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LUXURIA CANDIDATA DEL PDL? “MAI ESCLUDERE NULLA NELLA VITA”, DICE A DIACOBLOG. MUSSOLINI: “LUXURIA E’ BRILLANTE, LA VORREI SOTTOSEGRETARIO AL POSTO DELLA SANTANCHE’ “

feb 10

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Wladimir Luxuria invita Ignazio la Russa, dopo la sua recente ‘apertura’ agli omosessuali nelle Forze armate, ad andare con lei in un locale gay; ma il ministro della Difesa, di destra e ‘macho’ (”come dice Fiorello”), la spiazza: ”ci sono gia’ stato”. Il siparietto e’ andato in scena ieri a ‘La vita in diretta’, su Rai Uno. Luxuria – dopo aver ammesso di aver a suo tempo evitato la naja proprio ostentando la propria condizione (”hanno visto come ero vestita e non mi hanno lasciato neppure aprire bocca: ‘lei e’ riformata’, hanno detto”) – ha sottolineato che ‘’spesso non ti accorgi che uno e’ gay”: negli ambienti di lavoro, come nelle caserme, la loro presenza passa il piu’ delle volte inosservata. A questo riguardo ha invitato il ministro ad andare con lei in un locale gay. ”Veramente una volta ci sono stato, ma tanti anni fa”, l’ha interrotta La Russa, tra l’incredulita’ – e gli applausi – del pubblico e degli ospiti. ”Non sapevo che era gay”, ha aggiunto, parlando de ”La muccassassina”, storico locale romano, nella cui gestione e’ stata coinvolta in passato proprio Luxuria. ”Era il 1990 – ha aggiunto – e mi porto’ una ragazza che si chiamava Marina. C’era anche un senatore dell’Msi, Resta, mentre io non ero deputato. Siamo entrati e ho subito detto: ‘C’e’ qualcosa che non quadra… Intanto fumavano tutti, e non sigarette. Poi…”. Poi si complimenta con l’ex parlamentare di Rifondazione comunista che, dice “ha fatto un grande lavoro alla Camera, migliore di quello svolto da tanti colleghi del mio partito”. Sposini provoca il Ministro: “La Russa non è che adesso candidate Vladimir nelle vostre fila?”, e La Russa si spertica ancora in complimenti per il l’ex deputato-transgender.

DiacoBlog, ospite in studio, assiste al siparietto e nota qualcosa di molto interessante: Vladimir e il Ministro La Russa non recitano davanti alle telecamere, si stimano reciprocamente e risulta non del tutto infondata la possibilità che Vladimir possa un giorno candidarsi per il Pdl.

Luxuria, che succede? Il Ministro La Russa ti riempie di complimenti e sostiene che in Parlamento hai lavorato di più di molti colleghi. Ti vedremo presto ospite delle liste del Pdl?

“Nella vita ho imparato a non escludere mai nulla, tutto è possibile, non sono alla ricerca di una poltrona, ma sicuramente mi farebbe piacere contagiare il centrodestra su certe questioni che non devono più essere affrontate ideologicamente o per partito preso. D’altronde ho sempre pensato che l’elettorato del centrodestra è più liberale dei suoi rappresentanti in Parlamento e le mie battaglie non sono mai state di parte perchè mi sono sempre confrontata con gli avversari politici , non mi sono mai sottratta al dialogo. Sono grata al Ministro La Russa per i complimenti e la stima dimostrata, e sono pronta a lavorare affinchè tutto l’arco parlamentare sia coinvolto in una seria riflessione sui diritti civili. Non ho mai avuto tessere di partito e non ho alle spalle una storia di militanza politica. Sono una persona libera e non ho alcun problema a dichiarare che apprezzo alcuni ministri del centrodestra per le aperture fatte sulle nostre questioni: in particolare Rotondi e Brunetta per i Di Do Re, la Carfagna per l’impegno su una legge sulla discriminazione sessuale e La Russa per la questione dei gay nell’esercito”

A questo punto, DiacoBlog chiede all’On. Alessandra Mussolini di commentare la dichiarazione di Luxuria.

