CASO MARRAZZO/TANA LIBERA TUTTI

ott 27

trans1

di Pierluigi Diaco su “Libero”, diretto da Maurizio Belpietro

Pamela, Brenda, Natalia, Manila, Elga, Mila. Questa estate erano tutte a Capocotta, allo stabilimento ‘ Dar Zagaia’. Come ogni estate l’atmosfera è la stessa: lucciole della strada stremate sulla sabbia, corpi in attesa di passare a nuova vita sessuale, trans già stanche del Luxuria politico e perdutamente “cotte” del senatore Bricolo (”è il più bono di tutto il parlamento, magari poterlo conoscere. Ma quello sarà tutto casa e chiesa”), uomini sui cinquanta e padri di famiglia che si attardano tra le dune sostituendo l’aperitivo con un twist ormonale consumato rigorosamente su teli comprati per l’occasione. Girano molte riviste: i soliti “DiPiù” e “Chi”, “Diva e Donna” di Silvana Giacobini, ribattezzato simpaticamente “Diva e Nonna” da Regina, e poi Maurizia (una delle reginette delle notti del “Degrado”, lo storico club della zona sud di Roma, chiuso due anni fa con l’accusa di sfruttamento della prostituzione) che cuce all’uncinetto un centro tavola di colore rosa. L’estate 2009 è uguale a quelle di sempre: si rivedono tutte sulla stessa spiaggia, operate e non, spettegolano sul più e sul meno, alcune vantano rapporti con personaggi del mondo dello spettacolo, altre con politici e industriali, talune con una punta di isterismo si lamentano: “c’è poco lavoro, sempre gli stessi clienti, la crisi tocca anche noi”. Sarà, ma è sempre utile ricordare che le trans sopra citate non pagano le tasse, incassano minimo 150 euro a prestazione, e non di rado sopravvivono alla grande grazie ai “regalini” di frequentatori e amanti dalle tasche generose. “Non siamo tutte prostitute, molte di noi lavorano, pagano regolarmente le tasse e non vendono il loro corpo”,racconta Elga a “Libero”, “Io durante il giorno faccio le pulizie in un centro commerciale, poi  la sera mi travesto e mi perdo nella notte, senza fare del male a nessuno. Purtroppo fino a qualche anno fa c’era il “Degrado”: lì potevamo divertirci, conoscere gente, fare amicizia e vivere con libertà la nostra identità. Poi hanno chiuso anche il “Degrado” e ora c’è rimasto solo “Il Gender”, conclude Elga. Il Degrado? Il Gender? Chi legge e vive nella capitale sicuramente si starà chiedendo di quali locali stiamo parlando e per quale motivo questa Roma sotteranea non è mai uscita allo scoperto. Sul sito www.degrado.it si legge: “Il Degrado è stato il  primo discoklub transgender nato in Italia nel 1999. Il locale che più di tutti ha contribuito ad una maggiore libertà sessuale nella città di Roma, contro i falsi moralisti. Il locale dove si è diffuso dieci anni fa il movimento di liberazione politico-sessuale transgender. Il Degrado è attualmente chiuso perchè considerato evidentemente troppo libertino e libero…e la libertà…  ricordate….fa sempre invidia e rabbia in un paese di repressione sessuale. Ma presto è in arrivo una ONE NIGHT DISKO ‘DEGRADO DANZ’ in una nuova location.  Attualmente a Roma, e in Italia, è aperto solo il “Gender” di Via Faleria 9, dal mercoledì al sabato dopo le 23″. Prendo il telefono e digito il numero di Klaus Mondrian, animatore culturale e gestore del “Gender” e prima ancora del “Degrado” e oggi anche promotore del Coordinamento Lgbt “Corpo Libero”, nato all’interno di Rifondazione Comunista. ” Al Degrado i politici ci sono sempre venuti- racconta Mondrian- Anche quelli di area cattolica e ricordo perfettamente anche un senatore del Pdl. Marrazzo, però, non l’ho mai visto, forse ai locali preferiva gli appartamenti. Sta di fatto che sicuramente molte trans, mosse dalla condizione di marginalità in cui da sempre vivono, utilizzeranno questa attenzione mediatica aver qualche minuto di gloria. D’altronde vanno capite, viviamo in un paese che gli rilascia una carta d’identità che tradisce la loro reale identità”. Mondrian fa politica, ma non è il solo. Negli ultimi anni sono nate decine di associazione di genere: “Crisalide Azione Trans” guidata da Mirella Izzo, “Trans Libellula 2001″, “Trans Genere”, “TransGender Milano” e molte altre ancora. Tutte con un unica finalità: riscattare l’orgoglio trans e battersi per una legge che riconosca la  l’identità delle persona transgender. Intanto, però, alcune transessuali hanno deciso di battere il ferro finchè caldo: munite di telefono e registratore sono pronte a riprendere i loro clienti più illustri, per lo più politici, e “sputtanare” in pubblico l’opportunismo meschino di un’intera classe politica un po’ troppo viziata e decisamente scafata. Del resto, da anni assistiamo con un certo disgusto alla Trans-Politica: oggi sto di quà, domani di là. Quindi tanto vale giocare a ” Tana liberi tutti! “.

Tags: , , , , , , , ,

serverstudio web marketing e design