Archivio del mese di ottobre 2009

“AMICI” NEOPASOLINIANI

ott 19

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Corpi. Sudori. Sguardi. Ammiccamenti. Effusioni. Voluttà. Desideri. Erotismo. Perversioni. Amori. Illusioni. Feticismi. Godimenti. Sogni. Una volta, di tutto questo ben di Dio, ne parlava con malizia poetica Pier Paolo Pasolini. Oggi, lo fa, con diabolica maestria, Maria De Filippi. “Amici” è la messa in scena di “Ragazzi di Vita”. “Amici” è quanto più di neopasoliniano si possa vedere in tv. E Maria, come Pier Paolo, fa paura. Tanta paura.

di Pierluigi Diaco su “Il Foglio

“LA CITTA’ INVISIBILE” DI TADDOI/DIACOBLOG SUL SET

ott 18
  • diosalvilaquila

di Pierluigi Diaco su “Libero“, diretto da Maurizio Belpietro

Che ci fanno a tarda notte in un umido e fangoso campeggio di Acilia, alla periferia di Roma, Giorgia Meloni, il ministro più rock’n roll di questo governo, e il giovane regista ventisettenne Giuseppe Tandoi? La faccenda è abbastanza curiosa: il Ministro, alla guida della sua mini-minor, carica in macchina il sottoscritto e sfreccia, con maestria leggendaria, in mezzo al traffico della città, direzione Acilia. E’ abbastanza inutile chiedere alla Meloni che cosa saremo “condannati” a digerire durante la serata, perchè il Ministro è impegnato ad ascoltare il disco di una cantautrice che ha comprato in una bancarella di New York qualche mese fa e mi prega di prestare l’attenzione dovuta. E poi dicono che i politici non hanno una vita altrove…la Meloni non fa la giovane, lo è, e come tutti ascolta musica, legge libri, va al cinema, conosce il teatro, si dimena in laboratori d’arte per trovare quadri ed opere da acquistare: insomma guida il dicastero della Gioventù con cognizione di causa. Arrivati al campeggio, la cosa si fa più divertente del previsto: scopro che il regista Tandoi ha invitato la Meloni sul set per convincerla a patrocinare il suo film, “La città invisibile”, dedicato alla ricostruzione dell’Aquila dopo il terremoto di qualche mese fa.  Qui, in mezzo ad una palude di fastidiosissime zanzare, Tandoi, diplomato all’Accademia dell’Immagine dell’Aquila, ha «trasferito » le tende della Protezione civile. Le stesse smontate di recente dai campi abruzzesi, dove ha vissuto lui stesso in questi ultimi mesi dando corsi di cinema. Da qui è nata l’idea del film, racconta il regista, barese di nascita ma aquilano d’adozione. “Ognuno di noi ha perso parenti e amici. Per questo, senza far finta che non sia successo niente, ho voluto raccontare la voglia di ricominciare, scegliendo la strada
della commedia”. E soprattutto una storia di ragazzi. Giovani universitari, come i tanti che vivono a l’Aquila e che hanno perso i loro compagni nel «crollo annunciato» della Casa dello studente. Sono quattro i protagonisti, due quelli intorno a cui ruota la storia:  Luca e Lucilla, studenti di medicina dagli opposti caratteri: «Lui – spiega il regista – è un super fuoricorso che fa il cantante in una rockband. Lei canta nel coro della parrocchia ed ha lo spirito della crocerossina». Il Ministro Meloni ascolta, parla con gli attori, discute di politica con il produttore esecutivo del film, e ad un certo punto guadagna la posizione delle quinte per assistere al primo ciak della serata. Gli attrezzisti, i cameraman e il direttore della fotografia scrutano, imbarazzati, questa giovane coetanea diventata Ministro che di notte, invece di riposare o fare altro, dedica loro due ore del suo tempo per verificare la buona fede e la buona riuscita di questa docu-fiction decisamente insolita. Come insolito, sorprendentemente, è  il metodo utilizzato dal regista per racimolare il denaro necessario per mettere su l’operazione: niente finanziamenti pubblici, “ho chiesto ai miei genitori di liquidarmi la parte dell’eredità che in futuro sarebbe andata nelle mie tasche e, grazie alla loro generosità, ho investito questa somma nel progetto. Quando vuoi fare una cosa e ci credi non puoi certo delegare la responsabilità allo Stato e aspettarmi che piovano dal cielo i fondi pubblici. Ho deciso di metterci i quattrini da solo, ma ora mi auguro che la grande distribuzione si accorga del mio progetto”. La Meloni apprezza la buona fede e l’entusiasmo di questo giovanissimo e scafato
gruppo di lavoro e promette: “Vi darò una mano, questa è una delle tante storie della “Meglio Gioventù” italiana. Gli fa eco Alan Capelli, protagonista del film, e uno dei più apprezzati e talentuosi giovani attori in circolazione:” Ho deciso di essere nel cast perchè credo che quello che è stato fatto all’Aquila da questo governo rappresenti un aspetto più che positivo del nostro paese.
Anche io sono per la politica del fare e stavolta ci voglio mettere la faccia”. Come dire, forse ha ragione Brunetta: in circolazione,c’è anche un cinema che non ama lamentarsi e alle grazie dello Stato preferisce la forza dello Stato d’animo.