On. Mussolini, Luxuria apre al centrodestra e non esclude di potersi un giorno candidare nelle fila del Pdl

“Io metterei Luxuria sottosegretario al posto della Santanchè. Luxuria è una persona brillante, acuta e intelligente. Noi siamo il Popolo della Libertà e Luxuria potrebbe sicuramente trovare uno spazio nel nostro partito. Comunque è più donna Luxuria che la Santanchè”.

IL GAY MAICOL E L’EX DONNA GABRIELE NON SONO DIVERSI DAI VARI CECCHI PAONE

nov 10

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di Pierluigi Diaco su “Libero“, diretto da Maurizio Belpietro

Che la Carfagna ce l’abbia con il Gf ci sta tutto: è un ministro, si occupa di pari opportunità, è una competente e affascinante icona del bon ton politico e fa il suo lavoro come si deve. Stupisce, invece, che il ruolo di moralizzatore lo faccia la comunità omosessuale italiana, a cui, a quanto pare, non va giù che gli autori del Gf abbiano inserito all’interno della Casa un gay dichiarato, Maicol, una ragazza con le fregole da maschiaccio, e un trans un po’ spocchioso ma sincero. Come è noto, il Gf non è un talk show e nemmeno un reportage, ma quanto di più squisitamente televisivo e commerciale si possa trasmettere sul piccolo schermo: mediocrità lessicale, modestia culturale, erotismo da caserma, pettegolezzo da bar, gossip da condominio. Tutti ingredienti, evidentemente, che aderiscono perfettamente alla società italiana e al pubblico televisivo, e che da sempre garantisco successo, visibilità, opinione, glamour. La tv risponde ad una regola ben precisa: raccontare cose verosimili è più intrigante e conveniente che raccontare la verità. D’altronde non è compito della tv popolare spacciare verità assolute, ma al contrario missione assoluta degli autori del Gf è iniettare all’interno dello show ingredienti umani che puzzino di vita, di società, di strada. Non importa che i modelli del Gf siano buoni o cattivi, credibili o no, perchè non spetta ad un programma tv educare e formare la personalità di un individuo, e nemmeno proporre esempi da seguire o da imitare. La tv intrattiene, monta la panna, semplifica, esorcizza, inventa e distrugge: è il suo bello, e la gente ha bisogno anche di questo. La gente urge di vite parallele, di sogni artificiali, di ambizioni semplici e moralità dissacrate. L’altro ieri il Direttore di Gay.it, Alessio De Giorgi, ha inviato una lettera al Gf sostenendo che Maicol non rappresenta tutti i gay che circolano fuori dalla Casa del Grande Fratello. Giusto! Ma nemmeno Luxuria, la Concia, Grillini e Cecchi Paone rappresentano dignitosamente i gay italiani, la maggior parte dei quali vive con sobrietà, pudore e semplicità la propria normalissima sessulità. Invece di prendersela con il Gf, non sarebbe il caso di fare autocritica e mandare nelle talk show “modelli” gay meno imbarazzanti, militanti, ideologici e retorici? Purtroppo la leggerezza è un valore poco praticato in Italia a tal punto da delegare al Gf compiti culturali da cui, fortunatamente, il reality show di sottrae con doveroso cinismo.

UN PRINCIPE ONOREVOLE ?

mar 1

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di Pierluigi Diaco per “Novella 2000″

Il Principe divide, piace, ma fa anche incazzare. Su Facebook e sui blog è destinatario di insulti, complimenti, invettive, richieste di fidanzamento e perfino di apprezzamenti per una sua possibile candidatura alle prossime elezioni Europee. Da un po’ di tempo si è affidato a una prestigiosa agenzia di comunicazione, perché, dice a Novella: «Ho bisogno di creare nuovo consenso intorno a me, «sentivo l’esigenza di un’operazione simpatia, trovo giusto che la gente conosca il vero Emanuele». «Emanuele Filiberto di Savoia è meglio quando balla che quando apre bocca», ha commentato Lamberto Sposini alla prima puntata di Ballando con le Stelle. « Sposini è Sposini. Siamo un po’ come il gatto e la volpe. Chiaramente lui è la volpe. Ma dietro le quinte abbiamo imparato a conoscerci. Grazie alla sua battuta, l’interesse su di me è aumentato e credo di aver convinto anche i più scettici». Il Principe, in questo periodo, non fa le ore piccole, pochi drink, sveglia alle sette e prove di ballo tutto il giorno.
«Ha visto come sono dimagrito? Mi sento benissimo. Ma dal 21 Marzo, torno su piazza. Penso che organizzerò una festa. Viene?».

