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EMANUELE FILIBERTO:”AL TEATRO ARISTON CON GRANDE UMILTA’ “

dic 21

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(AGI) “L’umilta’ sara’ la mia bussola in questa avventura sanremese”. Lo dice Emanuele Filiberto Di Savoia a Pierluigi Diaco che lo intervista su “Il Clandestino”, domani in edicola. “So di non essere un cantante, come non ero un ballerino prima di partecipare a ‘Ballando con le stelle’ – osserva Emanuele Filiberto -. Per questo per la partecipazione al Festival di Sanremo sul palco con me avro’ due veri professionisti. Pupo, che e’ uno dei pochi cantanti italiani ad aver venduto oltre 20 milioni di dischi nel mondo e molte delle sue canzoni sono conosciutissime all’estero. Con noi ci sara’ Luca Canonici, un grande tenore, che canta nei teatri di tutto il mondo e sara’ una sorpresa per il pubblico televisivo italiano. Io non so molto del Festival di Sanremo, non ci sono mai stato ma so che e’ il posto dove quello che dici viene ascoltato. Prima di accettare di immergermi in questa avventura, mi sono informato e ho visto che sono stati tanti i partecipanti in gara nella storia del Festival che non erano dei cantanti puri. Percio’ ho pensato che il Festival sia un momento di spettacolo e nello spettacolo ci sta un progetto che comprenda un bel brano popolare interpretato da due grandi cantanti e da un personaggio conosciuto. Ma, ripeto, accetto le opinioni e le critiche di tutti ed entrero’ all’Ariston con grande umilta’ “.

UN PRINCIPE ONOREVOLE ?

mar 1

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di Pierluigi Diaco per “Novella 2000″

Il Principe divide, piace, ma fa anche incazzare. Su Facebook e sui blog è destinatario di insulti, complimenti, invettive, richieste di fidanzamento e perfino di apprezzamenti per una sua possibile candidatura alle prossime elezioni Europee. Da un po’ di tempo si è affidato a una prestigiosa agenzia di comunicazione, perché, dice a Novella: «Ho bisogno di creare nuovo consenso intorno a me, «sentivo l’esigenza di un’operazione simpatia, trovo giusto che la gente conosca il vero Emanuele». «Emanuele Filiberto di Savoia è meglio quando balla che quando apre bocca», ha commentato Lamberto Sposini alla prima puntata di Ballando con le Stelle. « Sposini è Sposini. Siamo un po’ come il gatto e la volpe. Chiaramente lui è la volpe. Ma dietro le quinte abbiamo imparato a conoscerci. Grazie alla sua battuta, l’interesse su di me è aumentato e credo di aver convinto anche i più scettici». Il Principe, in questo periodo, non fa le ore piccole, pochi drink, sveglia alle sette e prove di ballo tutto il giorno.
«Ha visto come sono dimagrito? Mi sento benissimo. Ma dal 21 Marzo, torno su piazza. Penso che organizzerò una festa. Viene?».

L’ultima a cui abbiamo  partecipato entrambi è finita alle sei del mattino e risparmio ai lettori i particolari.

«Ecco, bravo. Acqua in bocca. Come sa,  amo tre cose: la mia
famiglia, lavorare e divertirmi. Anzi quattro: adoro cambiare casa».

Non mi dica che lascia quei meravigliosi 60 metri quadrati davanti al Campidoglio…
«Sì, sì. Troppo casino, traffico, rumore. Mi trasferisco a Villa Medici».

A Villa Medici? L’Accademia di Francia?  Non mi risulta ci siano appartamenti in affitto.

«Infatti non pago un euro. Sono ospite negli appartamenti di Frédéric Mitterrand, il nuovo direttore di Villa Medici, di cui sono amico da molti anni. Abiterò nella bellissima e panoramica stanza dipinta da Balthus. È una sistemazione piccola ma molto affascinante: un salotto e una stanza da letto. Reiventerò il mio stile di vita, del resto lo faccio ogni qual volta cambio
casa».

Quindi è in pieno trasloco?

