Archivio del mese di novembre 2009

“INCONTEMPORANEA” DI FRANCESCO STOCCHI

nov 16

fantom

Segnaliamo la nascita della rivista FANTOM dedicata alla fotografia contemporanea. Ha molto da dire e molto da mostrare. Gia’ punto di riferimento per appassionati e professionisti del settore:http://www.fantomeditions.com

PARENTELE ROCK’N ROLL

nov 15

Stramba regione la Calabria. Prima fuochi e fiamme per una innocente e un po’ troppo scafata invocazione del cantautore Antonello Venditti niente popò di meno che a Signore Gesù per aver condannato i calabresi a vita difficile&incerta, poi accade una di quelle cose da far accapponare la pelle ma stavolta radio, giornali, tv e calabresi, tutti zitti&mosca. Sentite che cosa curiosa è accaduta la scorsa settimana.Tutti i giocatori del San Luca hanno indossato il lutto al braccio per la morte del boss Antonio Pelle, nome storico della ‘ndrangheta, conosciuto come “gambazza”. Ad accertarlo sarebbero stati i carabinieri che erano in servizio di ordine pubblico allo stadio in occasione della gara contro il Bianco. Tutti i giocatori sono stati interrogati dagli inquirenti ai quali hanno riferito di avere deciso di portare il lutto spontaneamente, senza informare la società, perché uno di loro era imparentato con Pelle. Volete saper chi è il presidente del San Luca? Don Pino Strangio, prete disinvolto e dalle parentele un po’ troppo rock’n roll. Meravigliosa, la Calabria.

di Pierluigi Diaco per “Il Foglio”

GIANFRANCO FINI OSPITE DI DIACO E DEL MINISTRO MELONI A RADIO GIOVENTU’

nov 12

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“Se i vostri padri, pur tra tante contraddizioni e non senza eccessi, desiderarono il rinnovamento sociale e la giustizia, ritengo che il vostro sogno potrà essere quello della libertà”.

Queste sono solo alcune delle parole tratte dal nuovo libro scritto dal presidente della Camera Gianfranco Fini “Il futuro della libertà”. A vent’anni dal crollo del Muro di Berlino e delle grandi opposizioni ideologiche, Fini si rivolge proprio ai ragazzi nati nell’89. Il libro si presenta come una lettera aperta, in cui il presidente della Camera, partendo dai fatti accaduti dopo quella fatidica notte del nove novembre, rivolge lo sguardo al futuro e soprattutto al ruolo dei giovani nel costruire una società diversa. E’un vero e proprio “patto generazionale”quello che Gianfranco Fini propone ai ventenni di oggi e presenta ai microfoni di Radio Gioventù, la rubrica radiofonica condotta dal ministro Giorgia Meloni e dal giornalista Pierluigi Diaco, basato sull’impegno di cogliere le grandi sfide da vincere e i tanti muri ancora da abbattere nel mondo. Durante la puntata è intervenuto anche Daniele Vocaturo, il giovane romano che ha conquistato il titolo di Grande Maestro Internazionale di scacchi. Classe ’89, Daniele racconta il suo primo incontro con il gioco degli scacchi all’età di nove anni e prosegue descrivendo questa generazione, la sua generazione e accogliendo la sfida proposta da Gianfranco Fini.

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IL GAY MAICOL E L’EX DONNA GABRIELE NON SONO DIVERSI DAI VARI CECCHI PAONE

nov 10

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di Pierluigi Diaco su “Libero“, diretto da Maurizio Belpietro

Che la Carfagna ce l’abbia con il Gf ci sta tutto: è un ministro, si occupa di pari opportunità, è una competente e affascinante icona del bon ton politico e fa il suo lavoro come si deve. Stupisce, invece, che il ruolo di moralizzatore lo faccia la comunità omosessuale italiana, a cui, a quanto pare, non va giù che gli autori del Gf abbiano inserito all’interno della Casa un gay dichiarato, Maicol, una ragazza con le fregole da maschiaccio, e un trans un po’ spocchioso ma sincero. Come è noto, il Gf non è un talk show e nemmeno un reportage, ma quanto di più squisitamente televisivo e commerciale si possa trasmettere sul piccolo schermo: mediocrità lessicale, modestia culturale, erotismo da caserma, pettegolezzo da bar, gossip da condominio. Tutti ingredienti, evidentemente, che aderiscono perfettamente alla società italiana e al pubblico televisivo, e che da sempre garantisco successo, visibilità, opinione, glamour. La tv risponde ad una regola ben precisa: raccontare cose verosimili è più intrigante e conveniente che raccontare la verità. D’altronde non è compito della tv popolare spacciare verità assolute, ma al contrario missione assoluta degli autori del Gf è iniettare all’interno dello show ingredienti umani che puzzino di vita, di società, di strada. Non importa che i modelli del Gf siano buoni o cattivi, credibili o no, perchè non spetta ad un programma tv educare e formare la personalità di un individuo, e nemmeno proporre esempi da seguire o da imitare. La tv intrattiene, monta la panna, semplifica, esorcizza, inventa e distrugge: è il suo bello, e la gente ha bisogno anche di questo. La gente urge di vite parallele, di sogni artificiali, di ambizioni semplici e moralità dissacrate. L’altro ieri il Direttore di Gay.it, Alessio De Giorgi, ha inviato una lettera al Gf sostenendo che Maicol non rappresenta tutti i gay che circolano fuori dalla Casa del Grande Fratello. Giusto! Ma nemmeno Luxuria, la Concia, Grillini e Cecchi Paone rappresentano dignitosamente i gay italiani, la maggior parte dei quali vive con sobrietà, pudore e semplicità la propria normalissima sessulità. Invece di prendersela con il Gf, non sarebbe il caso di fare autocritica e mandare nelle talk show “modelli” gay meno imbarazzanti, militanti, ideologici e retorici? Purtroppo la leggerezza è un valore poco praticato in Italia a tal punto da delegare al Gf compiti culturali da cui, fortunatamente, il reality show di sottrae con doveroso cinismo.


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