L’ultima a cui abbiamo  partecipato entrambi è finita alle sei del mattino e risparmio ai lettori i particolari.

«Ecco, bravo. Acqua in bocca. Come sa,  amo tre cose: la mia
famiglia, lavorare e divertirmi. Anzi quattro: adoro cambiare casa».

Non mi dica che lascia quei meravigliosi 60 metri quadrati davanti al Campidoglio…
«Sì, sì. Troppo casino, traffico, rumore. Mi trasferisco a Villa Medici».

A Villa Medici? L’Accademia di Francia?  Non mi risulta ci siano appartamenti in affitto.

«Infatti non pago un euro. Sono ospite negli appartamenti di Frédéric Mitterrand, il nuovo direttore di Villa Medici, di cui sono amico da molti anni. Abiterò nella bellissima e panoramica stanza dipinta da Balthus. È una sistemazione piccola ma molto affascinante: un salotto e una stanza da letto. Reiventerò il mio stile di vita, del resto lo faccio ogni qual volta cambio
casa».

Quindi è in pieno trasloco?

«Già finito. Da lunedì scorso sono a Villa Medici».

Cosa ha portato dalla vecchia casa?

«Niente, solo vestiti».

Nemmeno una foto, un ricordo, dei libri?

«Adesso che mi ci fa pensare, con me porto sempre tre cose: una foto dei miei figli, una di mia moglie, e una madonnina che mi ha regalato mio padre. Era la madonnina che aveva con sé Vittorio Emanuele III nei campi di battaglia. Ho avuto in dono questo bellissimo oggetto circa venti anni fa, da papà».

Cambia casa, abitudini, stile di vita. Le è anche cambiato il conto in banca dopo aver firmato il contratto con Ballando?

(Ride) «Ancora con questa storia? La verità è che guadagno molto meno di quanto solitamente incasso quando partecipo come ospite ad un programma Mediaset».

Mediaset è una Tv commerciale e la Rai è un servizio pubblico. I cachet, spesso, sono diversi. Avrebbe meritato più denaro dalla Rai?

«Non sta a me dirlo. Sono contento e ringrazio Milly e Ballando per l’opportunità che mi hanno concesso».
È vero che, per ballare, le danno 500mila euro in totale?
«Falso, magari».

Quattrocentomila?

«Meno, molto meno».

Più di duecentomila?

«Ancora meno».

Non ci credo.

«Deve considerare che fatturo e ci sono le tasse da pagare»

Ma questo vale per tutti i liberi professionisti. Comunque vabbè, intorno ai 200 mila, ho capito. Come investe i suoi soldi visto che non deve nemmeno pagare l’affitto di Roma?

«Ha poco da ironizzare, ho tantissime spese. Mantengo io la mia famiglia. La casa di Parigi e tutto il resto. Comunque, io e mia moglie Clotilde abbiamo recentemente investito una cospicua somma di denaro in una casa in campagna. È una tenuta, produciamo olio e vino. Siamo a nord di Perugia, località Umbertide. Tra Perugia e Cortona. È un posto meraviglioso».

Perdoni se le faccio i conti in tasca, ma non gode pure del patrimonio di famiglia?

«Può scriverlo a caratteri cubitali:  non c’è alcun patrimonio di famiglia. Quando mio nonno partì dall’Italia, dopo il Referendum del ‘46, non portò nulla con sé in Portogallo. Non si è portato via niente».

Nemmeno qualche gioiello?

