PIERO E LE MERAVIGLIOSE STRADE DELL’INFERNO TERRENO

nov 8

Dopo le stronzissime cronache di questi giorni sul Caso Marrazzo, sarebbe il caso di concentrarsi in punta di piedi su Piero e sulla sua smisurata e dolcissima voglia di sentirsi un uomo vivo e desiderato. Le ore e i giorni passati in quelle piccole stanze colme di piaceri “divini” e coiti interrotti sono il diario preciso e implacabile di una guerra coraggiosa ed epica: quella di un uomo contro se stesso, contro i propri desideri più profondi, e soprattutto contro la propria “imperfezione”, contro il pregiudizio degli “altri”, contro i regolarissimi e noiosi costumi sociali. Ognuno di noi, nella sua esistenza, sperimenta, come può, una lotta contro di sé, e spesso, quando non si è in grado di accettarsi davvero, ci si immerge con istinto animalesco in quel mare profondo dove le opposte forze della felicità e dell’ambizione producono onde anomale e mortali. Piero, nei suoi attimi di gioia pura e di ritrovata pienezza ormonale, ha volutamente perso quell’equilibrio normale e troppo perfetto che ci rende persone per bene solo all’apparenza, ma che violentemente ci trafigge l’anima. Piero, a suo modo, è un rivoluzionario: avrebbe voluto rinunciare al suo corpo e dimenticarsi di sé, ma ha preferito deviare il suo orgasmo in direzione eretta e perdersi, suo malgrado, nelle strade meravigliose dell’inferno terreno.

di Pierluigi Diaco su “Il Foglio”

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