Archivio del mese di ottobre 2009
PICCOLE RIVOLUZIONI CULTURALI
Spesso i grandi cambiamenti della storia si manifestano con piccole rivoluzioni, all’apparenza insignificanti, come la scomparsa di una semplice abitudine culturale. E’ il caso della sinistra italiana e di tutto ciò che di intellettuale ha prodotto negli ultimi anni: dogmi, teorie, libri, appelli, programmi televisivi, sensi di colpa e speranze di cui ci siamo tutti dichiaratamente rotto i maroni. La destra italiana appare più liberale, più libertina, e più scafata a tal punto da collezionare, oramai quotidianamente, apprezzamenti da universi giovanili e progressisti da sempre sotto il diabolico controllo e la dottrinale tutela del Pci/Pds/Ds/Pd. Chi, come Dj&Ds, ha creduto nel rigorosissimo senso dello stato a cui la segreteria Fassino ha ricondotto la sua azione politica nei formidabili anni diessini, oggi trova più di una sabauda consolazione nel fare&disfare della destra “gaberiana”, quella che con voce greve ma convinta intona “Io se fossi Dio” a ogni sorgere del sole. Si può forse paragonare Corrado Augias a Leo Longanesi? Dario Fo a Guido Keller? Piero Sansonetti a Giordano Bruno Guerri? L’Unità ai ragazzacci del Secolo D’Italia? Gad Lerner a Pietrangelo Buttafuoco? Lusetti al mitico Gasparri? Montanelli Secondo a Montanelli Primo? Dai, su, diciamolo con cristiana allegria: i secondi, più glamour e simpatici, sono diventati i primi.
di Pierluigi Diaco su “Il Foglio”
“INCONTEMPORANEA” DI FRANCESCO STOCCHI

L’impronta del Genio
Si è diffusa la notizia che l’impronta di Leonardo da Vinci su un suo dipinto abbia fatto svelare un nuovo capolavoro dal titolo La Bella Principessa.
Eccola
ADRIANO SOFRI “MI BEO DELL’ASCOLTO DELL’ULTIMO CD DI PAOLA TURCI”

Mi beo dell’ascolto dell’ultimo cd di Paola Turci, e intanto penso che non sia del tutto vero che per la prima volta le sue canzoni cantino d’amore, e che invece valga anche per lei il Dante delle Rime: “Tutti li miei penser parlan d’Amore; e hanno in lor sì gran varietate…”. Attraversami il cuore, si intitola. Ha un capo e un fondo, comincia con Sono io, continua con La mangiatrice di uomini e Nel nome di chi, culmina con Dio come ti amo (con Alessandro Canini, Pierpaolo Ranieri e Paolo Fresu), finisce con E intanto mi sorprendo e la Piccola canzone d’amore. Io, che m’intendo di poche cose ma di Paola Turci sì, penso che finalmente questa volta la versatilità bella della sua voce – la gran varietate – invece di essere tenuta a freno si dispiega felicemente. Dev’essere felice Paola di questi tempi. Mi viene quasi invidia per i detenuti che avranno il privilegio di ascoltare da lei queste canzoni nuove in quel luogo così acusticamente privilegiato di corde pizzicate e ferri battuti.
di Adriano Sofri su “Il Foglio”
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