IL MINISTRO BONDI A RADIO GIOVENTU’

ott 15

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In occasione del centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia, il ministro per i Beni e Attività culturali, Sandro Bondi chiarisce, ai microfoni di Radio Gioventù le attività che il suo ministero sta portando avanti per le celebrazioni che si terranno nel 2011. “Noi abbiamo ereditato dal precedente Governo un’impostazione del tutto raffazzonata, senza capo né coda, nel senso che in fondo era tutto un programma incentrato, come poi si è saputo, su delle opere pubbliche, mentre, quest’anniversario deve essere l’occasione per riscoprire ciò che siamo. E’ una storia lunga – prosegue il ministro – che si fonda sulla storia della nostra lingua, sulla nostra cultura, sulle nostre arti, su quello straordinario tessuto di mille città che caratterizzano il nostro Paese, dal nord, al centro, al sud. Io credo che non possiamo perdere quest’occasione, dobbiamo farla diventare davvero un’opportunità per riflettere, per riscoprire, per saldare il nostro spirito nazionale, non in termini retorici ma in termini vivi, vitali, affrontando anche quei nodi che dopo centocinquanta anni non sono stati ancora risolti, parlo in particolare delle regioni del sud Italia”. Nel corso della puntata condotta dal ministro Giorgia Meloni e dal giornalista di RTL 102.5, Pierluigi Diaco, Sandro Bondi prosegue il suo intervento ponendo in evidenza l’impegno che il Governo sta portando avanti per far diventare l’anniversario dell’unità d’Italia, non solo importante per ricordare il nostro passato, ma soprattutto importante per il futuro.

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PACE FATTA TRA LA CALABRIA E VENDITTI. DIACO ASSISTE ALL’INCONTRO TRA IL SINDACO SCOPELLITI E IL CANTAUTORE

ott 14

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VENDITTI:SCOPPIA LA PACE TRA IL CANTAUTORE E LA CALABRIA INCONTRO A ROMA TRA VENDITTI E IL SINDACO DI REGGIO CALABRIA (ANSA) – ROMA, 14 OTT – Scoppia la pace fra Antonello Venditti e la Regione Calabria. Il cantautore, al centro di un terremoto mediatico negli ultimi giorni per un filmato di un suo concerto messo su you tube, in cui pronunciava frasi giudicate offensive sulla regione, oggi si e’ chiarito in un incontro a casa sua, a Roma, con il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti, e ha manifestato l’intenzione ”di fare tutto il possibile per partecipare al rilancio di una regione che amo molto”. Si comincera’ con un’intervista pubblica, che dovrebbe tenersi a Reggio Calabria fra qualche settimana, in cui Venditti, insieme al sindaco della citta’ e al giornalista Pierluigi Diaco, che ha fatto da ‘paciere’, vuole spiegare direttamente ai calabresi il senso delle sue frasi (si era chiesto ”perche’ Dio ha fatto la Calabria, dove non c’e’ niente. Io spero che si faccia il ponte, almeno la Calabria esistera”’). ”Venditti mi ha spiegato che quello che ha detto era una provocazione artistica, voleva essere un messaggio positivo, ma e’ stato mal comunicato e riportato – dice Giuseppe Scopelliti – ha anche ribadito che vuole essere parte della crescita e rinascita di una terra a cui e’ molto legato”. Conferma Venditti: ”Mi mettero’ a servizio della Calabria onesta pulita e sincera, come sono sono io”. Le frasi dette in quel concerto in Sicilia, di un anno e mezzo fa ‘’sono state totalmente travisate. Stavo introducendo ‘Stella’ una canzone che dedico sempre a Antonino, Rocco e Vito, la scorta di Falcone e, d’impeto, rispondendo a una signora ho parlato della Calabria, ma le mie erano parole che volevano essere di speranza sottolineavo che era necessario si facesse qualcosa per aiutare questa regione. Ognuno ha preso da quel discorso, per le motivazioni piu’ diverse, invece, solo quel che c’era di piu’ negativo”. Il cantautore e’ convinto che ”qualcuno che mi vuole male, abbia fatto uscire, adesso, scientificamente questo frammento di concerto. E’ una cosa che mi spinge a mettere in mettere in guardia dall’uso improprio che si puo’ fare di internet. L’indignazione se c’e’ e’ immediata, questa e’ venuta dopo un anno e mezzo. Una mattina mi sono ritrovato in mezzo a tutto questo senza sapere neanche perche’. Io poi non ho neanche un computer ma vedevo l’imbarazzo di chi doveva dirmi quello che il popolo calabrese pensava di me. E’ una situazione che ho vissuto male. Non posso accettare di essere giudicato razzista, dopo aver combattuto ogni forma di razzismo tutta la vita”. Ora, spiega Venditti ‘’studieremo insieme al sindaco di Reggio Calabria e al presidente della Regione il modo in cui posso rendermi utile per dare il mio contributo ad aiutare la Calabria. Sono a loro disposizione”. Diaco, che ha deciso di fare da paciere sia perche’ di origine calabrese che per la sua amicizia con Venditti aggiunge che ”l’incontro di oggi e’ la prova generale di quello che faremo a Reggio Calabria”.


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