Archivio del 9 ottobre 2009
VENDITTI VS CALABRIA? ANTONELLO SPIEGA LE SUE RAGIONI A DIACOBLOG

Conosco Antonello Venditti da molti anni. Lo stimo. Ho sentito la necessità di chiamarlo e, nel corso di una lunghissima telefonata, gli ho chiesto di spiegarmi chiaramente cosa realmente intendesse quando, rivolgendosi al Signore, ha detto “Perchè hai fatto la Calabria?”. I media sono stati inutilmente feroci e superficiali con lui. Ho sentito il bisogno di offrirgli uno spazio in cui spiegare le sue ragioni e raccontare la verità.
Allora, Antonello, cosa è successo?
“Innanzitutto voglio ricordare a tutti che io sono un cantautore e non un politico, quindi credo di avere licenza poetica quando parlo di questioni sociali. Da stampa e tv c’è stata una strumentalizzazione fanatica e perversa delle mie dichiarazioni sulla Calabria. Ma ascoltando su you tube la versione integrale della presentazione della canzone “Stella” ( durante il concerto “incriminato”) si può appurare che la mia è stata una invocazione disperata e laica rivolta al Signore: quante volte ognuno di noi, in momenti difficili, rivolgendosi a Dio, ha detto: Perchè mi hai creato e poi mi hai lasciato solo? Ecco con la stessa innocenza e lo stesso spirito io ho voluto dire: perchè Dio ha creato una terra bellissima come la Calabria per poi lasciarla in mano alla criminalità organizzata? E’ stato un atto di disperazione e d’amore nei confronti di una terra che amo, che conosco e che da anni cerca la sua “liberazione”. Nessuna forza politica ha avuto la sensibilità di capire queste ragioni, le reali ragioni che stanno dietro questo mio appello in favore di una terra che da mezzo secolo cerca il riscatto”.
Perchè ,secondo te, un sito internet (Strill), solo un anno dopo quel concerto, decide di mettere in rete il video e costruirci una polemica?
” Perchè evidentemente la mia vicinanza alla Calabria non piace a qualcuno. Non so chi ha avuto interesse a modificare il rapporto d’amore che c’è tra me e la Calabria. Sono disgustato, è stata un’operazione ad arte”
Chi può avere interesse a fare una cosa del genere?
” Io mi sono fatto la stessa domanda e mi sono dato una risposta. Datevela anche voi. Credo, comunque, di aver calpestato interessi”.
WALTER SOGNA ANCORA

di Pierluigi Diaco su “Libero“, diretto da Maurizio Belpietro
Stavolta ai veltroniani non sono concessi errori e passi falsi. Veltroni, in questa fase, preferisce muoversi da solo, mantenere un profilo bassissimo e ai suoi l’ha detto senza giri di parole: «Niente polemiche, stiamo a guardare, non voglio emissari, gestisco personalmente tutti i contatti». Che vale a dire: non mi fido al 100% di voi, la gestione del Pd ci è costata cara a tutti noi, adesso ho più tempo libero e preferisco muovermi da solo. Walter contro tutti? No, al contrario, con tutti. L’agenda è fitta: escluse la consueta spesa al mercato e una quotidiana passeggiata a Villa Borghese, Veltroni entra ed esce da portoni importanti, recupera rapporti incrinati durante la sua segreteria, e siede nelle prime file di convegni, dibattiti e presentazioni di libri. Così come ha fatto sabato scorso al “Canottieri Aniene”, il vivacissimo circolo sportivo guidato da Giovanni Malagò. L’occasione era la presentazione di “Baaria”, il libro scritto da Pietro Calabrese con Giuseppe Tornatore. Al tavolo presidenziale ci sono Gianni Letta, Paolo Mieli, Malagò e i due autori. In platea, prima fila, un Veltroni sorridente, ma decisamente misterioso. A chi gli si avvicina per salutarlo, Walter conferma: «Sì, ci vediamo il 3 novembre. Vi Aspetto». Il 3 novembre? E cosa accade di tanto importante il 3 novembre? Intanto sarà passata già una settimana dalle primarie del Pd, che dovrebbero incoronare Pierluigi Bersani nuovo leader del Pd. E quindi quale periodo migliore per riposizionarsi sulla scena politica nazionale, se non subito dopo quel congresso e quelle primarie che manderanno definitivamente in soffitta l’idea di Partito Democratico tanto cara a Veltroni e Franceschini. Ma Veltroni vuole assolutamente evitare di passare ancora una volta come uno sconfitto, quindi meglio concentrarsi sul futuro e dare la sensazione di “guardare” a qualcosa di più grande, di più eccitante. Ecco fatto: il 3 novembre, sempre al “Circolo Canottieri Aniene”, il presidente della Camera, Gianfranco Fini e il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini presenteranno, ad una platea molto chic e poco radical, il nuovo libro di Veltroni, “Noi”. Insomma, per farla breve, per la prima volta Veltroni, Fini e Casini, coordinati con maestria orchestrale da Paolo Mieli, si presenteranno all’Italia come gli uomini del “buon senso”, gli unici ai quali l’Italia non ideologica e non ideologizzata dovrebbe guardare pensando al dopo-Berlusconi. L’ambizione è altissima, pericolosissima e non permette sbavature. Anche perchè, come è ormai noto ai più, anche Francesco Rutelli lavora alla medesima “svolta”, obiettivo “Grande Centro”, sostenuto silenziosamente da pezzi importanti della Segreteria di Stato Vaticana e corteggiato caldamente da Luca Cordero Di Montezemolo. Roba importante, tanta ciccia sul fuoco, nuovi sogni all’orizzonte, e ovviamente Veltroni non vuole certo trasferirsi a Nairobi e perdersi l’ultima occasione politica della sua vita: partecipare da protagonista alla prove tecniche di “governo di unità nazionale” o “governo di buon senso” o come preferite chiamarlo, qualora il Cavaliere si vedesse costretto a rassegnare le dimissioni e si andasse, così, alle elezioni anticipate. Ma la cosa più curiosa è che stavolta le prove tecniche rischiano di abbondare più di uomini in panchina che in campo, e ancora più difficile e spinoso sarà mettere tutti d’accordo sul nome dell’allenatore. Per ora sembra esserci la partita, ma basteranno Fini, Casini, Veltroni e Rutelli a formare una squadra credibile per il Paese? Walter pensa di sì, e il 3 novembre spiegherà le sue ragioni che, già a qualcuno, sembrano più che buone per ispirare la sceneggiatura di un film horror.








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