Archivio del mese di gennaio 2009
MEGLIO DIGERITI CHE COMPRESI
Bisogna cominciare a rifiutarsi di essere compresi. In amore come in politica, essere compresi significa regalarsi, prostituirsi. Sarebbe bene e quindi decisamente più divertente essere presi sul serio per quello che fingiamo di essere, ignorati per la nostra umanità, e giudicati per quello che vogliamo rappresentare e non per quello che maledettamente siamo. Io non voglio essere compreso. Ma nemmeno capito. Al limite digerito.
di Pierluigi Diaco per “Il Foglio”, rubrica “Di&Ds” ( pubblicato qualche anno fa)
ADESSO BASTA!
Ho dato mandato ai miei avvocati di difendere la mia immagine e la mia reputazione nelle sedi opportune, in relazione all’accusa di “omofobia” che l’Arcigay mi ha rivolto nelle ultime ore. Sul sito dell’associazione vengo accusato di “omofobia” per aver scritto sul Foglio, nella mia rubrica Dj&Ds, una riflessione sull’operato dell’Arcigay in cui “denuncio” il rischio di “una dittatura gaya”, ovvero di un “autoritarismo” fanatico da parte del movimento omosessuale.La società italiana negli ultimi anni si è trasformata moltissimo, dimostrandosi, a tratti, più moderna della politica e dell’Arcigay. Credo, infatti, che il “Gay Militante” abbia perso oggi gran parte del suo significato e della sua utilità: l’esibizionismo della sessualità è stata una grande occasione che ha segnato un pezzo fondamentale della storia del movimento omosessuale in tutta Europa. Ora i gay hanno un nuovo diritto da conquistare: il diritto alla privacy.
Ovvero, il diritto (anche degli omosessuali) alla sobrietà, alla riservatezza,al pudore, alla normalità. Il diritto (anche per gli omosessuali) di vivere liberi e sereni, sottraendosi al “dovere” di dichiararsi e “sputtanarsi” in pubblico e in televisione. La sessualità non è una patente da esibire, ma una caratteristica squisitamente “privata” della propria personalità. E trovo alquanto ridicole, controproducenti e inutili le campagne anticlericali promosse dalle associazioni omosessuali






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