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NEOMELODICI, BOCCHINO:” METTONO RADICI NELLO STESSO TERRENO CULTURALE DELLA CAMORRA”

Giu 2

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Italo Bocchino, napoletano, vice capogruppo del Pdl alla Camera.

On.Bocchino, lei conosce molto bene Napoli e le sue contraddizioni. Si può dire che dietro alla musica neomelodica c’è la camorra?

“C’è un parte di questo fenomeno che mette radici nello stesso terreno, diciamo “culturale”, della Camorra. Questo giudizio non vale per tutti i cantanti neomelodici, ma per una larga parte. Spesso le società di produzione di questi artisti sono legate e compromesse con gli ambienti della malavita organizzata. Del resto i testi di alcune canzoni si richiamano al modello “culturale” promosso dalla camorra: i neomelodici quando cantano l’amore si presentano come artisti “normali”, quando parlano di altro si rifanno ad una logica da anti-Stato”.

I NEOMELODICI E LA CAMORRA

Giu 2

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Su http://acerra.altervista.org/, Antonio Zunico scrive:

“Un ragazzino sfreccia in pieno centro su una minimoto, cantando delle frasi di una “celebre” canzone napoletana, “nu latitant nu ten chiù nient, fa pur o ben annascus ra gent” quasi a voler imitare quel video di qualche tempo fa, nel quale si vedeva il cantante sfrecciare tra i vicoletti di Napoli su una motocicletta mentre era inseguito dalla polizia. Ed è solo uno dei tanti casi: c’è un fattore che accomuna un po’ la canzone neomelodica alla camorra, spesso e volentieri ci si ritrova a sentire canzoni che fanno del camorrista una persona buona, per bene, che aiuta chi è in difficoltà, creando un alone di tenerezza, passione, come se uno poi fosse latitante per sbaglio, come se non avesse fatto nulla per meritarsi tale soprannome, come se il suo status sociale fosse nato dal nulla, non da azioni che egli stesso ha deciso di compiere.
Cercando in giro ho trovato una canzone di Ciro Rigione, in arte Ciro Ricci, e c’è una frase che mi ha colpito molto e che vi riporto:”Sonn uagliun e miezz a vi, e nun s ponn giudicà, perché chi e cunosc overament, sann ca so e megl ra città…” Bah, come commentare una frase del genere…(continua a leggere)

LA CAMORRA FINANZIA, PRODUCE E PROMUOVE LA MUSICA NEOMELODICA

Giu 1

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In Campania, i cantanti neomelodici sono un esercito: il 90% sono famosi solo nel quartiere in cui cantano, il simbolo di maggior successo di questo genere è stato, in passato, Gigi D’Alessio ma anche altri neomelodici come Gigi Finizio hanno varcato la soglia del successo nazionale.
Due anni fa l’ex Ministro Amato ha affermato che “se il piano contro la criminalità a Napoli avrà successo i neomelodici dovranno cantare altre canzoni o, se esisteranno ancora, non canteranno in napoletano. - Poichè quella dei neomelodici è una cultura che cerca comunque di fare del camorrista un eroe, del carcerato un personaggio positivo, mentre chi lo denuncia è un infame”.
La Camorra a Napoli è diventata anche produttrice e casa discografica:
si occupa di sovvenzionare i cantanti, di pubblicizzarli e di pagare le televisioni locali per la trasmissione dei loro video.
In alcuni casi la Camorra arriva persino a ideare e scrivere (vedi il Boss Luigi Giuliano) i testi che poi saranno cantati da questi “artisti”. Alcuni neomelodici come Lisa Castaldi arrivano a cantare certe canzoni dai titoli emblematici come “Il mio amico camorrista”, in cui si elogiano le qualità di un boss della camorra, o come “Femmena d’onore” in cui se la prende con i pentiti di camorra che denunciano tutto alla polizia. Altri come Fabrizio Ferri cantano “I drogati so buoni wajun”. Ciro Rigione in arte Ciro Ricci recentemente ha dichiarato in tv:“Il camorrista è uno che nel quartiere fa del bene alle persone, da il lavoro alle persone, da da mangiare alle persone.”

Il governo Berlusconi, il Presidente della Regione Bassolino e il Ministro della Cultura Sandro Bondi avranno mai il coraggio di prendere posizione sull’argomento? O il fenomeno viene considerato una faccenda di costume poco rilevante?


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