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LA NUOVA CASTA ITALIANA

Apr 27

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“La Nuova Casta italiana si chiama “Cultura”. La Cultura, quasi mai quella popolare, è stata sbandierata dal centrosinistra e utilizzata, per non dire consumata, sui palchi di questa noiosissima campagna elettorale. Uomini e donne del cinema, della musica, dello sport, della letteratura si sono prestati ingenuamente, servilmente, e senza pudore alcuno, a sostegno di candidati che in nome di una supponente superiorità morale, credono ancora di poter conquistare consenso esibendo in pubblico le loro passioni. Cantautori, attori, comici e conduttori tv anche stavolta hanno travestito da impegno civile quell’ansia da prestazione abituale nelle persone di spettacolo in cerca di sponsor politicamente corretti. Il risultato delle elezioni politiche dice una cosa chiara: che si può ascoltare un disco di Ivano Fossati, leggere un libro di Sandor Marai, sfogliare il Manifesto, il Foglio, tifare Francesco Totti, apprezzare Monica Guerritore, e votare Lega nord senza vergogna alcuna. Il paese è più liberale e maturo di quanto si possa immaginare, e la cultura, popolare e non, non può (e non deve) essere utilizzata come arma di ricatto politico. Libera Cultura e libero stato! ”

di Pierluigi Diaco per “Il Foglio”

LUXURIA NON VOTERA’ A ROMA, MA IN SICILIA. TRA RUTELLI E GRILLINI? NESSUNO DEI DUE

Apr 7

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L’On. Vladimir Luxuria è in Sicilia, a Licata, in prov di Agrigento. Il deputato è contento, perchè “qui la gente sta reagendo con entusiasmo alla mia candidatura”. Poi la notizia: pur essendo residente a Roma, non voterà nella capitale, ma in Sicilia. Tra Rutelli e Grillini? Nessuno dei due.

Neanche un insulto per la strada?

” Neanche uno. I siciliani mi adorano. Per le strade, nei mercati, tra la gente ricevo solo strette di mano e sorrisi. Culturalmente parlando la Sicilia è la regione più “transgender” d’Italia: qui le culture si mischiano veramente”.

Ma è vero che lei, pur essendo residente a Roma, non voterà nella capitale ?

“E’ vero. Io non voterò a Roma, ma in Sicilia, perchè, come prevede la legge, posso votare dove sono candidata”.

Si sottrae quindi dalla scelta del sindaco della città dove vive da anni. Se avesse votato avrebbe sostenuto Rutelli o Grillini?

“Non avrei votato per Rutelli”

E per Grillini?

“No Comment”

VOTO ‘08: 7.000 CANDIDATI, 1 SU 10 SOTTO I 30 ANNI

Mar 17

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Piu’ posti ai giovani nelle liste elettorali per le prossime elezioni, ed anche alle donne che, in moltissimi casi, non occupano posti eleggibili. Una tendenza, quella dello svecchiamento dei candidati, comune a tutti i partiti, con una accentuazione maggiore nel Pd e nella Sinistra Arcobaleno.Secondo Il Sole 24 ore, tra le liste per la Camera e’ il partito socialista ad avere l’eta’ media dei candidati piu’ alta a 49,09.

Seguono il Popolo delle Liberta’ con 48,7 anni, la Destra (48,44), l’Udc (48,19), l’Italia dei Valori (47,93).

L’eta’ media si riduce a 45,03 nelle liste del Partito Democratico, a 44,60 nella Lega Nord, a 44,58 nella Sinistra Arcobaleno.

Nel complesso, su 7.000 candidati uno su dieci e’ sotto i trent’anni, mentre la categoria piu’ rappresentata e’ quella dei trentenni con il 27,7% dei candidati.

Quarantenni sono il 26%, i cinquantenni il 23,9%, gli ultrasessantenni il 12%.

Al Senato, dove per entrare il lista sono richiesti minimo quarant’anni, il primio posto per eta’ media spetta alla lista dei Grilli Parlanti con 62,57 anni, nel partito socialista la media e’ di 58,20 anni, nell’Udc e’ di 56,22 anni, nel Popolo della Liberta’ di 55,64 anni.

Tra gli ultimi posti il Partito Democratico con 53,35 anni e la Sinistra Arcobaleno con 53,81 anni.

Quanto alla presenza di quote rosa, prendendo in considerazione le liste del Senato la Sinistra Arcobaleno ha una situazione di quasi parita’, con il 41,8% di donne e 58,2% di uomini, degue il Pd con il 39,8% di donne e il 60,2% di uomini.

