LA TRANSAVANGUARDIA ITALIANA/DIACOBLOG OSPITA LA RIFLESSIONE DI TOMMASO FAGIOLI
di Tommaso Fagioli per DiacoBlog
Non si può giudicare “chi va coi trans” in maniera troppo sbrigativa, la sciatto moralismo di chi condanna con disgusto non coglie minimamente nel segno. I transessuali sono una realtà, soprattutto quelli che battono per le strade di tutto il paese, rallegrano le atmosfere dei locali e degli appartamenti. Minoranza, forse, ma ben visibile, chiassosa e anche divertente: è la transavanguardia italiana. Corrente, con largo pubblico si direbbe, in grado di fare luce sui tratti meno conosciuti o più sottaciuti della natura umana, quindi più interessanti. Corrente anomala, ma fino a un certo punto.
La verità paradossale che ci offre è di questo tipo: che la donna in Italia è talmente venerata che la sua versione parossistica rischia di insidiarle il primato. Ecco perché, in certe condizioni, come dimostrano i fatti, una donna non potrà mai competere con un trans poiché egli/ella è l’esasperazione dei suoi tratti, la sua elevazione di potenza. Sempre disponibile, insaziabile, esperta succhia cazzi, esile o morbida ma forte, attivo-passiva, attaccata, sensibile, comprensiva, paziente ascoltatrice e fine psicologa. Madre, santa e puttana, il trans è un uomo che racconta ad un uomo come deve essere un donna, incarnandosi nella più audace figura del suo immaginario.
La donna è nella realtà, mentre il trans è una specie di sogno. Oppure un segno, carico, che si lascia consumare. Un uomo che fa l’amore con un trans, fa l’amore con qualcuno che gli permette di soddisfare il desiderio inconscio di accedere ai territori più primitivi della propria sessualità, al di là di ogni codice, verso lo sfondo autoerotico e polimorfo di ogni orientamento di genere. Una sessualità edenica dunque, che il trans è in grado non solo di offrire come visione, ma di interpretare e realizzare come prestazione. Poi, certo, la realtà deciderà, valuterà, condannerà tale “immorale debolezza”. Ma la fascinazione che subisce chi frequenta queste creature tra cielo e terra, quasi mitologiche, è potente, simile all’estasi mistica di chi vede la divinità, o alla morbosa emozione erotica di chi consuma pornografia per quei brevi attimi di beatitudine sempre alimentati dalla vana speranza di poter un giorno consumare il segno nel designato. Non sono cose da sottovalutare. Nel ciclone che ha investito l’ex Presidente della regione Lazio, Piero Marrazzo, al di là della violentissima lesione della privacy di cui è stato vittima insieme alla sua famiglia, c’è ovviamente qualcosa di più grosso di un tradimento consumato attraverso il vizio del sesso a pagamento,dell’antica lotta tra desiderio etica e fedeltà.
Se è vero che “il grado e la natura della sessualità in un individuo si estendono fino all’ultimo vertice del suo spirito” (Nietzsche), allora c’è sotto qualcosa di grosso, un’enorme posta in gioco, qualcosa di estremamente privato e controverso, che richiede la massima cautela e la più fine comprensione.
Tags: Diaco, donna, Gay, Marrazzo, sessualità, Tommaso Fagioli, trans, TransavanguardiaLeggi gli altri articoli pubblicati oggi






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