«Già finito. Da lunedì scorso sono a Villa Medici».

Cosa ha portato dalla vecchia casa?

«Niente, solo vestiti».

Nemmeno una foto, un ricordo, dei libri?

«Adesso che mi ci fa pensare, con me porto sempre tre cose: una foto dei miei figli, una di mia moglie, e una madonnina che mi ha regalato mio padre. Era la madonnina che aveva con sé Vittorio Emanuele III nei campi di battaglia. Ho avuto in dono questo bellissimo oggetto circa venti anni fa, da papà».

Cambia casa, abitudini, stile di vita. Le è anche cambiato il conto in banca dopo aver firmato il contratto con Ballando?

(Ride) «Ancora con questa storia? La verità è che guadagno molto meno di quanto solitamente incasso quando partecipo come ospite ad un programma Mediaset».

Mediaset è una Tv commerciale e la Rai è un servizio pubblico. I cachet, spesso, sono diversi. Avrebbe meritato più denaro dalla Rai?

«Non sta a me dirlo. Sono contento e ringrazio Milly e Ballando per l’opportunità che mi hanno concesso».
È vero che, per ballare, le danno 500mila euro in totale?
«Falso, magari».

Quattrocentomila?

«Meno, molto meno».

Più di duecentomila?

«Ancora meno».

Non ci credo.

«Deve considerare che fatturo e ci sono le tasse da pagare»

Ma questo vale per tutti i liberi professionisti. Comunque vabbè, intorno ai 200 mila, ho capito. Come investe i suoi soldi visto che non deve nemmeno pagare l’affitto di Roma?

«Ha poco da ironizzare, ho tantissime spese. Mantengo io la mia famiglia. La casa di Parigi e tutto il resto. Comunque, io e mia moglie Clotilde abbiamo recentemente investito una cospicua somma di denaro in una casa in campagna. È una tenuta, produciamo olio e vino. Siamo a nord di Perugia, località Umbertide. Tra Perugia e Cortona. È un posto meraviglioso».

Perdoni se le faccio i conti in tasca, ma non gode pure del patrimonio di famiglia?

«Può scriverlo a caratteri cubitali:  non c’è alcun patrimonio di famiglia. Quando mio nonno partì dall’Italia, dopo il Referendum del ‘46, non portò nulla con sé in Portogallo. Non si è portato via niente».

Nemmeno qualche gioiello?

«Abbiamo ancora un po’ di gioielli, quadri e argenterie. Poca roba. Ci tengo a dire che mio padre si è fatto da solo e il patrimonio di famiglia di sua proprietà è il prodotto del suo lavoro,dei suoi sacrifici e del suo sudore.E io lavoro da quando ho 19 anni. Ho cominciato in banca e nel tempo ho maturato moltissime esperienze. Non siamo ricchi e anche io, come tutti, lavoro per mantenere la mia famiglia».

Quindi è orgoglioso di suo padre. Nessuna critica, nessuna riserva? Eppure di problemi con la giustizia ne ha avuti parecchi. Avrà commesso degli errori o no?

«Quando siamo tornati in Italia mio padre ha spalancato troppo facilmente le porte a tutti. L’entusiasmo di rimettere piede nel suo paese ha prevalso sul buon senso e sulla capacità di distinguere le persone in buona fede da quellearriviste, cattive e pericolose. L’unico suo errore è stato quello di fidarsi di persone che si sono dimostrate scorrette e inaffidabili. È stato sbattuto in prigione senza ragione e tutto si è sgonfiato rapidamente».

Il filone di inchiesta relativo al Casinò di Campione e trasferito alla Procura di Como è stato archiviato. Resta a Potenza la richiesta di rinvio a giudizio del Pm Henry John Woodcock per associazione a delinquere.

«Quell’inchiesta è stata una bolla di sapone, che però ha lasciato dei segni indelebili sulla nostra vita, sulla famiglia. Ci ha  tolto il sonno e l’armonia. Ma siamo forti e abbiamo reagito. Mio padre è  sempre stato un grande lavoratore».