«Abbiamo ancora un po’ di gioielli, quadri e argenterie. Poca roba. Ci tengo a dire che mio padre si è fatto da solo e il patrimonio di famiglia di sua proprietà è il prodotto del suo lavoro,dei suoi sacrifici e del suo sudore.E io lavoro da quando ho 19 anni. Ho cominciato in banca e nel tempo ho maturato moltissime esperienze. Non siamo ricchi e anche io, come tutti, lavoro per mantenere la mia famiglia».

Quindi è orgoglioso di suo padre. Nessuna critica, nessuna riserva? Eppure di problemi con la giustizia ne ha avuti parecchi. Avrà commesso degli errori o no?

«Quando siamo tornati in Italia mio padre ha spalancato troppo facilmente le porte a tutti. L’entusiasmo di rimettere piede nel suo paese ha prevalso sul buon senso e sulla capacità di distinguere le persone in buona fede da quellearriviste, cattive e pericolose. L’unico suo errore è stato quello di fidarsi di persone che si sono dimostrate scorrette e inaffidabili. È stato sbattuto in prigione senza ragione e tutto si è sgonfiato rapidamente».

Il filone di inchiesta relativo al Casinò di Campione e trasferito alla Procura di Como è stato archiviato. Resta a Potenza la richiesta di rinvio a giudizio del Pm Henry John Woodcock per associazione a delinquere.

«Quell’inchiesta è stata una bolla di sapone, che però ha lasciato dei segni indelebili sulla nostra vita, sulla famiglia. Ci ha  tolto il sonno e l’armonia. Ma siamo forti e abbiamo reagito. Mio padre è  sempre stato un grande lavoratore».

Però, nella vostra famiglia, quella che sgobba di più mi sembra sua moglie.

«Sì e aggiungerei che lavora da quando è giovanissima. È stata meno fortunata di me e ha sofferto di più in gioventù. Ora è un attrice affermata, in Francia è un personaggio molto amato. Ed è anche una madre presente, attenta e premurosa».

Insomma, una famiglia ideale. Come mai, però, lei, Emanuele, stai sempre in giro? Una volta ha dichiarato che il matrimonio con Clotilde funziona perchè state lontani. Cosa vi unisce e cosa vi divide?

«Ci uniscono l’amore, l’amicizia, la comprensione, il rispetto e i figli. Clotilde è una donna molto coraggiosa e intelligente e ormai abbiamo instaurato un rapporto di autentica complicità. Comunque ci dividono molte cose, soprattutto perché abbiamo due visioni diverse della vita. Lei è una reazionaria con i piedi per terra, è impulsiva e concreta. Io sono un sognatore, un idealista, uno che fa continuamente progetti sul futuro. Lei non è mai ottimista, io sempre».

Clotilde recita a Parigi, lei balli negli studi Raiuno a Roma. Quando vi vedete?

«Questo periodo è tutto più complicato. Ma ogni domenica mattina prendo un aereo e raggiungo Clotilde e le bimbe. Poi il
martedì torno a Roma. Non riuscirei a stare troppo tempo lontano dalla mia famiglia e quando sono a Parigi porto sempre io le bambine a scuola e al parco».

So per certo che ha ricevuto dal Pdl la proposta di candidarsi alle Europee. Quando l’annuncio ufficiale?

«In verità ho avuto delle offerte di due partiti del centrodestra e sto ancora valutando la cosa. Comunque posso dire che credo molto nell’Europa e se fossi parlamentare europeo mi occuperei di creare occasioni di sviluppo per il Mezzogiorno attraverso i fondi europei. Poi un’altra cosa mi interessa in particolare: mi impegnerei per unificare le forze militari europee e creare un esercito unico».

Parla già da parlamentare. Vuole partecipare anche lei al commiato per il compagno Veltroni?

«Le sue dimissioni  sono avvenute in ritardo, avrebbe dovuto darle prima. Poi c’è un ragionamento generale che vale per tutti: basta con i soliti leader, ci vogliono più giovani».

Se è per questo il centrodestra ha messo al governo tre giovani ragazze: la Meloni, la Carfagna e la Gelmini. La cosa non le gusta? Sono anche molto carine o no?

