Archivio del 7 dicembre 2009

IL SENSO DELLO STATO

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Fino ad ora non ho mai votato per Berlusconi, ma ultimamente mi trovo spesso a doverlo difendere dai pregiudizi, le accuse, l’odio e il rancore di molte persone, di amici, lettori, ascoltatori e  telespettatori. Credo nel Senso dello Stato e nella Politica e penso che il rispetto delle istituzioni sia un impegno e un dovere di ogni cittadino. L’opposizione, in Italia, non mi piace affatto: è ideologica, autoreferenziale, violenta, priva di idee e di un progetto serio per potersi candidare alla guida del Governo. L’antiberlusconismo è una pratica perdente, una esercizio perverso di chi pensa di avere sempre la ragione in tasca, un punto di vista fanatico e cieco sulla società italiana (più complessa e vivace di quanto si possa pensare). So di avere una posizione impopolare nel mondo culturale da cui provengo e pago volentieri il prezzo di essere frainteso o deriso da chi mi apprezza, mi conosce e mi vuole bene. Ho sempre combattuto il pensiero unico, il luogo comune e  le posizioni di convenienza, e neanche stavolta posso tradire le mie ragioni e i miei pensieri per paura di non essere accettato e capito dall’ambiente artistico e intellettuale  in cui sono cresciuto e mi sono formato. Berlusconi è il nostro Presidente del Consiglio e va rispettato per il ruolo che ricopre. Chi non è d’accordo faccia politica, si comprometta, pensi ad un modello ed ad un progetto alternativi a quello proposto dal Cavaliere. L’avversario si batte solo se si è capaci di riconoscere e rispettare pubblicamente le sue ragioni e i suoi valori. Tutto il resto sono girotondi, bandiere viola, urla, appelli, firme, mode, piazze, niente di politicamente rilevante. La politica è una cosa seria e non si nutre di rabbia, ma d’amore per il proprio Paese, anche quando questo sceglie direzioni e percorsi che non si condividono.

Pierluigi Diaco per “Il Foglio”


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