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BERLUSCONI, COME AL SOLITO, HA DECISO CON ISTINTO ANIMALESCO: MICCICHE’ CANDIDATO, MA LOMBARDO PRESIDENTE “ONIRICO” DELLA REGIONE SICILIANA

Feb 18

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Silvio Berlusconi, con la maestria che gli conviene, tenterà domani mattina di dissuadere Raffaele Lombardo dal suo disegno: il leader di MPA vorrebbe non solo candidarsi alla Presidenza della Regione Siciliana in nome del Popolo della Libertà, ma di conseguenza farsi “pacere” tra l’Udc e il PDL. Inoltre Lombardo punta a presentare il suo partito, simbolo compreso e con l’apparentamento, dalla Toscana in giù. E udite, udite! Pare che “il Bossi del Sud” voglia perfino presentarsi al Senato, contro il PDL, insieme all’Udc. Del resto questo scenario consentirebbe a Lombardo di fare di MPA un movimento nazionale, di diventare Presidente della Regione dei “Cannoli” e di aiutare il suo amico Salvatore Cuffaro. Intanto Miccichè, sereno e con i nervi saldi, domani si presenterà in riunione dal Cavaliere con già una piccolo eredità in mano: i sondaggi interni a FI rivelano che l’ex Presidente dell’Assemblea regionale è amato e apprezzato, al di là di ogni aspettativa, dal popolo del centrodestra siciliano.

Annozero, Diaco: “Non tifo Cuffaro”

Feb 1

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“Dovere della Rai è pluralismo”

Il pluralismo e la completezza è un dovere della Rai che ad Annozero Santoro ignora. Io non parteggio per nessuno, tantomeno per Cuffaro. Sono un giornalista libero e nelle mie trasmissioni ospito solo confronti tra le parti”. Lo ha detto il giornalista Pierluigi Diaco a Palermo in una conferenza stampa in seguito alle polemiche per la puntata della trasmissione della Rai in cui è stata mostrato il reportage “La mafia è bianca”.

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DOCUMENTO/ ESTRATTI DEL FACCIA A FACCIA TV TRA CUFFARO E GLI AUTORI DEL DOCUMENTARIO “LA MAFIA E’ BIANCA”

Gen 30

GIOVEDI’ SERA SANTORO MANDA IN ONDA “LA MAFIA E’ BIANCA”

Gen 30

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(ANSA) - La vicenda di Toto’ Cuffaro, la sua condanna e le dimissioni da governatore della Sicilia saranno al centro della puntata di Annozero in onda giovedi’ prossimo su Raidue alle 21,05. La puntata proporra’ ampi stralci del reportage ‘La mafia e’ bianca’. E dall’entourage di Michele Santoro fanno sapere di aver gia’ ricevuto una diffida dall’ex governatore a mandare in onda gli estratti del docu-film. Il documentario analizza principalmente la gestione della sanità in Sicilia. Vengono descritti soprattutto i rapporti tra mafia,manager,imprenditori sanitari, e politica con lo stesso Cuffaro fra i protagonisti. L’inchiesta (dvd +libro con la prefazione di Michele Santoro), pubblicata nel 2005 da Bur (Biblioteca Universale Rizzoli), fece infuriare l’ex governatore ma, alla fine della vicenda giudiziaria, a gennaio del 2006, il Tribunale Civile di Bergamo diede torto a Cuffaro: nessuna trama denigratoria ne’ nel libro, ne’ nel Dvd. L’ex governatore aveva chiesto il ritiro del cofanetto degli scaffali delle librerie: la richiesta fu respinta e ora il reportage puo’ essere anche visto dall’ampia platea della televisione pubblica.

SICILIA/ORLANDO: “FACCIAMO LE PRIMARIE PER IL CANDIDATO, MA PRIMA CI VUOLE UN CODICE ETICO TRA LE FORZE POLITICHE”

Gen 27

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On.Orlando, Cuffaro si è dimesso. Inizia la campagna elettorale in Sicilia. Lei si ricandiderà alla Presidenza della Regione?

“Per adesso è presto parlare. Come del resto presto è dire se sarà o no la Borsellino a guidare la coalizione del centrosinistra. Io sostengo che ci sia bisogno di fare le primarie. Ci vuole una candidatura veramente alternativa. Ma prima ancora è urgente che tutte le forze politiche si mettano d’accordo su un codice etico, ci vuole un accordo sui valori. Voglio essere più chiaro: siccome è un errore pensare che tutto il bene sia da una parte,e il male da un’altra, prima di tutto, quindi, è importante fare pulizia anche dentro le forze del centrosinistra: negli ultimi anni taluni esponenti dell’opposizione in Sicilia hanno usufruito, per questioni personali o familiari, della gestione del potere da parte del Governo di Totò Cuffaro”.

