Archivio del mese di ottobre 2009

RADIO GIOVENTU’

ott 29

creativity

Si chiama Young Blood l’annuario dei giovani talenti italiani premiati nel mondo. Questa settimana ad aprire la nuova puntata di Radio Gioventù, la rubrica radiofonica condotta dal ministro Giorgia Meloni e dal giornalista di RTL 102.5 Pierluigi Diaco, è Daniela Ubaldi curatrice del progetto. “In realtà l’idea è nata da un’attività di giornalismo sul campo. Noi per anni abbiamo fatto – dice Daniela Ubaldi – E lo stiamo ancora facendo, un mensile che si chiama Next Exit e che pubblica in pratica, tutti i concorsi destinati a chi vuole svolgere attività creative in Italia, ma anche lavorare nella comunicazione. I ragazzi devono assolutamente informarsi, perché per alcune professioni nel nostro Paese non esistono uffici di collocamento, è molto difficile trovar lavoro, quindi – prosegue – Il concorso diventa l’unico modo per accedere ad una professione ed avere l’opportunità di farsi conoscere”.
“Noi abbiamo deciso di patrocinare quest’iniziativa – interviene Giorgia Meloni – esattamente con lo stesso spirito con il quale abbiamo portato avanti altre iniziative del ministero della Gioventù, perché crediamo che c’è un mondo, che nella maggior parte dei casi non si vuol vedere, che non trova sbocchi nella società per raccontarsi. Noi – tiene a rilevare il ministro – Manderemo una copia dell’annuario dei talenti a tutte le imprese italiane che vivono di creatività e lo distribuiremo ai nostri istituti di cultura all’estero, perché si possa creare una rete di giovani ambasciatori della creatività italiana nel modo, alla faccia di chi sostiene che non esiste più il Made in Italy”.

Ascolta la puntata di Radio Gioventù

LA TRANSAVANGUARDIA ITALIANA/DIACOBLOG OSPITA LA RIFLESSIONE DI TOMMASO FAGIOLI

ott 28
  • mostra-trans2

di Tommaso Fagioli per DiacoBlog

Non si può giudicare “chi va coi trans” in maniera troppo sbrigativa, la sciatto moralismo di chi condanna con disgusto non coglie minimamente nel segno. I transessuali sono una realtà, soprattutto quelli che battono per le strade di tutto il paese, rallegrano le atmosfere dei locali e degli appartamenti. Minoranza, forse, ma ben visibile, chiassosa e anche divertente: è la transavanguardia italiana. Corrente, con largo pubblico si direbbe, in grado di fare luce sui tratti meno conosciuti o più sottaciuti della natura umana, quindi più interessanti. Corrente anomala, ma fino a un certo punto.

La verità paradossale che ci offre è di questo tipo: che la donna in Italia è talmente venerata che la sua versione parossistica rischia di insidiarle il primato. Ecco perché, in certe condizioni, come dimostrano i fatti, una donna non potrà mai competere con un trans poiché egli/ella è l’esasperazione dei suoi tratti, la sua elevazione di potenza. Sempre disponibile, insaziabile, esperta succhia cazzi, esile o morbida ma forte, attivo-passiva, attaccata, sensibile, comprensiva, paziente ascoltatrice e fine psicologa. Madre, santa e puttana, il trans è un uomo che racconta ad un uomo come deve essere un donna, incarnandosi nella più audace figura del suo immaginario.

La donna è nella realtà, mentre il trans è una specie di sogno. Oppure un segno, carico, che si lascia consumare. Un uomo che fa l’amore con un trans, fa l’amore con qualcuno che gli permette di soddisfare il desiderio inconscio di accedere ai territori più primitivi della propria sessualità, al di là di ogni codice, verso  lo sfondo autoerotico e polimorfo di ogni orientamento di genere. Una sessualità edenica dunque, che il trans è in grado non solo di offrire come visione, ma di interpretare e realizzare come prestazione. Poi, certo, la realtà deciderà, valuterà, condannerà tale “immorale debolezza”. Ma la fascinazione che subisce chi frequenta queste creature tra cielo e terra, quasi mitologiche, è potente, simile all’estasi mistica di chi vede la divinità, o alla morbosa emozione erotica di chi consuma pornografia per quei brevi attimi di beatitudine sempre alimentati dalla vana speranza di poter un giorno consumare il segno nel designato. Non sono cose da sottovalutare. Nel ciclone che ha investito l’ex Presidente della regione Lazio, Piero Marrazzo, al di là della violentissima lesione della privacy di cui è stato vittima insieme alla sua famiglia, c’è ovviamente qualcosa di più grosso di un tradimento consumato attraverso il vizio del sesso a pagamento,dell’antica lotta tra desiderio etica e fedeltà.

Se è vero che “il grado e la natura della sessualità in un individuo si estendono fino all’ultimo vertice del suo spirito” (Nietzsche), allora c’è sotto qualcosa di grosso, un’enorme posta in gioco, qualcosa di estremamente privato e controverso, che richiede la massima cautela e la più fine comprensione.

