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VITA DA BLOGGER

Set 4

Vita da blogger, vita difficile. Almeno se si guarda quello che è capitato a Carlo Ruta, giornalista e storico che negli anni, prima sul blog Accadde in Siclia, poi su Leinchieste.com, si è preso la briga di raccontare storie e vicende della Sicilia profonda. Va da sè, spesso storie di mafia. Ma con poca fortuna. Nel 2004 Accadde in Sicilia è stato chiuso dalla magistratura per stampa clandestina. Quest’anno la stessa sorte è toccata a Leinchieste.com. In più Carlo Ruta si è preso una condanna a otto mesi di carcere. Ora, uno sguardo superficiale alle norme fa apparire singolare la condanna per stampa clandestina inflitta a un blogger, per i quali non valgono le norme sulla registrazione delle testate. Però, forse è il caso che anche l’editoria web, anche quella più spontanea dei blog, riceva una regolamentazione più precisa. Nella scorsa legislatura il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni ci aveva provato, forse non nel modo giusto. E da ogni parte si erano levate proteste animate. Probabilmente è il caso di riprovarci…

da WWW.AFFARITALIANI.IT , sezione MEDIATECH

NASCE CURRENT TV

Mag 9

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DA WWW.PANORAMA.IT
Jeans, giacche e camicie a a fiori. Ma anche vistose maglie color pistacchio e arancione. Alcuni giovanissimi con le t-shirt. Insomma: lo stereotipo dello smanettone occhialuto lì non c’era. Eppure quei gruppetti di persone davanti al Teatro Ambra Jovinelli di Roma alle due del pomeriggio avevano due cose in comune. La passione per i blog (o, almeno, per il mondo del web). E la curiosità di incontrare Al Gore, ex vicepresidente degli Stati Uniti, diventato star dell’ecologismo globale con il documentario “Una scomoda verità”. Tre anni fa ha fondato una televisione per il web, Current, e oggi sbarca in Italia (con Sky) con l’obiettivo di raccogliere e selezionare reportage creati direttamente dal pubblico, pagandoli a partire da 500 euro. Il nuovo canale punta sui “giovani adulti”, tra i 18 e i 34 anni, che oggi non si riconoscono nella televisione tradizionale, ma preferiscono navigare in rete. Sul palco del teatro si avverte il carisma dell’ex vicepresidente Usa. Parla come una rockstar ai suoi fan. Che applaudono a ogni pausa. Democrazia, riscaldamento globale, opinione pubblica: Gore affronta i quesiti della platea in due ore e quindici domande. Si rivolge soprattutto ai giovani, promettendo un nuovo strumento per far sentire la loro voce. Perché, secondo il fondatore di Current, internet può cambiare la televisione. Racconta le potenzialità del web, la trasformazione in atto nei mass media, i pericoli del mutamento climatico, la libertà di espressione. Intanto si illuminano in sala i display di cellulari, computer, macchine fotografiche: il ticchettio sui tasti invade il teatro come un sottofondo musicale. Gore spiega anche perché ha scelto gli italiani per lanciare la sua webtv: “Sono il popolo più creativo che avremmo potuto trovare nel mondo”. E se a Current arrivasse in futuro la richiesta di censurare un video? “Lo mostreremo comunque. E spero che ce lo impediscano, così l’audience aumenta” replica l’ex vicepresidente degli Stati Uniti. Che glissa, però, sulla difesa legale dei giovani cronisti per i loro reportage, sottolineando unicamente l’intenzione di rispettare le normative vigenti sulla proprietà intellettuale. Non mancano osservazioni fuori programma dalla platea. Chiede un blogger, Marco: “Gore, ma ha davvero un profilo su MySpace? Come mai nell’elenco online dei suoi amici non c’è Current tv?”. L’ex vicepresidente Usa replica sorpreso: “Non ho avuto tempo di occuparmi della mia pagina sul social network, forse ne sa qualcosa il mio ufficio stampa”. Alla fine, dopo 120 minuti di domande, arriva anche un apprezzamento “Complimenti per gli stivali” dice la blogger Kay Rush.


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