Archivio del 19 ottobre 2009

ADRIANO SOFRI “MI BEO DELL’ASCOLTO DELL’ULTIMO CD DI PAOLA TURCI”

ott 19

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Mi beo dell’ascolto dell’ultimo cd di Paola Turci, e intanto penso che non sia del tutto vero che per la prima volta le sue canzoni cantino d’amore, e che invece valga anche per lei il Dante delle Rime: “Tutti li miei penser parlan d’Amore; e hanno in lor sì gran varietate…”. Attraversami il cuore, si intitola. Ha un capo e un fondo, comincia con Sono io, continua con La mangiatrice di uomini e Nel nome di chi, culmina con Dio come ti amo (con Alessandro Canini, Pierpaolo Ranieri e Paolo Fresu), finisce con E intanto mi sorprendo e la Piccola canzone d’amore. Io, che m’intendo di poche cose ma di Paola Turci sì, penso che finalmente questa volta la versatilità bella della sua voce – la gran varietate – invece di essere tenuta a freno si dispiega felicemente. Dev’essere felice Paola di questi tempi. Mi viene quasi invidia per i detenuti che avranno il privilegio di ascoltare da lei queste canzoni nuove in quel luogo così acusticamente privilegiato di corde pizzicate e ferri battuti.

di Adriano Sofri su “Il Foglio”

“AMICI” NEOPASOLINIANI

ott 19

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Corpi. Sudori. Sguardi. Ammiccamenti. Effusioni. Voluttà. Desideri. Erotismo. Perversioni. Amori. Illusioni. Feticismi. Godimenti. Sogni. Una volta, di tutto questo ben di Dio, ne parlava con malizia poetica Pier Paolo Pasolini. Oggi, lo fa, con diabolica maestria, Maria De Filippi. “Amici” è la messa in scena di “Ragazzi di Vita”. “Amici” è quanto più di neopasoliniano si possa vedere in tv. E Maria, come Pier Paolo, fa paura. Tanta paura.

di Pierluigi Diaco su “Il Foglio


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