CASO MARRAZZO/TANA LIBERA TUTTI

ott 27

trans1

di Pierluigi Diaco su “Libero”, diretto da Maurizio Belpietro

Pamela, Brenda, Natalia, Manila, Elga, Mila. Questa estate erano tutte a Capocotta, allo stabilimento ‘ Dar Zagaia’. Come ogni estate l’atmosfera è la stessa: lucciole della strada stremate sulla sabbia, corpi in attesa di passare a nuova vita sessuale, trans già stanche del Luxuria politico e perdutamente “cotte” del senatore Bricolo (”è il più bono di tutto il parlamento, magari poterlo conoscere. Ma quello sarà tutto casa e chiesa”), uomini sui cinquanta e padri di famiglia che si attardano tra le dune sostituendo l’aperitivo con un twist ormonale consumato rigorosamente su teli comprati per l’occasione. Girano molte riviste: i soliti “DiPiù” e “Chi”, “Diva e Donna” di Silvana Giacobini, ribattezzato simpaticamente “Diva e Nonna” da Regina, e poi Maurizia (una delle reginette delle notti del “Degrado”, lo storico club della zona sud di Roma, chiuso due anni fa con l’accusa di sfruttamento della prostituzione) che cuce all’uncinetto un centro tavola di colore rosa. L’estate 2009 è uguale a quelle di sempre: si rivedono tutte sulla stessa spiaggia, operate e non, spettegolano sul più e sul meno, alcune vantano rapporti con personaggi del mondo dello spettacolo, altre con politici e industriali, talune con una punta di isterismo si lamentano: “c’è poco lavoro, sempre gli stessi clienti, la crisi tocca anche noi”. Sarà, ma è sempre utile ricordare che le trans sopra citate non pagano le tasse, incassano minimo 150 euro a prestazione, e non di rado sopravvivono alla grande grazie ai “regalini” di frequentatori e amanti dalle tasche generose. “Non siamo tutte prostitute, molte di noi lavorano, pagano regolarmente le tasse e non vendono il loro corpo”,racconta Elga a “Libero”, “Io durante il giorno faccio le pulizie in un centro commerciale, poi  la sera mi travesto e mi perdo nella notte, senza fare del male a nessuno. Purtroppo fino a qualche anno fa c’era il “Degrado”: lì potevamo divertirci, conoscere gente, fare amicizia e vivere con libertà la nostra identità. Poi hanno chiuso anche il “Degrado” e ora c’è rimasto solo “Il Gender”, conclude Elga. Il Degrado? Il Gender? Chi legge e vive nella capitale sicuramente si starà chiedendo di quali locali stiamo parlando e per quale motivo questa Roma sotteranea non è mai uscita allo scoperto. Sul sito www.degrado.it si legge: “Il Degrado è stato il  primo discoklub transgender nato in Italia nel 1999. Il locale che più di tutti ha contribuito ad una maggiore libertà sessuale nella città di Roma, contro i falsi moralisti. Il locale dove si è diffuso dieci anni fa il movimento di liberazione politico-sessuale transgender. Il Degrado è attualmente chiuso perchè considerato evidentemente troppo libertino e libero…e la libertà…  ricordate….fa sempre invidia e rabbia in un paese di repressione sessuale. Ma presto è in arrivo una ONE NIGHT DISKO ‘DEGRADO DANZ’ in una nuova location.  Attualmente a Roma, e in Italia, è aperto solo il “Gender” di Via Faleria 9, dal mercoledì al sabato dopo le 23″. Prendo il telefono e digito il numero di Klaus Mondrian, animatore culturale e gestore del “Gender” e prima ancora del “Degrado” e oggi anche promotore del Coordinamento Lgbt “Corpo Libero”, nato all’interno di Rifondazione Comunista. ” Al Degrado i politici ci sono sempre venuti- racconta Mondrian- Anche quelli di area cattolica e ricordo perfettamente anche un senatore del Pdl. Marrazzo, però, non l’ho mai visto, forse ai locali preferiva gli appartamenti. Sta di fatto che sicuramente molte trans, mosse dalla condizione di marginalità in cui da sempre vivono, utilizzeranno questa attenzione mediatica aver qualche minuto di gloria. D’altronde vanno capite, viviamo in un paese che gli rilascia una carta d’identità che tradisce la loro reale identità”. Mondrian fa politica, ma non è il solo. Negli ultimi anni sono nate decine di associazione di genere: “Crisalide Azione Trans” guidata da Mirella Izzo, “Trans Libellula 2001″, “Trans Genere”, “TransGender Milano” e molte altre ancora. Tutte con un unica finalità: riscattare l’orgoglio trans e battersi per una legge che riconosca la  l’identità delle persona transgender. Intanto, però, alcune transessuali hanno deciso di battere il ferro finchè caldo: munite di telefono e registratore sono pronte a riprendere i loro clienti più illustri, per lo più politici, e “sputtanare” in pubblico l’opportunismo meschino di un’intera classe politica un po’ troppo viziata e decisamente scafata. Del resto, da anni assistiamo con un certo disgusto alla Trans-Politica: oggi sto di quà, domani di là. Quindi tanto vale giocare a ” Tana liberi tutti! “.

“INCONTEMPORANEA” DI FRANCESCO STOCCHI

ott 27

ATT00001

Segnaliamo con piacere la riapertura a Roma dell’Angelo Mai

ALTROVE
(AILLEURS/ ΑΛΛΟΎ /ELSEWHERE/في مكان آخر / ДРУГДЕ)

29/30/31 OTTOBRE E 1 NOVEMBRE
ANGELO MAI
VIA DELLE TERME DI CARACALLA, 55/A
ROMA

OGNI GIORNO
ore 20 CIRC(O)
(prenotazione obbligatoria al 329.4481358)
e dalle 22 in poi – SEMPRE OGNI GIORNO – OPENING PARTY
(concerti con ospiti vari, jam session e dj set)
www.angelomai.org


serverstudio web marketing e design