INTERVISTA A TOTO’ CUFFARO

Gen 22

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Presidente Cuffaro, se durante il dibattito d’aula dovesse percepire un clima ostile, ci vorrà più coraggio a restare al governo della Sicilia o a dimettersi? E lei cosa farà?

“Ci vorrà senz’altro più coraggio a restare che a lasciare tutto e ritornare a vivere da privato cittadino. Ma io come Gandhi penso che “Nulla si ottiene senza sacrificio e senza coraggio. Se si fa una cosa apertamente, si può anche soffrire di più, ma alla fine l’azione sarà più efficace. Chi ha ragione ed è capace di soffrire alla fine vince”. Ed io che le mie scelte le ho sempre fatte apertamente avrò il coraggio di non fuggire e restare a governare la mia meravigliosa terra così come i siciliani mi hanno chiesto e continuano a chiedermi”.

Quali sono le cose di cui và più orgoglioso della sua azione di governo?

“In questi sette anni di Governo, la Sicilia è cambiata. E’ crescita sia in termini di prodotto interno lordo, sia in termini occupazionali che dal punto di vista della fiducia dei cittadini che ora finalmente invertendo una tendenza decennale ispirata alla ricerca del posto fisso o delle provvidenze dello Stato e sono diventati imprenditori. Imprenditori che hanno il coraggio di dire no alla mafia e al racket. Non credo di essere presuntuoso se affermo che il merito è dei siciliani, che hanno deciso di cambiare, ma forse un pò è anche dell’azione del mio Governo.
Molti sono i provvedimenti di cui vado orgoglioso, da quelli per risolvere il drammatico problema della emergenza idrica, a quelli per eliminare l’emergenza rifiuti, al pieno utilizzo dei fondi Europei ma ciò che più mi rende orgoglioso è il fatto che tutto ciò si è realizzato con il massimo della traparenza e legalità.
E proprio nel campo della tutela e della promozione della cultura della legalità che abbiamo profuso forse il maggior impegno anche in termini di risorse economiche. Lo abbiamo fatto nella certezza che, per debellare il cancro mafioso servono atti concreti e non facili slogan retorici.
Parallelamente è proseguita la nostra azione volta a realizzare in Sicilia, uno sviluppo reale che sia da deterrente alla criminalità, perché sono convinto che ogni posto di lavoro onesto sia un’occasione in meno per la mafia. L’azione del governo è stata rivolta a tutti gli ambiti che potrebbero essere permeabili a fenomeni di infiltrazione mafiosa. Come ad esempio il settore degli appalti. Fra gli atti più significativi: il recepimento della normativa quadro nazionale in materia, l’emanazione della legge regionale con la quale sono state istituite nove stazioni appaltanti presiedute da prefetti e questori e magistrati in pensione e la sottoscrizione del protocollo di legalità con l’Autorità di vigilanza sui Lavori pubblici sia nel settore delle acque, sia dei lavori pubblici. Nella gestione dei fondi comunitari il governo regionale ha introdotto misure assolutamente innovative di efficace contrasto alla criminalità organizzata, tanto da essere state poi mutuate da altre regioni italiane, quale ad esempio il protocollo siglato con la Guardia di Finanza per il controllo di gestione dei fondi di Agenda 2000. Questo strumento ha consentito di raccogliere i frutti del lavoro fatto, come dimostrano i dati contenuti nel giudizio generale di parificazione della Corte Dei Conti circa le segnalazioni di irregolarità e frodi. Con coraggio ci siamo assunti la responsabilità di scelte ben precise quali quelle di chiudere 300 discariche abusive e aprire 30 discariche controllate, l’emanazione della direttiva annuale generale di indirizzo volta a garantire la trasparenza degli atti amministrativi, le iniziative in favore di vittime di reati di tipo mafioso, l’abbattimento dell’Irap per le imprese che si ribellano al racket del pizzo, l’insediamento del tavolo del partenariato che coinvolge tutti i soggetti attivi del territorio dalle organizzazioni sindacali alle organizzazioni datoriali che ci aiuteranno nelle scelte da operare per uno sviluppo compiuto del nostro territorio.
Il governo della Regione ha anche realizzato una molteplicità di interventi che hanno come obiettivo la diffusione e divulgazione della cultura della legalità. Basti ricordare gli interventi sul piano formativo delle giovani generazioni, con campagne di educazione alla legalità mirate a tutte la popolazione scolastica di ogni ordine e grado sia attraverso il finanziamento di progetti proposti dalle scuole sia attraverso gli interventi previsti dal progetto legalità in memoria di Paolo Borsellino. In questo ambito basta ricordare il progetto “ i pizzini della legalità”. Sono stati poi finanziati progetti di recupero dei giovani reclusi nei carceri minorili della nostra regione allo scopo di favorire il loro reinserimento nella società. Sostegni sono stati erogati a numerosi consorzi che operano nel contrasto dei fenomeni estortivi e dell’usura. Un ingente investimento di risorse economiche è stato fatto, poi, per realizzare interventi infrastrutturali in favore delle forze dell’ordine, quali, per citarne alcuni, il programma di interventi per la realizzazione di opere di interesse sociale e di infrastrutture primarie, attraverso il quale sono stati finanziati 9 interventi per un valore complessivo di circa 8milioni 200 mila euro, il finanziamento della ristrutturazione dell’adeguamento di un capannone da adibire a laboratorio di indagine chimica della Polizia Scientifica, la cessione di un immobile regionale alla Prefettura di Palermo, quale nuova sede del commissariato San Lorenzo, il protocollo d’intesa fra Regione siciliana, Comune di Palermo e Ministero dell’Interno per facilitare l’iter di realizzazione del polo funzionale della Polizia di Stato a Palermo, previsto dall’accordo di programma quadro “Carlo Alberto Dalla Chiesa” siglato fra Regione siciliana e i Ministeri dell’Interno e delle Finanze.
Ho scelto anche di utilizzare una quota consistente dei fondi riservati a mia disposizione per finanziare gli interventi in favore delle forze dell’ordine, perché solo sostenendo concretamente questi presidi di legalità si può realmente contribuire alla lotta alla mafia. Per supportare l’azione della Magistratura il governo regionale ha fortemente voluto l’approvazione della legge regionale 6 del 31 maggio 2006, ed ha scelto di promulgarla egualmente, nonostante l’impugnativa del Commissario dello Stato e di difenderne l’impianto presso la Corte Costituzionale, che, successivamente, ha avallato la scelta del governo regionale. Attraverso questa norma è stato possibile predisporre un piano straordinario di interventi in risorse umane e materiale in favore della giustizia ordinaria e delle giurisdizioni speciali nonché delle Avvocature distrettuali dello Stato. Per dare corso a tutta la procedura la spesa impegnata complessivamente è stata di quasi 2 milioni di euro”.

