
Riporto un lucido e illuminante pensiero sull’attuale stato dell’arte.
Le arti visive di oggi producono opere che in buona misura non continueranno a interessare la gente (a parte i collezionisti, i musei, ecc.) in futuro. Però resta un fatto che sono una delle espressioni migliori di quello che oggi sono le società di cultura occidentale, cioè, tra non molto tempo, tutte le società esistenti sulla Terra. Se vuoi sapere che cosa è oggi la cultura dell’Occidente, guarda alle opere di arte visiva che produce. La cultura dell’Occidente oggi è marketing, minore spazio per la famiglia, cultura popolare come unica cultura, scienza e tecnologia come soli saperi, economia di mercato. Queste stesse cose sono le opere di arte visiva di oggi.
(1) Le opere incorporano marketing, cioè sono trovate vendibili attraverso un sistema di promozione efficiente. I promotori, cioè i curatori, oggi sono più importanti degli artisti, come si vede dal fatto che nella pubblicità di una mostra d’arte il nome del curatore spesso ha lo stesso rilievo del nome dell’artista. Le opere sono quasi sempre il frutto di trovate a freddo (tutta l’arte di oggi è concettuale), con lo scopo non di esprimere qualcosa ma di venderle. L’artista esplora quasi a caso, senza coerenza, fino a che non trova una sua “cifra”. Allora ripete all’infinito, con piccole variazioni, la sua “cifra”, e la cambia solo quando pensa che il pubblico si è stancato e vuole una cosa nuova.
(2) Incorporano emozioni che non sono quelle che legano i membri di una famiglia, dato che la famiglia sta svanendo.
(3) Incorporano cultura popolare (pop), e questo corrisponde al fatto che oggi esiste solo la cultura popolare, cioè la cultura di tutti (i consumatori) e dei media popolari, come TV, graffiti, oggetti venduti.
(4) Incorporano spesso immagini filtrate dalla cultura popolare della scienza e della tecnologia, che oggi stanno diventando gli unici saperi.
(5) Incorporano la “distruzione creativa” (Schumpeter) dell’economia di mercato, con la distruzione continua dei modi precedenti di fare arte e l’invenzione di prodotti sempre nuovi.
Domenico Parisi
Institute of Cognitive Sciences and Technologies
National Research Council