Post taggati ‘Gianni Alemanno’

COSTANZO REPLICA A “IL SECOLO D’ITALIA”

Mag 19

“Vorrei far presente alla collega del ‘Secolo’ che da vent’anni dirigo il Teatro Parioli e perdo nell’impresa la meta’ dei guadagni televisivi”. Lo scrive su “Chi”,  Maurizio Costanzo, replicando cosi’ al quotidiano di An che aveva scritto “vanno bene tutti ma Costanzo no” riguardo all’ipotesi che il neo sindaco di Roma, Gianni Alemanno, potesse affidare al conduttore l’organizzazione di feste teatrali nella Capitale.”Vorrei segnalare alla collega del ‘Secolo’ che sono del ramo -aggiunge Costanzo- Forse lei non desidera che io abbia a che fare con il Comune di Roma, perche’ sono grasso o perche’ sono amico di Francesco Rutelli o perche’ sono anche amico di Gianfranco Fini e di Massimo D’Alema e di Maurizio Gasparri. O forse perche’ da 24 anni lavoro a Mediaset”.

VENDITTI: “ALEMANNO MI HA TELEFONATO, MA PRIMA DI ACCETTARE PROPOSTE VOGLIO CAPIRE DI COSA SI TRATTA”

Mag 6

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Allora Antonello, dopo le dichiarazioni rilasciate a Diacoblog, il Sindaco di Roma si è fatto sentire…

“Alemanno mi ha telefonato e molto educatamente mi ha ringraziato delle cose che avevo detto su Diacoblog in relazione alla sua elezione a Sindaco di Roma. Ho appreso, però, solo dai media la volontà del Sindaco di coinvolgermi come possibile membro della commissione che, sul modello della commissione Attali in Francia, dovra’ immaginare il futuro di Roma. Posso dire poco: voglio vedere di cosa si tratta, poi deciderò se partecipare. Comunque voglio ricordare che con l’ex Ministro Rutelli molti di noi si erano seduti ad un tavolo e si era cominciato un lavoro molto serio sulla musica popolare e sulle modalità per difendere e promuovere la nostra cultura musicale. Sarebbe auspicabile che quel progetto continuasse a svilupparsi”.

GLI ALEMANNI CALANO SUL SALOTTONE

Apr 28

Malagò gli fa i suoi auguri, Verusio non ha “voglia di commentare”

Adesso che la Fortezza Bastiani è caduta, vuoi vedere che i tartari non sono poi così male? Roma è così. Ancora  due giorni fa si intrecciavano telefonate ansiose, partivano allarmi democratici via e-mail. C’è la raffinata gallerista che ha convocato cene per discutere di come organizzare la resistenza in previsione della calata degli Alemanni sull’Urbe. L’elezione del sindaco era diventata la linea del Piave, dove giocarsi il tutto per tutto, la trincea da difendere a ogni costo. E’ o non è, il sindaco di Roma, più e meglio di  un ministro, oltretutto non soggetto ad alcun rimpasto?
Due giorni fa, dicevamo. Ma a poche ore da un voto che, dopo sessant’anni, mette Roma nelle mani della destra, il salottone capitolino sembra farsene (più o meno rassegnatamente, più o meno fatalisticamente) una ragione. Soprattutto, nessuno si sognerebbe più di gridare “all’armi son fascisti”. “Un po’ ce lo aspettavamo”, dice al Foglio Guia Sospisio, la cui casa sotto il Gianicolo mescola molto romanamente politica, cultura e spettacolo, Fausto Bertinotti con Massimo Teodori e Antonello Venditti. “Ce lo aspettavamo, o comunque era palpabile la voglia di cambiamento. Ma in democrazia l’alternanza è una garanzia, e credo che Alemanno, se vorrà essere un buon sindaco, non cancellerà l’immagine, culturalmente viva, che Rutelli e Veltroni hanno dato a questa città”. (continua sul Foglio quotidiano) www.ilfoglio.it


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