«Sono tre ragazze molto in gamba e sono indubbiamente molto carine. La Meloni è un ottimo Ministro della Gioventù, la Carfagna fa progressi e la Gelmini è riuscita a fare la sua riforma. Ma c’è ancora molto da fare. Non mi dispiace la Prestigiacomo, fa il Ministro vero?».

Sì, è il Ministro dell’Ambiente. Comunque usa  un tono molto berlusconiano quando parla delle fanciulle del Pdl. Del resto lei e il Presidente Berlusconi avete da tempo un’amica in comune.

«Un’amica in comune? Di chi parla?».

Di Francesca  Dellera. La conoscete bene tutte e due, mi sembra.

«Io non conosco la vita privata del Cavaliere ed è già un miracolo che ricordo la mia».

Ma lei e la Dellara avete avuto una storia.

«È una donna che ha contato molto nella mia vita. È molto tempo che non la vedo e non la incontro. Non le nascondo che mi
piacerebbe rincontrarla. Comunque tornando a Berlusconi, in comune abbiamo certamente altre cose».

Che vi piace fare le ore piccole?

«No,  no, cose molto più serie, come per esempio l’amore per la giustizia e la battaglia contro la parzialità di certa magistratura. Lo stato di salute della giustizia in Italia è lo stesso stato che per 17 anni ha avuto Eluano Englaro: uno stato vegetale. Ci vuole la certezza della pena, più velocità nei processi, più obiettività».

Insomma, posso chiamarla Onorevole?

«Per ora è ancora presto».

IO, BERLUSCONI E LA CARFAGNA. PARLA MISS PARLAMENTO, L’ON. LAURA RAVETTO

nov 6

di Pierluigi Diaco per “Novella 2000″

In un momento in cui la Gelmini è sotto attacco per la scuola, la Prestigiacomo è in lite con l´Europa sul clima, la Carfagna ha inaugurato una campagna di ospitate tv per rifarsi dello scandalo intercettazioni, volevamo parlare di di donne e potere, bellezza e pregiudizi
con la deputata del Pdl incoronata Miss Parlamento dai colleghi. Ma quando il nostro inviato si è trovato di fronte questa ex avvocatessa di Cuneo, bella, alta, biondissima, non ha resistito a chiederle tutt´altro…

«La pregherei di non mettersi a braccia conserte davanti a me. Non giochi sulla difensiva».
L´onorevole Laura Ravetto, mi arringa a un tavolo del Bolognese di Roma.
«Lei è una jena», ribatto io. Poi, con la solita paraculaggine: «Ma è anche dolcissima, bellissima, fantasticissima». «Diaco, lei mi fa paura», sentenzia lei.
«Lei no», rispondo io.
Fuori, i flash dei fotografi immortalano la scena, il mio ego innoridisce. Lei: «È inutile che si innevorsisce. Mica scrive per il Corriere della Sera».
Lei ordina un po’ di culatello. Comincia l´intervista con la due volte deputata del Pdl considerata dai colleghi di Montecitorio e Palazzo Madama Miss Parlamento. Reginetta di bellezza di uno schieramento comprensivo di molte sventole, da Nunzia Di Girolamo a Elvira Savino, da Fiorella Ceccacci fino a, ovviamente Mara Carfagna.

