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PICCOLE RIVOLUZIONI CULTURALI

ott 26

Spesso i grandi cambiamenti della storia si manifestano con piccole rivoluzioni, all’apparenza insignificanti, come la scomparsa di una semplice abitudine culturale. E’ il caso della sinistra italiana e di tutto ciò che di intellettuale ha prodotto negli ultimi anni: dogmi, teorie, libri, appelli, programmi televisivi, sensi di colpa e speranze di cui ci siamo tutti dichiaratamente rotto i maroni. La destra italiana appare più liberale, più libertina, e più scafata a tal punto da collezionare, oramai quotidianamente, apprezzamenti da universi giovanili e progressisti da sempre sotto il diabolico controllo e la dottrinale tutela del Pci/Pds/Ds/Pd. Chi, come Dj&Ds, ha creduto nel rigorosissimo senso dello stato a cui la segreteria Fassino ha ricondotto la sua azione politica nei formidabili anni diessini, oggi trova più di una sabauda consolazione nel fare&disfare della destra “gaberiana”, quella che con voce greve ma convinta intona “Io se fossi Dio” a ogni sorgere del sole. Si può forse paragonare Corrado Augias a Leo Longanesi? Dario Fo a Guido Keller? Piero Sansonetti a Giordano Bruno Guerri? L’Unità ai ragazzacci del Secolo D’Italia? Gad Lerner a Pietrangelo Buttafuoco? Lusetti al mitico Gasparri? Montanelli Secondo a Montanelli Primo? Dai, su, diciamolo con cristiana allegria: i secondi, più glamour e simpatici, sono diventati i primi.

di Pierluigi Diaco su “Il Foglio”

FREMONO I DS!

gen 13

L’emozione è inarrestabile: i Ds veraci sono pronti all’ammutinamento. Non c’è tempo da perdere. A dettare i tempi della tanto bramata riscossa saranno l’insofferenza nei confronti di WalterEgo e l’agrodolce nostalgia per i giorni in cui l’eroico segretario Fassino, sfidando i menagramo di Palazzo e i detrattori sui giornali, garantiva credibilità e voti al centrosinistra. E’ stato piacevole cazzeggiare all’allegra sagra del Pd, ma come è noto il gioco bello dura poco e per i nuovi Ds è giunta l’ora di fare sul serio. Nelle case delle vecchie segretarie di partito, agli angoli delle strade, tra gli scaffali delle biblioteche piuttosto che nelle sale d’attesa dei centri benessere, si svolgono fugaci e clandestine riunioni con l’intento di progettare al meglio il colpo di coda. L’impresa non sarà certo facile; per questo pare che i più militanti stiano distribuendo ai combattenti per la buona causa un ‘kit di sopravvivenza del perfetto Ds’. Il contenuto ci commuove: un paio di vecchi maglioni, la raccolta delle poesie in forma di rosa di Pasolini, una bottiglia di Sassicaia, il calendario 2009 delle commesse, il contatto Facebook di Piero Fassino. E un trombone da orchestra. Per suonare prepotentemente la carica a quei tromboni del Loft.

di Pierluigi Diaco per “Il Foglio”

IL NATALE DI DJ&DS

dic 16

di Pierluigi Diaco per “Il Foglio”

Dal giorno della nascita di questo noiosissimo Partito Democratico, “Dj&Ds” soffre in silenzio. A questo “WalterEgo” Pd sono rimasti solo i dj (Veltroni, Bersani, Gentiloni e i pivelli di You Dem), sfanculati a dismisura gli “ultrasuoni” Ds. Non ve la meno troppo sulla crisi d’identità politica che ci affligge morbosamente fino a bucarellarci le vene, ma urge imbracciare i Kalashnikov e dichiarare una meravigliosa ed epica guerra contro questo Partito Democratico guidato da signorine con la bicicletta e il cestello. Ci hanno perfino liquidato “berlusconiani di sinistra” o al peggio “dalemiani di destra” o ancora “morbosi fassiniani” , così tanto per sbarazzarci di noi, della nostra allegria, della nostra amabile leggerezza, del nostro fanatico senso dello stato. Adesso affanculo tutti, il Jazz e il Mal d’ Africa compresi, i “Ds” si stanno organizzando, Le riunioni, per ora segretissime, sono solo commoventi. Tra poco, però, i “nuovi Ds” saranno muniti di fucili, spranghe, fionde e bastoni. E stavolta…stavolta saranno cazzi!


ATMOSFERA AFRICANA NEL LOFT DEL PD

giu 20

veltroni-schifato.jpg

All’Assemblea Costituente del Pd tira una brutta aria. Il dialogo tra Walter e Silvio, come era prevedibile, è durato giusto il tempo di far smaltire al segretario Veltroni tutta la tensione accumulata dopo la pesante sconfitta elettorale. Il clima politico torna ad essere finalmente più interessante, vivace e sanguigno: D’Alema punta al ritorno del centro-sinistra (rigorosamente con il trattino), Fassino guarda con intelligente lungimiranza ad un’alleanza con l’Udc, “WalterEgo” resiste con evidenti difficoltà e guarda ormai con nostalgia alla poltrona di sindaco della Roma By Night. Intanto nella capitale il caldo entra prepotente anche nelle stanze del Loft, dove l’atmosfera, almeno quella, è decisamente molto “africana”.


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