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SCONTRO TRA DIACO E GRILLINI A “LA VITA IN DIRETTA”. LA VERSIONE DI WWW.GAY.IT

set 30

grillini

da www.gay.it

Nel corso de La vita in diretta, la trasmissione di Rai1 condotta da Lamberto Sposini, sono stati trattati i temi dell’omofobia e dei diritti gay. Ma le buone intenzioni sono finite irrimediabilmente in caciara. Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay e presidente in carica di Gaynet, il giornalista Pierluigi Diaco e la parlamentare Alessandra Mussolini, hanno discusso delle tematiche omosessuali con il neoletto Mr Gay Italia (accompagnato dalla madre), e con Andrea Peracchio, il ragazzo torinese ripudiato dalla famiglia dopo il coming out e già ospite di Maurizio Costanzo. Ospiti in collegamento da Bologna i volontari del Cassero. Dopo soli due minuti e un primo servizio sul Mr.Gay Luca Giordano, i toni si alzano: la Mussolini rivendica il disagio che avrebbe nell’avere un figlio gay e Grillini le ricorda quanto pesi sulla sua cultura l’essere nipote del Duce. Un’affermazione che già a suo tempo scatenò le ire della parlamentare di centrodestra che ebbe a rivendicare a Porta a Porta quanto fosse “meglio essere fascisti che froci”. «Mi rifiuto di rimanere vicino a Grillini», ha urlato la Mussolini, sedendosi sulle gambe di un’ospite accanto a lei. «La parte lesbica che è in te è venuta finalmente fuori», tuona Grillini. «Te lo dico dietro le quinte qual è la parte di te che viene fuori», risponde la Mussolini. Ma sarà solo l’inizio di una brutta puntata dai pochi contenuti. Pierluigi Diaco ha ribadito il suo disagio di fronte a un’associazione (Arcigay, ndr) «autoritaria che si arroga il diritto di marchiare chiunque come omosessuali e che vuole esercitare su di loro una dittatura ormai insopportabile.» «Quando ho chiesto aiuto ad Arcigay non mi è stato dato», ha confessato Andrea Peracchio. «Lavoravo alla Fiat e anche da lì sono stato buttato fuori. Per la mia famiglia, poi, sono semplicemente morto». «La nostra è un’associazione di volontari che quindi non percepiscono un centesimo – gli ricorda Grillini – e quindi è probabile che nel momento in cui hai chiesto aiuto non hai trovato la persona giusta che potesse offrirtelo». «Gay.it ha condotto un’inchiesta interessante su Arcigay – ricorda Diaco – e che varrebbe la pena di leggere per capire qual è la realtà del “sindacato dei gay”». Contattato dalla redazione, Diaco ha chiesto che «l’inchiesta venga ripubblicata nella homepage per permettere a tutti quelli che hanno visto la trasmissione di capire di cosa si stesse parlando». «Invito tutti a venire alla manifestazione contro le discriminazioni il 10 ottobre a Roma», ha ricordato infine Franco Grillini. «Perché dovremmo essere tutti uguali, viva le diversità» ha chiosato Diaco. «Faremo a meno della tua presenza, tutti gli altri sono invitati». I tentativi da parte del conduttore di riportare i toni, da subito esagitati, alla normalità sono apparsi inefficaci oltre che poco convincenti. La caciara, si sa, fa solo bene all’audience. In barba ai contenuti.

PATETICO GRILLINI

feb 18

grillini

Benigni sublime, mentre Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay, ha sbagliato linguaggio: e’ il ”voto” che Imma Battaglia, leader storica del movimento lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali), da’ alla puntata di ieri di Sanremo per cio’ che riguarda le tematiche gay. ”Ieri dal palco dell’Ariston abbiamo assistito all’esaltazione delle strategie di comunicazione del direttore artistico Bonolis, a cui vanno tutti i miei complimenti” dice Battaglia. ”Bonolis che non discrimina certo i gay – continua – sente e vive l’imbarazzo culturale che ha creato e mette in campo un sublime Benigni, sapendo che il grande maestro avrebbe risolto tutto. E cosi’ e’ stato. L’emozione che io e la mia fidanzata e, immagino tutte le persone omosessuali, abbiamo provato e’ stata immensa, ci siamo sentite orgogliose e perfettamente rappresentate dalla letteratura di Oscar Wilde magistralmente interpreta da Roberto Benigni”. ”Era finita uno a zero per tutti noi – conclude – se non fosse stato per le parole superflue dal tono vittimista che Grillini poteva anche risparmiarsi, ci sono momenti in cui il silenzio e la scena vanno lasciate a chi le merita!”.

LA LOBBY GAY SI STRINGE INTORNO A GRILLINI SINDACO DI ROMA

mar 4

La lobby gay è in estasi, festosa più che mai, eccitata, motivata a dismisura: il “gay di professione” Franco Grillini, uomo per bene e socialista pure sotto le coperte, si candida a sindaco di Roma per il Ps, contro Francesco Rutelli e la sua lobby “clerico-moderata”. Ma la comunità gay della capitale è divisa: alcuni militanti delle associazioni omosessuali hanno ufficiosamente dato il patentino di “icona gay” a Daniela Santanchè, donna di mondo e politico con le palle di ferro: i voti destinati a Daniela andrebbero automaticamente a Francesco Storace che, in passato, si è mostrato sorprendentemente sensibile alla condizione dei diritti civili delle coppie di fatto. Alle elezioni 2008, no gay, no party!


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