Archivio del 28 gennaio 2009

ADESSO BASTA!

gen 28

Ho dato mandato ai miei avvocati di difendere la mia immagine e la mia reputazione nelle sedi opportune, in  relazione all’accusa di “omofobia” che l’Arcigay mi ha rivolto nelle ultime ore. Sul sito dell’associazione vengo accusato di “omofobia” per aver scritto sul Foglio, nella mia rubrica Dj&Ds, una riflessione sull’operato dell’Arcigay in cui “denuncio” il rischio di “una dittatura gaya”, ovvero di un “autoritarismo” fanatico da parte del movimento omosessuale.La società italiana negli ultimi anni si è trasformata moltissimo, dimostrandosi, a tratti, più moderna della politica e dell’Arcigay. Credo, infatti, che il “Gay Militante” abbia perso oggi gran parte del suo significato e della sua utilità: l’esibizionismo della sessualità è stata una grande occasione che ha segnato un pezzo fondamentale della storia del movimento omosessuale in tutta Europa. Ora i gay hanno un nuovo diritto da conquistare: il diritto alla privacy.

Ovvero, il diritto (anche degli omosessuali) alla sobrietà, alla riservatezza,al pudore, alla normalità. Il diritto (anche per gli omosessuali) di vivere liberi e sereni, sottraendosi al “dovere” di dichiararsi e “sputtanarsi” in pubblico e in televisione. La sessualità non è una patente da esibire, ma una caratteristica squisitamente “privata” della propria personalità. E trovo alquanto ridicole, controproducenti e inutili  le campagne anticlericali promosse dalle associazioni omosessuali

AMARE

gen 28

Tutto diventa più difficile quando l’amore vibra leggero, si gonfia nelle note di un mantice. Quando crede agli sguardi, alle parole; le vive, le lascia scendere giù. Quando entra dentro. Quando il mio amore mi dice “io ci sono”, allora divento un soldato, gli regalo fiori per arrendersi e fucili per difendersi. La guardo a lungo dormire, e la sogno a lungo ridestare. La difficoltà raggiunge la semplicità, come asciugare una lacrima quando cade. Allora amo in segreto per non possederla e per non tradirla la faccio sentire senza eguali. Tutto diventa più difficile quando si gioca seriamente, si perde, si cade; pesanti, gravi, macigni di smeraldo. Allora resisto alle guerre quando mi insegna a lottare, ad accettare il disprezzo, le offese. Tutto diventa più difficile quando incontro la violenza e nel dolore mi risveglio. Quando vivo. Allora urlo per amore e guardo da lontano per lasciarla andare.


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