Archivio del 6 gennaio 2009

SANREMO/RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

gen 6

Nome:  Luca Bussoletti
Email: luca.bussoletti@fastwebnet.it

Ciao Pierluigi,
visto il tuo articolo su Niccolò Agliardi, che conosco e stimo tantissimo, volevo solo raccontarti che tra le varie bocciature a Sanremo c’è anche la mia canzone sul precariato giovanile (che riguarda anche me) intitolata “Patrizio l’emigrante”, prodotta da Alessandro Canini (produttore anche di Pier Cortese e Tiromancino). A parte il fatto che per scelta artistica non c’è nessun tema sociale sul palco dell’Ariston (scelta curiosa visto il momento nero dell’Italia) io invece il nome del padrino big lo faccio perchè ne sono orgoglioso. Venivo accompagnato dagli Inti-Illimani che hanno talmente apprezzato il tema da volerne registrare una versione in Cile. Ho caricato il filmato in cui si candidano con me a Sanremo sul mio MySpace, www.myspace.com/bussoletti.
Sarebbe bello non tacere che, a prescindere dai gusti musicali che in quanto soggettivi sono anche manipolabili, non è mai passata la notizia che gli Inti-Illimani siano stati ignorati del tutto come se non fossero una realtà la cui storia è un orgoglio per tutti.
A presto
Luca

CHE TORNINO AL PIU’ PRESTO I DS GUIDATI DA FASSINO. “IL PANE DI IERI E’ BUONO DOMANI”

gen 6

Continuano, segrete più che mai, le riunioncine dei Ds in tutta Italia. Le festività non hanno fatto altro che moltiplicare le occasioni di ritrovo per i militanti più nostalgici e motivati del “mai morto” e “più robusto che mai” Partito dei Democratici di Sinistra. L’emozione è incontrollabile, i risentimenti verso il Pd si sommano alla delusione per il carattere e la cifra del suo leader, il sogno di ritornare tra i simboli presenti nella scheda elettorale non è più un ipotesi, ma un obiettivo da raggiungere in tempi più o meno brevi. Nessun dubbio sulla guida dei nuovi “Ds”: tutti vogliono Piero, tutti rivogliono Fassino, tutti desiderano riabbracciare “il segretario”. E’ il riscatto della nostalgia, della malinconia più nobile, del passato che non passa, del bel ricordo che si insinua nel noiosissimo presente. E’ la capacità di saper resistere alle pericolosissime lusinghe della vana speranza, e avere il coraggio di sottrarsi al gioco dell’unità politica a tutti i costi. Non è più tempo di unità, ma di fede. Come è noto, “il pane di ieri è buono domani”

di Pierluigi Diaco per “Il Foglio”

* La discussione è aperta sulla pagina facebook di Diaco


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