Nel partito di Silvio Berlusconi i candidati uomini battono di gran lunga le donne, 85% contro 15%, stessa suddivisione nell’Udc mentre nella Destra, che candida premier Daniela Santanche’, nelle liste la presenza femminile e’ solo al 13,6%. (ASCA)

LISTA PRO-LIFE: FERRARA GUIDA IL MOVIMENTO PER LA VITA

Feb 12

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Il giornalista Giuliano Ferrara ha deciso di candidarsi alle prossime elezioni politiche con una sua “lista pro-life” correndo con il centrodestra o da solo. “Il centrodestra sarebbe il luogo naturale di una lista così”, ha spiegato Ferrara in un’intervista apparsa oggi sulle pagine del Corriere della sera. Recentemente Ferrara ha dato avvio a una campagna di stampa del suo quotidiano “Il Foglio” contro l’interruzione volontaria di gravidanza, chiedendo una “moratoria sull’aborto”. I principi del pensiero di Ferrara, spiega lui stesso, sono tre. Il primo: nessuna donna è obbligata a partorire; secondo: nessuna donna deve essere perseguita legalmente perché abortisce; terzo: l’aborto è un male, va sradicato, non può essere utilizzato come strumento di controllo delle nascite, come avviene quando le donne sono obbligate i incentivate ad abortire. “Il sondaggista Pagnoncelli ha rilevato che una lista come la nostra avrebbe di sicuro il 4%, forse il 6%. Se Berlusconi rispondesse di sì all’apparentamento lo sbarramento sarebbe al 2%: riuscirei ad andare in Parlamento con un gruppo di persone che farebbe questa battaglia culturale“, ha detto Ferrara aggiungendo che in vista della candidatura lascerà l’emittente La7 dove conduce il programma “Otto e mezzo”. Se invece - prosegue Ferrara - “Berlusconi resiste, per chissà quali ragioni che non saprà spiegare né a me né a se stesso, andrò avanti. Gli proporrò di apparentarsi con noi in alcune regioni al Senato”. Ferrara ha chiesto al leader del Pdl di dargli una risposta “in fretta”. Rispondendo alla giornalista che gli chiedeva se andando da solo non farà perdere voti al centrodestra, Ferrara ha detto: “No. Pagnoncelli dice che prenderò voti a sinistra”. Il giornalista ha detto che nelle sue liste “ci saranno alcuni collaboratori de ‘Il Foglio’, esponenti del movimento della vita” e che l’ingresso verrà proposto anche alla scrittrice Susanna Tamaro e ad altre donne e uomini liberi. (Reuters)

 

ESCLUSIVA/DIACOBLOG. EKMA: INTENZIONI DI VOTO.