Di lei si dice che sia una grande stronza…
«Non gliel’ha detto nessuno, si capisce benissimo che lo pensa solo lei».
Io lo penso. Ma siamo in tanti.
«Faccio di tutto per essere una persona gradevole, ma non si può piacere a tutti».
A me piace così: molto stronza.
«Bene».
L´hanno definita perfino Miss Parlamento. Immagino che la definizione sia di suo gradimento.
«Ho sempre pensato che sia impossibile che qualcuno mi abbia definito così. Comunque, la cosa mi diverte».
Non avrebbe preferito Miss maglietta bagnata?
«Lei è perfido. Guardi che sono orgogliosa della mia assenza di forme».
Dicono pure che lei si sente un po’ la Coco Chanel dela politica.
«Lei è in malafede. Sono stata io a dire che ammiro Coco Chanel: rappresenta un modo meraviglioso di essere donna».
E lei che donna è?
«Tenace, dedita al lavoro, determinata, paziente. Ho un mio altrove, ma lo conoscono solo gli amici più intimi».
E il suo compagno Stefano lo conosce il suo altrove?
«Certo, stiamo insieme da otto anni, un giorno ci sposeremo. Ci siamo conosciuti otto anni fa a una festa a casa di amici. Chiaramente l’ho corteggiato io».
“Chiaramente”? E perché mai?
«Lo corteggiai per prima perché capii subito che era quello giusto per me. Lui ci ha messo più a tempo a convincersene».
Però sono anni che lei dice che si sposerà e non si sposa mai. Lei stessa ha detto che lui nicchia. È la solita storia dell´uomo Peter Pan?
«In generale i trenta-quarantenni di oggi sono un po´ intimiditi dalle coetanee. Alcuni sostengono che sia colpa nostra che risultiamo aggressive, ma io penso invece che gli uomini debbano ancora abituarsi alla nostra conquistata indipendenza. Alle mie amiche dico sempre che dovremmo ricordarcene quando saremo madri di figli maschi: meglio abituarli da piccoli».
Vabbè e quella sera come fu il primo approccio?
«Abbiamo parlato di diritto della concorrenza».
Due giovani avvocati che attaccano bottone parlando di diritto. Che noia!
«Lei crede? Stefano è una persona molto profonda, ma non ci siamo certo innamorati così».
E come?
«Ci siamo frequentati e poi…».
Poi?
«Poi sono affari miei».
Ma quella chiacchierata sul diritto alla concorrenza è stata minimamente erotica?
«Per nulla erotica».
Ravetto, ma lei è noiosissima.
«Diaco, non mi provochi, ché mi sta simpatico».
Anche lei. È bella, competente e pure stronza. Adoro!
«La smetta. Sono una donna impegnata in politica. Si contenga».
Ci provo. Si è depressa per non esser stata nominata ministro o sottosegretario?
«Francamente sono molto serena. Sono presidente di una commissione bicamerale, quella della delegazione italiana presso l´Assemblea parlamentare dell´iniziativa centro-europea».
Si dice che presto Berlusconi varerà nuove nomine.
«Per ora lavoro con passione in parlamento. Poi per il futuro… Ogni decisione dipende dal presidente del Consiglio e dal direttivo del mio partito».
La Carfagna le ha fatto le scarpe. Siete amiche?
«Ci conosciamo. In Parlamento non si alimentano amicizie, ma rapporti professionali».
Insomma non è invidiosa?
«No. Sono serena e sono al servizio della politica. Lavoro per il bene del Paese».
Un politico che lavora per il bene del Paese, immagino che in privato abbia bisogno di leggerezza. Guarda l’Isola dei Famosi?
«Non ho mai guardato una puntata».
Bugiarda.
«È la verità»
Non ci credo.
«Guardo tutti i talk politici e i programmi di Piero Angela su Raitre».
Scusi, ma quello su Raitre è Alberto Angela.
«È vero, è pure sempre un Angela».
Parliamo di cose più consone a lei. Quanto è attratta dal potere?
«Non lo sono ».
Sì, vabbè. E io allora non sono attratto dalla notorietà. Sta di fatto che è sempre stata attratta da Berlusconi.
«Nemmeno. Berlusconi è il mio Presidente. Ha creduto in me. Mi ha permesso di fare politica. E un innovatore. Una persona che ha fiducia nei giovani e valorizza che loro competenze».
Torniamo un attimo a Piero o Alberto Angela. Mi racconti di una puntata che ha visto di recente.
«Una sull’Uruguay».
Sull’Uruguay?
«Certo, un posto dove sono anche stata».
Viaggia molto?
«Ora ho meno tempo».
Ci torniamo insieme?
«Con lei al massimo vado a fare shopping».

Ci salutiamo. Sei ore dopo, ricevo un sms. Questo:
«Comunque confesso. Sono attratta da Berlusconi. Ma dal suo cervello, non dal suo potere, giuro. Le ho detto la verità oggi. Ogni tanto chiami, per parlare di politica e di libertà. Ps. Non sto cercando invano di attuare tecniche di illusioni erotiche come le ha definite lei oggi». Laura R.


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