Archivio del mese di febbraio 2009

FRANCESCHINI VORREBBE SCOPRIRE COME SI VIVE DA INSETTO

feb 26

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Come il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi, anche il nuovo segretario del Pd Dario Franceschini non prende l’aereo. Ma non è noto se la sua paura di volare sia pari a quella di Bondi, che andò in America in transatlantico. Di certo, l’uomo che ha sostituito Walter Veltroni alla guida del partito, viaggia in treno, in seconda classe: non sono pochi i pendolari che se lo sono trovati vicino di posto tra Roma e Ferrara, sua città natale. Rari però sono quelli che hanno potuto parlargli. Franceschini è riservato: alle cene di rappresentanza, che non ama, preferisce serate in trattoria, la prediletta è vicino a via del Tritone a Roma. Del resto, una leggera ma costante malinconia è la caratteristica più evidente del Dario privato. Come ha detto a Vanity Fair, il suo sogno è «essere lo scarafaggio delle Metamorfosi di Kafka. Vorrei scoprire come si vive da insetto». Oltre ad aver scritto due romanzi, Nelle vene quell’acqua d’argento (Bompiani) e La follia improvvisa di Ignazio Rando (Bompiani), annota su un foglietto piccole suggestioni, ricordi, concetti da sviluppare. Sposato con l’insegnante di biologia Silvia Bombardi, ha due figlie, Caterina e Maria Elena. Che di recente hanno trovato in casa una foto del papà quando scriveva sulla Discussione, storico giornale Dc, suo primo partito del cuore.  Aveva capelli lunghi e barba rossa e con le figlie si sarebbe giustificato così: «Ero giovane, e se pur democristiano, già allora mi sentivo progressista». Con loro, il leader Pd ascolta tutto Francesco De Gregori, Di rabbia e di stelle di Roberto Vecchioni, Il contrario di me di Lucio Dalla, L’Allieva di Mina e di recente si è appassionato della voci di Corinne Bailey Rae e di Norah Jones. Riuscirà a non steccare con il Pd?

di Pierluigi Diaco per “Novella 2000″

NO VELTRONI, NO PARTY. I “VELTRONIANI” VOGLIONO FARE LA FESTA AL PD: ALLE EUROPEE MEGLIO ANDARE AL MARE CHE RECARSI AL SEGGIO ELETTORALE

feb 24

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Intanto Casini, Rutelli, Fioroni e la Binetti fanno le capriole e molto presto inviteranno tutti i moderati allo stesso pic-nic.

Andrew Howe a Radio Gioventù: “Per me è un onore essere italiano”

feb 24

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Nato a Los Angeles nel 1985, oggi rappresenta l’Italia nelle gare internazionali e ha vinto con i colori italiani il titolo di salto in lungo ai campionati europei di atletica leggera nel 2006: questa settimana Andrew Howe racconta la sua storia ai microfoni di radio Gioventù. “Per me è un onore essere italiano, è sempre stato il mio sogno rappresentare un paese ai Mondiali e alle Olimpiadi. Io anche se sono nato a Los Angeles, mi considero reatino, diciamo così, mi sento italiano e ne vado fiero, la difendo quando vado fuori, soprattutto quando ne sento parlar male”.
La testimonianza di Andrew Howe è solo uno dei tenti esempi di “meglio gioventù” che settimanalmente vengono raccontati a Radio Gioventù, la rubrica radiofonica del ministero della Gioventù condotta dal ministro Giorgia Meloni e Pierluigi Diaco. “Andrew, tu rappresenti una delle più belle icone di questa generazione, perché – sottolinea il ministro Meloni – la patria è prima di tutto una scelta e per amarla e farne parte c’è bisogno di amore, passione e disponibilità al sacrificio”.

Ascolta l’ultima puntata di Radio Gioventù

MTV GENERATION

feb 21

MTV non è un partito, ma si candida ad essere il primo movimento politico giovanile della storia televisiva. Mentre le burocratiche e noiose organizzazioni giovanili dei partiti italiani producono poco o niente, Mtv dà vita ad una proposta di legge di iniziativa popolare ideata e realizzata solo e unicamente dai ragazzi: Scuola e Università sono le priorità scelte dai meravigliosi mocciosi del canale musicale. Niente di originale, direte voi, ma la faccenda indica una tendenza contagiosa: i giovani affidano il loro futuro e le loro speranze alla forza ipnotica di un “brand” televisivo e allo stesso mezzo consegnano una responsabilità politica. E’ una rivoluzione! Affanculo la questione generazionale, il ricambio nei partiti, l’età anagrafica di chi ci governa: sono le solite argomentazioni di chi non ha nuove ragioni per proporre idee e contributi. La felice, scafata e leggera generazione di Mtv ha rovesciato il problema e, senza patetici giovanilismi, si è messa a lavoro sulla rete: www.mtv.it è diventato così il laboratorio politico di un pezzo d’Italia, ragazzi di età compresa tra i 16 e i 30 anni, che hanno voglia di “giocare” a fare politica.Naturalmente, la Politica è un’altra cosa e spesso “è un appello al quale molti rispondono senza essere chiamati”.

di Pierluigi Diaco per “Il Foglio”


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