Archivio del 3 marzo 2009

“INCONTEMPORANEA” DI FRANCESCO STOCCHI

mar 3

img_draw
Drawing Rooms
Il termine inglese Drawing Room indica una stanza della casa in cui si possono intrattenere gli ospiti; etimologicamente deriva da ‘withdrawing room’ -stanza in cui ritirarsi- per ricevere in maniera semi-privata ospiti di riguardo, ma letteralmente ‘drawing room’ significa anche stanza per disegnare. Il progetto Drawing Rooms, che si svilupperà per tutto il 2009, in diverse città Italiane in stanze pubbliche e private, si ispira all’idea di ‘drawing room’ intesa sia come stanza da disegno che come stanza da ricevimento. Il disegno si pone, infatti, ancora come il metodo più immediato per catturare il processo creativo nel suo divenire, in quanto è il gesto più diretto per trasmettere su una superficie piatta un pensiero. La distanza fra la mente di chi disegna e la pagina su cui lasciare un segno è minima, il movimento è spontaneo, come quando ascoltando qualcuno parlare ci si trova a ‘scarabocchiare’ in maniera automatica. Il disegno è questo, un riflesso incondizionato, un linguaggio silenzioso che nasce dalla nostra mano senza sforzo. In una società in cui le informazioni vengono scambiate a velocità vertiginosa, e le produzioni artistiche possono richiedere mesi di lavoro e preparazione gli artisti sentono la necessità di fermarsi e rappresentare il mondo attraverso sottili metafore. Lo scontro con la realtà, li spinge a cercare nella dimensione privata del disegno un contesto capace di raccontare, mantenendo alcuni aspetti di spontaneità e automatismo, le loro ossessioni, i loro ricordi e i loro desideri.
Il progetto Drawing Rooms, che riunirà artisti di generazioni e background diversi, offrirà al pubblico l’occasione di incontrare produzioni artistiche che variano enormemente in tecnica, misura, temi e raffigurazioni, ma che nel loro complesso portano alla luce la rinnovata importanza di questa tecnica nel discorso artistico contemporaneo. Il disegno può, ai nostri giorni, essere fatto a più mani, a carboncino, a pennarello, a matita, ad acquerello, a mano libera ma anche proiettando delle immagini, a macchina, stampando o cucendo con i materiali più vari purché attraverso di esso gli artisti possano lasciare un segno.
Il 5 Marzo 09 in occasione dell’inaugurazione torinese di un nuovo spazio dedicato allo sviluppo della creatività a 360°, nato dalla collaborazione tra Art At Work e Independent Ideas, il pubblico potrà visitare la prima Drawing Room. In uno spazio contemporaneamente privato e di lavoro, il giovane artista Davide Savorani (Faenza 1977) abitando un costume di iuta, concepito come una sorta di grande sacco informe, da cui fuoriescono solo mani e piedi, sarà fortemente presente ma contemporaneamente nascosto, prigioniero di una protesi che gli oscura la vista e lo impedisce nei movimenti.


serverstudio web marketing e design