LUI SI VERGOGNA, NOI NO

Editoriale di Pierluigi Diaco su “Il Clandestino”
Il 70% degli italiani conosce Corona e i suoi guai giudiziari. E, malgrado tutto, il suo nome continua a fare simpatia a molta gente. La sua spocchia, la sua arroganza, la sua ambizione, il suo cinismo, la sua volgarità, la sua malcelata fragilità lo hanno aiutato a diventare, in pochissimo tempo, un simbolo per molti giovani, un’icona sexy per un non specificato genere femminile, un opinion leader per i media. Ottimo risultato per uno che, nella vita, si è mosso spinto dal riscatto, dal rancore, dalla rabbia, dalla sete di potere e denaro, nonchè dal desiderio di una giustizia “giusta e quindi fai da te”. Siamo in Italia, ragazzi! La stessa Italia di cui Corana dice di vergognarsi, la stessa Italia che lo ha “incoronato” testimonial del politicamente scorretto, la stessa Italia che copre, protegge e sponsorizza tanti piccoli Corona locali che, indisturbati, continuano a fare il grano grazie ad un mix di astuzia&slealtà.
Quando Corona denuncia di essere stato trattato come un “capro espiatorio” (che comunque merita di essere punito), dice una verità. Lui è solo la punta dell’iceberg di un sistema mediatico sempre più corrotto, alimentato quotidianamente da veleni, ricatti, scandali, intercettazioni, foto, video hard e moralità d’accatto. E Corona in tutto questo non solo ci sguazza, ma si autocandida perfino ad esserne l’interprete, il megafono, il rappresentante più autorevole. Del resto, lo ha detto lui più volte, il suo mito è l’Al Pacino di “Scarface”: riferimento decisamente sinistro per un ragazzo nato in una famiglia per bene e dai nobili valori paterni. Ma, come è noto, spesso le proprie origini si rinnegano in nome di progetti più ambiziosi e più ambigui, anche a costo di rinviare il pentimento in punto di morte. Non sappiamo ancora se Corona, prima o poi, imparerà a sostenere con garbo e sobrietà le sue ragioni e le sue tesi, noi, per adesso, ci auguriamo che, finita l’attenzione mediatica dei prossimi giorni, Fabrizio incontri, nei suoi soliloqui notturni, un angelo capace di insegnargli a guardare il mondo con occhi nuovi.


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