Gen 25

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DATI FORNITI DA EKMA. ANALISI DI LUIGI CRESPI

Si vota e i sondaggi acquisiscono in questa fase politica del nostro Paese una particolare importanza perchè, come ho già avuto spesso modo di dire, rispetto alle elezioni di due anni fa l’offerta politica odierna è quasi completamente cambiata. C’è il Partito della Libertà di Berlusconi, il Pd, la Destra di Storace, oltre alle varie Cose bianche, rosse, verdi, gialle e questo non potrà far altro che incidere sulle scelte dell’elettorato. Ma sono cambiati anche i rapporti tra le forze politiche: le polemiche violentissime tra Fini, Casini e Berlusconi non si può immaginare che non lascino traccia nella memoria degli elettori, come ancor più devastante ovviamente, è stata l’esperienza dell’Unione dove è improbabile che si potrà trovare ancora nella stessa coalizione Diliberto con Di Pietro o Dini. Quindi abbiamo sottoposto al nostro campione non il solito schema, ma uno più attuale, magari con qualche forzatura o interpretazione che aggiusteremo nel tempo, quando il quadro dell’offerta politica si chiarirà. Nessuno però faccia l’errore di guardare alle prossime elezioni politiche sia se ci saranno a marzo o a giugno, sia se si terranno con questa o qualsiasi altra legge elettorale con i parametri del passato. Nulla secondo me può essere dato per scontato ed al di là dei sondaggi, strumento di riflessione e valutazione dei cittadini nel momento in cui vengono proposti, io so che veramente in questa occasione potremmo trovarci di fronte a risultati clamorosi.
Ma veniamo ai dati del sondaggio:
la Cosa di Berlusconi raccoglie il 49,3% dei consensi ed è formata da Forza Italia/PdL al 28,0%, Alleanza Nazionale al 10,0%, Lega Nord al 7,0%, La Destra di Storace al 3,3% e con un 1,0% degli altri partiti della coalizione e di coloro che hanno dichiarato di votare per la coalizione ma non hanno deciso il partito.
La Cosa Bianca ha l’11% dei consensi e aggrega l’UDC al 3,0%, l’Italia dei Valori di Di Pietro al 3,8% e coloro che hanno dichiarato di votare per la Cosa Bianca ma non hanno deciso il partito, pari al 4,2%.
Il Partito Democratico ha il 26,4%.
La Cosa Rossa all’8% comprende Rifondazione Comunista al 3,0%, i Verdi all’1,2%, i Comunisti Italiani all’1,0%, la Sinistra Democratica allo 0,7% e coloro che hanno dichiarato di votare per la Cosa Rossa ma non hanno deciso il partito, pari al 2,1%.
Gli altri partiti: i Radicali all’1,8%, il Partito Socialista al 2,5% e l’Udeur allo 0,5%, gli altri partiti allo 0,5%.
Gli indecisi sono il 40,0%.
Dalla mera esposizione dei dati ci si rende conto di una certa dinamizzazione dei dati, ma come ben sappiamo le campagne elettorali sono in grado di controvertire i risultati, dobbiamo fare tesoro dell’esperienza che ha visto Berlusconi recuperare in campagna elettorale dieci punti in meno di due mesi, a riprova che servono per convincere gli elettori. Ma questa avrà tre protagonisti: da una parte Berlusconi che almeno in campagna elettorale ha dimostrato di essere sempre il più bravo, dall’altra c’è Veltroni, l’americano, che ha gettato tutte le premesse necessarie per impostare una campagna tutta sul rinnovamento e la novità, insomma cercherà di incarnare il modello Obama, ci riuscirà? Sara credibile? Convincente? L’altro protagonista sarà l’in-politica, difficilmente interpretabile da Veltroni e Berlusconi, e dove lo stesso Di Pietro dopo due anni di governo non è totalmente credibile. Sono quindi curioso di vedere cosa farà Beppe Grillo, come interpreterà questa campagna elettorale: sostenendo qualche candidato? Si limiterà a partecipare con le sue liste alle amministrative? O sarà un protagonista? E’ chiaro che Grillo non è più un comico, ha attaccato l’establishment politico a testa bassa e se la sua denuncia non si trasformerà in qualche modo, in qualche forma in un’offerta politica sarà derubricato come uno dei tanti abbaiatori alla luna che di tanto in tanto appaiono sul proscenio italiano.
E’ evidente che la mera osservazione dei sondaggi in questo momento dia la peggiore delle rappresentazioni ai partiti che appartenevano all’Unione e che il sondaggio fatto nelle ore precedenti alla rovinosa caduta del Governo consegna una rappresentazione che peggiore non può essere, ma qualcuno ci insegna che al peggio non c’è limite, quindi nelle prossime settimane con un’attenta osservazione dei trend e uno scenario politico più certo capiremo dove sta andando il nostro Paese.

MINI-INTERVISTE (1) RISPONDE IL SEN. WILLER BORDON

Gen 10

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TRE DOMANDE AL SEN. BORDON, PROSSIMO CANDIDATO A SINDACO DI ROMA

Il senatore Willer Bordon ha annunciato recentemente la propria candidatura a sindaco di Roma, preannunciando primarie a fine gennaio. Bordon ha invitato Walter Veltroni a scegliere tra la carica di neo segretario del Pd e quella di sindaco. L’ho chiamato al cell per rivolgergli tre domande.

P.S. Vi preannuncio, inoltre , che su questo blog troverete spesso mini-interviste a uomini politici e leader di partito. Ma cominciamo con Willer.

Sen. Bordon, cosa ne pensa delle parole del Papa sul disagio nella città di Roma? La destra ha strumentalizzato le parole del Santo Padre o anche a lei pare evidente una responsabilità politica del Sindaco?

Bordon: ” Alcuni giudizi del Papa, per come sono stati lanciati e raccolti dall’opposizione, mi sembrano francamente eccessivi , ma colgono certamente alcuni elementi reali. A Roma ci sono molte cose non risolte: sicurezza, degrado assoluto in alcune zone della città, viabilità e traffico, le strade, il problema della casa e del caro-affitti. Tutto questo dipende anche da un’anomalia: se il primo mandato di Veltroni è stato buono e quindi premiato dai cittadini, il secondo invece è influenzato negativamente dal doppio incarico. Come è noto, ho detto direttamente a Veltroni quello che penso: avrebbe dovuto scegliere se continuare a fare il sindaco o spendere tutto il suo tempo a guidare il Pd ”

Lei ha annunciato che alle prossime elezioni si candiderà a Sindaco di Roma. Ha la sensazione che gli elettori romani del Pd siano delusi dell’attuale gestione capitolina?

Bordon: “Io non mi candido per un elettorato o per un altro. Io mi candido per governare bene la città, in nome di tutti i cittadini. Non parlerò solo all’elettorato del Pd ”

Sen. Bordon, è pronto a far cadere il governo?

Bordon: “Non si può andare avanti così. Non c’è più una maggioranza nè politica nè numerica . Urge quindi ricostruire un’iniziativa che ricomponga la maggioranza o suggerisca un nuova, e credo inevitabile, strada”


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