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CHE “PALLE” !

dic 5

Editoriale di Pierluigi Diaco su “Il Clandestino”

In Italia ognuno lancia le “palle” che vuole, alcune vanno a segno, altre no, talune si sgonfiano prima di arrivare alla porta. Ieri il collaboratore di giustizia Spatuzza ha parlato al processo d’appello contro Dell’Utri. Il pentito ha indicato il senatore e Berlusconi come i referenti politici nel periodo delle stragi di mafia del 1993.

Berlusconi attacca: “Le accuse contro di me sono follia”. Ricordo che stiamo parlando di episodi che risalgono a 16 anni fa. Perché se ne riparla ora? Che tipo di attendibilità può avere un signore che parla dopo così tanto tempo? Noi non abbiamo una risposta, ma su una cosa siamo certi: in Italia c’è un problema molto serio che si chiama Giustizia. E per giustizia non intendo soltanto la lunghezza dei processi (e il caso Spatuzza è lì a dimostrarlo) ma anche il modo in cui vengo gestiti i “pentiti”.

Spatuzza ha detto: “Nel ‘94 incontrai Graviano in un bar in Via Veneto, aveva un atteggiamento gioioso, ci siamo seduti e disse che avevamo chiuso e ottenuto quello che cercavamo, grazie alla serietà delle persone che avevano portato avanti quella storia. Mi vennero fatti due nomi tra cui quello di Berlusconi. Io chiesi se era quello di Canale 5 e mi disse: sì. C’era pure un altro nostro paesano. Graviano disse che grazie alla serietà di queste persone avevano il paese nelle mani”. Capito? Spatuzzza “interpreta” parole altrui , ma non  racconta fatti: dice che Graviano gli ha riferito che Berlusconi è una persona seria! Sembra di assistere ad una commedia di Totò. Io so che tu sai che lui sa…

Che “palle”! Le stesse “palle” che sembrano “sconvolgere” il mondo del calcio. Vi sembra possibile che tutte, e dico tutte le società calcistiche raccomandavano e facevano segnalazioni nei confronti della terna arbitrale? Lo sosterebbe un altro “pentito”, Rosario Coppola, chiamato ieri a deporre al processo su Calciopoli. Il teste ha citato l’esempio di un Inter-Venezia, a proposito della quale ricevette sollecitazioni per ammorbidire il referto sull’espulsione dell’interista Cordoba. La magistratura accerterà i fatti, e noi ci auguriamo che lo faccia in fretta. Altrimenti, saremmo costretti, anche stavolta, ad appendere il Paese alle “palle” di un presunto testimone, di un presunto pentito, di una presunta verità.

TANTE BELLE COSE

ott 11

berlusconi4
http://lagentemormora.splinder.com
Agli italiani queste cose gli caricano. Di più, gli sconquifferano.
Ché li vedevi, gemelli diversi d’Azzeccagarbugli: col naso al display ad invocare l’atteso verdetto.
Smaniava la ressa dei cronisti, fuori Palazzo Grazioli. E ringhiava la scorta delle guardie, manco fosse il Raphael di qualche legislatura fa. Ché la sentivi, quella rabbia sinistra. Fermentava e prorompeva...Continua

IL KELLER DI BERLUSCONI

ott 5

dellutri

Per una volta osiamo a dismisura, anche se, a mio avviso, la provocazione rischia di starci tutta. Forse la faccenda strapperà qualche sorriso ai più maliziosi ma la questione è troppo divertente per non essere raccontata con tutti i fiocchi che merita. Partiamo dalla fine: un signore sui 40 scrive sul mio blog una mail che ha come oggetto questa frase: “Basta! Dell’Utri è un grande. E’ il Keller di Berlusconi”. Sbirciando di fretta la posta elettronica avevo letto Killer invece che Keller, ma la questioncina si è risolta in fretta, perché ho aperto l’email e ho letto venti righe spettacolari: “Keller era piccolo di statura, con una capigliatura sempre troppo abbondante e arruffatissima, con una barba selvaggia ma con baffi fieramente obbligati all’insù come quelli di un moschettiere. Aveva uno sguardo fra l’accigliato e il tenero; era alieno dagli scatti con i quali ognuno reagisce di fronte a una enormità, contentandosi di una scrollatina di spalle o di un malinconico oscillare della grossa testa. Nessuno lo sentì mai alzare la voce. Sul più bello di una discussione nella quale stava per persuaderti ti lasciava, senza concludere la sua vittoria. Se mai sorrideva, ed era un sorriso che non dimenticavi più, niente ironia, niente superiorità: il bel sorriso puro di un fanciullo. Bene, Marcellino non porta una barba selvaggia e non consuma nemmeno ingenui e dolci sorrisi. Ma sa scrollare le spalle quando serve con un fare malinconico e agrodolce. E’ il Keller di Berlusconi e solo per questo andrebbe baciato, sulle mani”. Meraviglioso! Sarà capace il nostro amato e dannunziano Cav., in un futuro ancora molto lontano, di rivolgersi con queste parole al suo adorabile servitore: “Sei tu, Marcello Keller Dell’Utri, compagno che sai parlare all’aquila e sai persuadere il somiero, compagno che sai tener prigione l’aquila e caricare di pazienza il somiero, sei tu venuto al mio capezzale?”.

di Pierluigi Diaco su “Il Foglio”

IL PRESIDENTE DEL PRESIDENTE LULA A BERLUSCONI: “SILVIO, SEI GRANDE! LA STAMPA E’ STATA INGIUSTA CON TE”

ott 4

“Silvio, sei grande! La stampa è stata ingiusta con te”. Così si sarebbe rivolto il Presidente del Brasile Lula salutando il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi  in occasione della cena offerta dal Presidente Napolitano ai capi di stato durante il G8 dell’Aquila. DiacoBlog lo apprende da fonti molto vicine al Presidente Berlusconi. Le fonti chiariscono che si è scelto di non diffondere le parole pronunciate dal Presidente Lula per non coinvolgere il Presidente del Brasile in questioni di politica interna durante un’occasione di alto profilo internazionale come il G8.


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