo criterio temporale!) erano tutti - in qualche misura - vicini ad AN ed a Scopelliti.
Per sgomberare il ghetto ROM 208 se ne é creato un altro in periferia. Che nessuno vede, ma è molto più pericoloso.
Poi rimangono in ROM di Ciccarello. Ma quelli non li tocca nessuno.
Ma Diaco è di Roma e ne avrà viste altre di porcherie fatte dalla Giunta Veltroni-Rutelli.
Ma non usate questo argomento per distrarre l’opinione pubblica di Reggio Calabria dalle responsabilità di chi amministra oggi.
am
|Lasciato il 25 Agosto 2008 alle 14:33|Non mi convince il buonismo. Chiedere a Scopelliti dei rapporti con tali Gioacchino Campolo e Massimo Labate, poi parlare
|Lasciato il 25 Agosto 2008 alle 17:03|Chiarisco io per Diaco.
Corriere della Sera del 12 luglio 2008, pag. 18.
La segreteria di Scopelliti pagata dal re dei VideoPoker.
Quanto a Labate (le condotte sono personali, quindi Scopelliti non c’entra), già arrestato, sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa, era un compagno di scuola di DJ Peppe.
Caro “non” dicci chi sei. O diranno che sei un anonimo accusatore che non vuoi il bene della città.
am
|Lasciato il 25 Agosto 2008 alle 21:22|Per completezza d’informazione, il “buon” Giovanni Bianconi sul Corriere della Sera del 12 luglio 2008 pag. 18, nelle ultime righe del suo pezzo si ricorda di scrivere che il “re dei videopoker” Gioacchino Campolo è anche proprietario dell’immobile che ospita l’attuale sede del Tribunale di Sorveglianza a Reggio e di una trentina di altri immobili sparsi qua e là per la città. Quindi?
|Lasciato il 26 Agosto 2008 alle 01:53|Per quanto riguarda Labate, visto che “le condotte sono personali, quindi Scopelliti non c’entra”, non vedo che c’azzecca (come direbbe uno dei paladini del buon Antonino Monteleone) il fatto DJ Peppe sia stato compagno di scuola di Labate (eletto consigliere comunale, è bene ricordarlo, a suffraggio universale e non per imposizione divina di Scopelliti). Chissà, forse già ai tempi della scuola Labate aveva avuto le sue noie con la giustizia, per aver rubato la merendina del compagno di banco sotto l’occhio compiacente del futuro sindaco… Chi lo sa! Ai “travaglini” l’ardua sentenza…
A prescindere dalla completezza ( a Reggio?) di informazione… che non può esistere in una Città ove un quotidiano scrive pro maggioranza perchè riceve “gli euri” derivanti dalla pubblicizzazione di eventi, mostre e, più in generale, attività della Pubblica Amministrazione e l’altro no!
Ove uno dei due è foraggiato, l’altro no!
Non v’è altro che faziosa (dis)informazione… i signori che scrivono sopra mi sembrano essere degni rappresentanti di quanto testè scritto.
L’Amministrazione comunale reggina, e non il Sindaco (e perchè poi sempre e solo il Sindaco?), ha prodotto - indiscutibilmente - negli ultimi anni una mole di lavoro immensa… ad un tratto ha esagerato, sostituendosi al privato che deve trovare il coraggio di investire sul territorio, proprio perchè le basi sono state create.
L’Amministrazione è stata anche faziosa, inserendo - solo loro in Italia? - anche i propri uomini, prima degli altri, tra le fila di coloro i quali reggono le sorti della cosa pubblica.
I fischi cui fa cenno Scopelliti nell’intervista di cui sopra sono il frutto, nei primi due anni della sua Giunta, dell’approssimativo ed ostile lavoro di chi era in certi posti dai tempi del Sindaco Falcomatà. Anche questo, purtroppo, ha assunto i toni della normalità…
I giornalisti come Monteleone, che per correttezza dico essere mio vicino di casa ed amico, si ispirano oggi ad un modello globale, da giornalistainternauta, dire alla “Travaglio” è offensivo… ma per i ragazzi come Nino, per gente che cerca di darsi un’identità non solo leggendo i fatti, come fa quel signore superpagato, ma allacciando rapporti con la propria realtà, per come la vedono e la immaginano, ragazzi che non la possono conoscere appieno per motivi angrafici!
Monteleone riesce, caro Malara, a catalizzare spesso su di sè le mia ire… non foss’altro che parla di cose e fatti - spesso - non conoscendoli… o, peggio, conoscendoli con l’approssimazione di chi si lancia nel vuoto di una valutazione solo perchè legge quanto e cosa è stato scritto sul soggetto X od Y.
Salvo poi chiedere aiuto, ad X o Y, quando questi può fare qualcosa per lui… gli abbracci ed i baci cui Scopelliti faceva cenno!
