INCONTEPORANEA DI FRANCESCO STOCCHI
set
22
di Francesco Stocchi per “DiacoBlog”
Biennale di Architettura 2008 (14 settembre – 23 novembre)
S’inciampa facendosi male sugli eleganti e costosissimi gradini di vetro del ponte senza nome o “Ponte di Calatrava” (gia’ soprannominato “ponte dei caduti”) per arrivare fino all’Arsenale-Giardini dove si sprofonda. Meno male che tra l’uno e l’altro c’e’ Venezia che ancora regge ai ripetuti tentativi di anestetizzarla.
La linea del direttore della Biennale di Architettura Aaron Betsky è chiara e inequivocabile come espresso sin dal titolo, “Out There: Architecture Beyond Building”. Tradotto, niente edifici. Molto pensiero e un po’d'immaginazione per una Biennale altamente concettuale.
Un edizione in netto contrasto con quella del 2006 diretta da Ricky Burdett, ben piu’ pragmatica, incentrata sul ruolo del design nella politica sociale.
Molti partecipanti hanno mostrato la giusta preoccupazione rispetto alla linea curatoriale temendo che ingorare gli edifici producesse troppe pseudo-installazioni di pseudo arte.
Qualche esempio: l’austriaco Coop Himmelb (l) au (foto) presenta “Astroballon 1969 feedback Space Revisited”, in cui i visitatori sono invitati a entrare in una gigantesca struttura trasparente a forma di cervello dove viene visualizzata la loro frequenza cardiaca.
“Hall of Fragments”, di David Rockwell con Casey Jones e Reed Kroloff, e’ una camera oscura illuminata da simulazioni di stelle. Al centro è posta una clessidra con proiezioni di immagini corrispondenti al numero di visitatori presenti e alla velocità e direzione dei loro movimenti, il tutto condito da un gusto cinematografico in stile “Matrix”.
Pareri italiani. Mario Botta, “Biennale Lunapark, appaltata all’estero” e Italo Rota, “La Biennale e’ in mano agli inglesi e agli americani”.
Per chi si reca a Venezia, un paio di consigli per dare senso al vostro viaggio.
(Ri)visitare la chiesa di San Giorgio agli Schiavoni, aperta tutti i giorni dalle 9 alle 12 e la squisita gelateria Alaska (Santa Croce 1159, dietro la stazione)
Tags: Aaron Betsky, Biennale Architettura, Francesco Stocchi, Mario Botta, Ponte di Calatrava, San Giorgio agli Schiavoni, VeneziaLeggi gli altri articoli pubblicati oggi





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