IL LEADER MAXIMO D’ALEMA SILURA MINNITI

Set 5

Reggio Calabria 5 Settembre 2008

“Chiudete la porta, c’è corrente” avrà sbottato Veltroni, infastidito dagli spifferi che arrivano da sinistra. E il buon Walter ci sarà rimasto davvero male quando gli hanno detto che ad aprire la porta era stato il suo amico D’Alema. Il leader Maximo, però, ha messo subito le mani avanti per precisare che lui non vuole per nulla rompere le scatole a Veltroni. Tipico caso di excusatio non petita, accusatio manifesta. Baffino non ha lasciato nulla al caso e anche nel nome, anzi nell’acronimo, la corrente dalemiana riporta ai fasti di un passato prossimo mai dimenticato: ReD, che sta per riformisti “ma anche” (avrebbe detto il buon vecchio Walter) democratici. Un nome che è tutto un programma, anche per i daltonici. Non è un caso che i “ReD boys” sono tutti prodiani trombati, a cominciare da Paolo De Castro, dall’ex Ppi Nicodemo Oliviero e dagli ex Ds Pierluigi Bersani, Livia Turco e Michele Ventura. Se non siamo al gelo, in casa Pd, poco ci manca. E a voglia che i dalemiani ripetano che ReD “non è una corrente ma una risorsa”. Forse non sarà una corrente, ma di certo tira una brutta aria, decisamente pesante. Oggi il “Massimo D’Alema ReD tour” sbarca a Reggio Calabria dove parteciperà al “Med-fest - Mezzogiorno e saperi”, una quattro giorni di dibatti promossa da “A testa alta per la Calabria”, la corrente interna al Pd calabrese che fa capo al presidente del Consiglio regionale Giuseppe Bova. Proprio da Reggio D’Alema e Bova sigleranno un patto d’acciaio per radicare la corrente dalemiana in Calabria. Ma allo stesso tempo è il conto, salato, che leader Maximo presenterà al suo ormai “ex” delfino Marco Minniti. In grande segreto Bova e D’Alema si sono cercati, hanno flirtato e alla fine tra i due è scoccato l’amore. E Marco? Potrebbe sempre fare “l’amante ombra” di baffino…

di Domenico Malara per Diacoblog

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4 commenti a “IL LEADER MAXIMO D’ALEMA SILURA MINNITI”

  1. Stefano scrive:

    ottimo..
    dunque baffino cambia cavallo.. non è nuovo a queste cose.. da buon uomo della prima repubblica.. si crea la sua correntina (nostalgico del correntone che gli faceva sponda a sinistra nei ds) e si sceglie i pezzi migliori.. avrà forse capito chi ha i voti in Calabria? Peccato solo una cosa.. che a farne le spese siano sempre gli stessi.. i cittadini onesti! quelli che la mattina si alzano alle 6 e vanno a lavoro e di certo non pensano ne a D’alema ne al Ministro Ombra.. in questo caso i calabresi, figli di un Dio minore e adesso orfani anche di quello!

  2. Luigi2008 scrive:

    D’Alema pare abbia capito che in Calabria è meglio circondarsi di “colonnelli con esercito” (Giuseppe Bova) piuttosto che di “generali con il pennacchio e senza truppa” (Marco Minniti). Il PD necessita di idee “ma anche” di uomini che li sappiano rappresentare sul campo. A Reggio Calabria, ad esempio, il centro-sinistra e il PD hanno toccato il fondo con il 26%, superati abbondatemente dal centro-destra 70%, nonostante un controllo politico della Provincia, della Regione e dell’allora governo nazionale. Non è certamente un buon biglietto da visita. Si predica bene e si razzola male. Falcomatà Italo ad esempio, sempre mal digerito da una parte dei DS, nel 2001 (segretario nazionale era Veltroni guarda caso) dovette rinunciare alla candidatura al Senato (troppo legato a D’Alema si sussurrava). Riproponendosi a furor di popolo a Sindaco della città di Reggio, prese il 63% al primo turno. Alla fine, anche in politica: “è la somma che fa il totale” (A. De Curtis) e questo D’Alema lo sa bene.

  3. mascal scrive:

    Ottima disamina Domenico, equilibrata con frecciate per gli addetti ai lavori…

  4. Giasotti scrive:

    Complimenti all’autore dell’articolo. Ironico, sempre preciso, aggiornato e competente.

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