Il desiderio c’è, in Scopelliti come in Monteleone, forse non è ben veicolato!
Siamo quello per cui combattiamo… voi due, in maniera e per motivi diversi, non siete - a mio avviso - Reggio di Calabria.
|Lasciato il 26 Agosto 2008 alle 13:58|Domani suggerirò la cessazione di tutti quei libri che trattano la storia dai Babilonesi alle guerre puniche non foss’altro per impedire la ribalta a soggetti che - come - cercano di darsi un’identità non solo leggendo i fatti, come fa quel signore superpagato, ma allacciando rapporti con la propria realtà, per come la vedono e la immaginano, gente che non la può conoscere appieno per motivi angrafici!
Bah che gentaglia chi parla di cose e fatti - spesso - non conoscendoli… o, peggio, conoscendoli con l’approssimazione di chi si lancia nel vuoto di una valutazione solo perchè legge quanto e cosa è stato scritto sul soggetto X od Y.
Basta scuola. Ragazzi raccontate solo ciò che avete vissuto. Mentre chi sa - in attesa che il capitale frutti e valga qualcosa - continui a tacere. Mormorare.
am
|Lasciato il 27 Agosto 2008 alle 02:25|No, ragazzi!
Basta baci ed abbracci, basta giustizialismo e caccia alle streghe, basta alle notizie di cartapesta ed agli avvoltoi della televisione.
Basta a chi crede di poter sconfiggere il sistema imponendone un altro, se possibile, più corrotto e mafioso!
Basta, si chiama Reggio di Calabria e non Invidiopoli, basta!
|Lasciato il 27 Agosto 2008 alle 10:15|Cito.
“Per creare 300 posti di lavoro Scopelliti ha speso la bellezza di 100 MILIARDI delle vecchie lire. Tutti l’Italia si è accorta dell’anomalia (vedi documentario di Riccardo Iacona) che i primi nella graduatoria (solo criterio temporale!) erano tutti - in qualche misura - vicini ad AN ed a Scopelliti.”
Effettivamente è giusto indignarsi di fronte a certi “imbrogli”.Quello che non capisco,tuttavia,è lo stupore considerando che il nepotismo è da sempre presente nel mondo della politica,indipendentemente da quelli che sono gli orientamenti (non è un caso se i lampioni del Corso Garibaldi sono stati costruiti da un “cognato”).
Nepotismo che però è presente anche tra i rapporti interpersonali,che permette al nipotino di passare l’esame,al cugino di entrare nella Guardia Forestale,all’amico di trovare lavoro presso un emittente televisiva..
Non è un fenomeno nuovo,perchè dunque quest’aria scandalizzata? Non sarebbe il caso di combattare questo tipo di favoritismi in maniera attiva?
E con attiva intendo smettere di fare i furbi,perchè a parole siam tutti bravi ma vorrei davvero vedere quanti sanno dire di no a privilegi e trattamenti speciali quando sono dalla parte del favorito.
Inoltre,lasciatemelo dire,che tristezza le critiche soggettive dove si sceglie di vedere solo il bello (ma spesso solo il brutto) del lavoro di un’Amministrazione (precisiamo che il lavoro è collettivo,onde evitare l’accanimento personale verso i singoli individui).
Un ultima risposta,a Jayadeva.
|Lasciato il 2 Settembre 2008 alle 19:35|Non vedo la mia città come una Beirut di origini Borboniche…o non ancora se ciò contribuisce ad appagare la visione leggermente catastrofica che hai di essa.Ma sono grata a chi ha contribuito a far si che Reggio non diventasse come la Napoli di qualche mese fa (il rischio c’era,ben se lo ricorda chi mi passa qualche annetto).
Ritengo inoltre inutile e incoerente affibbiare ad un unico cittadino,sia pure il Sindaco,la responsabilità del fenomeno mafioso.
Fin quando nella gente,nei cittadini,rimarrà la convinzione che è meglio non vedere,non parlare,non sentire sarà difficile che qualsiasi cosa cambi…
E d’altronde…perchè esporsi,perchè confessare pubblicamente,puntare gli indici contro qualcuno quando il primo a non proteggerti,a non tutelare la tua presa di posizione ed il tuo coraggio è proprio lo Stato ?
E’ un circolo vizioso da cui difficilmente si può uscire in maniera diplomatica,occorre un cambiamento radicale nel modo di agire della Giustizia e nel modo di pensare delle persone.
Non sarà certo grazie a simpaticissimi parallellismi con i nostri vicini africani che le cose si smuoveranno un pò…
Il primo passo verso la lotta al fenomeno mafioso consistere nell’abbattere quel velo di omertà che ricopre un pò tutti,ma proprio tutti!
D’altronde,anche tu hai scelto come maschera un nickname per esprimere un tuo pensiero…E’ questo il tuo modo di affrontare i problemi?
Ah…complimenti