Si aspetta una condanna a cinque anni?

“No. Perchè ho la consapevolezza di non aver compiuto gli atti che mi vengono attribuiti, e sono certo di riuscire a dimostrare la mia totale innocenza anche per queste residue accuse nei successivi gradi di giudizio. Credo di aver ampiamente dimostrato di avere fiducia nella magistratura rinunciando per ben due volte all’immunità parlamentare e scegliendo di farmi giudicare. La mia fiducia resta immutata e così il mio rispetto per l’istituzione, chiedo solo che anche gli altri dimostrino lo stesso rispetto”.

Cosa risponde a Miccichè che l’accusa di essere lei a dare l’immagine di “presidente dei cannoli” e quindi non i suoi detrattori a descrivarla così?

“Ribadisco per l’ennesima volte e solo per amore di verità che non ho nè festeggiato né esultato, perché sono perfettamente consapevole del peso della condanna a mio carico. Ho solo detto, e lo ribadisco da tre giorni, per chi vuole ascoltare la verità, che ho provato conforto per una sentenza che stabilisce che io non ho mai favorito né la mafia né i singoli mafiosi. L’ho detto e lo ribadisco, non sento nessuna voglia di festeggiare, evidentemente a qualcuno fa comodo strumentalizzare, anche i gesti più normali della buona creanza com’ è quello di offrire un caffè ai giornalisti intervenuti alla conferenza stampa.
Ed è vergognoso strumentalizzare il fatto che abbia sollevato un vassoio (portato in buona fede da qualcuno dei tantissimi che si sono stretti a me per abbracciarmi) come i tanti giornalisti presenti possono testimoniare al solo scopo di toglierlo dal tavolo dove ci stavamo sedendo per fare la conferenza stampa. Io dico che a nessuno auguro il calvario che abbiamo vissuto in questi lunghissimi cinque anni io e la mia famiglia, ma, quelli che come me hanno dovuto sopportare per tanti anni il dramma di una accusa così infamante credo possono comprendere come ci si senta ad essere sollevati da un’accusa così pesante. Almeno in questo chiedo di essere capito”


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