“INCONTEPORANEA” DI FRANCESCO STOCCHI

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RICHARD PRINCE Inquisition, 2008 inchiostro, acrilico e collage su
tela 255.3 x195.6 cm

di Francesco Stocchi per DiacoBlog

Il celebrato artista statunitense Richard Prince, noto per aver sviluppato la pratica artistica dell’appropriazione, tecnica base del PostModernismo, e’ stato denunciato la settimana scorsa. Patrick Cariou ha presentato querela contro Prince, il suo gallerista Gagosian e Rizzoli, per l’utilizzo senza il suo consenso, di una serie di sue fotografie inserite nella mostra “Canal Zone” di Prince. Cariou sostiene che le immagini usate da Prince apparvero per la prima volta nel 2000 nel suo libro “Yes Rasta”. Prince, come si sa, ha usato per anni immagini di altri nelle sue opere. Gia’ l’anno scorso, in concomitanza con la sua retrospettiva presso il Guggenheim di New-York, sorsero problemi di natura legale per l’uso di immagini di cowboy tratte dalla campagna Marlboro. Il fotografo ingaggiato della Marlboro proprio non ci stava che qualcun’altro guadagansse molto piu’ di lui usando strappando le sue foto dai settimanali. Che cosa c’è quindi di diverso questa volta? Cariou dice che in passato Prince ha invocato a sua difesa “l’immaginario commerciale anonimo”, questa volta però, sostiene Cityfile NewYork, “ha tratto vantaggio dal lungo lavoro di Cariou in quanto la foto in questione sono stati ricavati dal “dieci anni ha trascorso nelle appartate montagne della Giamaica, guadagnando l’accesso e la fiducia dei Rastafarians che sono i temi di “Yes Rasta”.La notizia, probabilmente non conoscera’ sviluppi legali di rilievo ma solleva il problema di differenziazione tra quella che potremmo definire “giustizia artistica” e “giustiza penale”, che sarebbe un po’ come confondere giustizia sportiva con quella ordinaria, come fanno quei distratti juventini che hanno invocato la restituzione di due scudetti all’indomani della sentenza del processo Moggi. I campi devono restare distinti. Le immaguini della Marlboro ci piacciono e fanno sorridere, quelle di Prince ci fanno riflettere, anche se non ci piacciono. Usare e’ diverso dal copiare. Per anni i lavori di Prince sono rimasti poco conosciuti e comunque invenduti, e’ forse il successo il primo ostacolo alla libera creazione? Rifotografare e inserire in un nuovo contesto che si e’ creato non e’ “rubare idee” ma solo lo sviluppo di un dialogo sociale che gli artisti offrono a chi vuole parteciparvi.

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