Però, nella vostra famiglia, quella che sgobba di più mi sembra sua moglie.

«Sì e aggiungerei che lavora da quando è giovanissima. È stata meno fortunata di me e ha sofferto di più in gioventù. Ora è un attrice affermata, in Francia è un personaggio molto amato. Ed è anche una madre presente, attenta e premurosa».

Insomma, una famiglia ideale. Come mai, però, lei, Emanuele, stai sempre in giro? Una volta ha dichiarato che il matrimonio con Clotilde funziona perchè state lontani. Cosa vi unisce e cosa vi divide?

«Ci uniscono l’amore, l’amicizia, la comprensione, il rispetto e i figli. Clotilde è una donna molto coraggiosa e intelligente e ormai abbiamo instaurato un rapporto di autentica complicità. Comunque ci dividono molte cose, soprattutto perché abbiamo due visioni diverse della vita. Lei è una reazionaria con i piedi per terra, è impulsiva e concreta. Io sono un sognatore, un idealista, uno che fa continuamente progetti sul futuro. Lei non è mai ottimista, io sempre».

Clotilde recita a Parigi, lei balli negli studi Raiuno a Roma. Quando vi vedete?

«Questo periodo è tutto più complicato. Ma ogni domenica mattina prendo un aereo e raggiungo Clotilde e le bimbe. Poi il
martedì torno a Roma. Non riuscirei a stare troppo tempo lontano dalla mia famiglia e quando sono a Parigi porto sempre io le bambine a scuola e al parco».

So per certo che ha ricevuto dal Pdl la proposta di candidarsi alle Europee. Quando l’annuncio ufficiale?

«In verità ho avuto delle offerte di due partiti del centrodestra e sto ancora valutando la cosa. Comunque posso dire che credo molto nell’Europa e se fossi parlamentare europeo mi occuperei di creare occasioni di sviluppo per il Mezzogiorno attraverso i fondi europei. Poi un’altra cosa mi interessa in particolare: mi impegnerei per unificare le forze militari europee e creare un esercito unico».

Parla già da parlamentare. Vuole partecipare anche lei al commiato per il compagno Veltroni?

«Le sue dimissioni  sono avvenute in ritardo, avrebbe dovuto darle prima. Poi c’è un ragionamento generale che vale per tutti: basta con i soliti leader, ci vogliono più giovani».

Se è per questo il centrodestra ha messo al governo tre giovani ragazze: la Meloni, la Carfagna e la Gelmini. La cosa non le gusta? Sono anche molto carine o no?

«Sono tre ragazze molto in gamba e sono indubbiamente molto carine. La Meloni è un ottimo Ministro della Gioventù, la Carfagna fa progressi e la Gelmini è riuscita a fare la sua riforma. Ma c’è ancora molto da fare. Non mi dispiace la Prestigiacomo, fa il Ministro vero?».

Sì, è il Ministro dell’Ambiente. Comunque usa  un tono molto berlusconiano quando parla delle fanciulle del Pdl. Del resto lei e il Presidente Berlusconi avete da tempo un’amica in comune.

«Un’amica in comune? Di chi parla?».

Di Francesca  Dellera. La conoscete bene tutte e due, mi sembra.

«Io non conosco la vita privata del Cavaliere ed è già un miracolo che ricordo la mia».

Ma lei e la Dellara avete avuto una storia.

«È una donna che ha contato molto nella mia vita. È molto tempo che non la vedo e non la incontro. Non le nascondo che mi
piacerebbe rincontrarla. Comunque tornando a Berlusconi, in comune abbiamo certamente altre cose».

Che vi piace fare le ore piccole?

«No,  no, cose molto più serie, come per esempio l’amore per la giustizia e la battaglia contro la parzialità di certa magistratura. Lo stato di salute della giustizia in Italia è lo stesso stato che per 17 anni ha avuto Eluano Englaro: uno stato vegetale. Ci vuole la certezza della pena, più velocità nei processi, più obiettività».

Insomma, posso chiamarla Onorevole?

«Per ora è ancora presto».


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