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MORGAN INTERVISTATO DA DIACO E DAL MINISTRO MELONI A RADIO GIOVENTU’

feb 3

 

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“Ho avuto momenti di debolezza, e lo ammetto, ma sono forte della convinzione che la droga fa male, e che la vita e’ piu’ bella senza droga”. Con queste parole Morgan, il cantante al centro delle polemiche per il suo rapporto con la cocaina, si racconta a Radio Gioventu’, nel corso di una appassionata discussione con l’amico giornalista, direttore de Il Clandestino e conduttore radiofonico di Rtl 102.5, Pierluigi Diaco, ma soprattutto con il ministro Giorgia Meloni che lo aveva aspramente criticato nella giornata di ieri…Continua

GIORNATA DELLA MEMORIA/IL RICORDO DI PALATUCCI A RADIO GIOVENTU’

gen 27

In occasione della Giornata della Memoria, per non dimenticare la Shoah, Radio Gioventù – la rubrica radiofonica del ministero della Gioventù, condotta dal ministro Giorgia Meloni e dal giornalista di Rtl 102.5 e direttore del quotidiano Il Clandestino, Pierluigi Diaco – ha voluto dedicare la puntata a Giovanni Palatucci, commissario di pubblica sicurezza a Fiume durante la seconda Guerra mondiale, morto a Dachau e medaglia d’oro al merito civile. A ricordarne la memoria un testimonial d’eccezione: il giornalista e scrittore Toni Capuozzo. “Quando parlo di Giovanni Palatucci smetto di essere giornalista perché per me è una storia di famiglia – racconta Toni Capuozzo – Mio padre era un giovane brigadiere e lavorava con Palatucci nella questura di Fiume. Non mi parlò mai personalmente di quel periodo perché cercava di proteggermi dalle brutture della storia, ma io ascoltavo i racconti dei miei genitori quando incontravano gli amici. Ascoltavo le chiacchiere tra adulti che si smorzavano, appena noi bambini ci avvicinavamo perché era la storia di un gruppo di funzionari dello stato italiano, guidato da un giovane di nome Palatucci che, a Fiume, da vice questore si trovò poi, a essere, di fatto, questore dipendente dalla Repubblica di Salò”. “Palatucci salvò centinaia di ebrei avviati verso l’Italia con documenti falsi. Quando fu arrestato Il 13 settembre 1944 – prosegue – qualcuno si recò a casa dei miei, credo un collega, e disse che Palatucci era su un vagone piombato e stava per essere avviato verso i campi della Germania. Mio padre si recò in stazione e percorse il marciapiede parlando ad alta voce per farsi riconoscere e dal treno Palatucci gli lanciò un biglietto. Fuori dalla stazione lesse il biglietto di Palatucci che invece di preoccuparsi per se stesso, pregava che fosse avvisata la famiglia di un giovane triestino che era stato a sua volta portato verso la deportazione. Palatucci non può essere definito banalmente un antifascista o antinazista – termina – era una persona di grandi qualità umane e molto cattolico. Questo gesto di preoccuparsi per altri, anche in un momento così difficile, credo testimoni lo spessore di questa figura”.

Ascolta la puntata

TORNERO’ PRESTO AD AGGIORNARE IL BLOG. ORA TUTTA LA MIA ATTENZIONE VA ALLA COSTRUZIONE DEL GIORNALE. SAREMO IN EDICOLA DAL 24 NOVEMBRE

nov 19

 

(AdnKronos) Fabio Caso – editore di Giornali e Associati – ha nominato Pierluigi Diaco vicedirettore de Il Clandestino, il nuovo quotidiano di politica, comunicazione e costume in edicola dal prossimo 24 novembre.  Diaco, 32 anni, già conduttore di programmi di approfondimento politico su Sky Tg24, Rai News 24, Canale Italia, Radio Rai 2 ed Rtl 102.5, nonché già firma del Foglio e di Libero, conduce “Radio Gioventù” insieme al Ministro della Gioventù Giorgia Meloni. “Sarà un giornale fatto non solo da giornalisti – dice Diaco – ma anche da comunicatori e spin doctor: un quotidiano vivace, rumoroso, allegro e impertinente. Daremo notizie e tenteremo di anticipare tutti gli altri. Offriremo dati, numeri, classifiche, gradimenti e saremo i primi a guardare internet dal buco della serratura. Segnalo con particolare attenzione la rubrica ‘Previsioni Televisive’ da me curata personalmente: suggerisco agli addetti ai lavori e ai livori (come li definisce Dagospia) di buttarci un occhio, sarà spiazzante. Saremo clandestini, ma capaci di uscire con abilità dalla clandestinità. Per adesso, nostro compito è lavorare, lavorare, lavorare. Il tempo ci dirà se la nostra scommessa sarà premiata”.

GIANFRANCO FINI OSPITE DI DIACO E DEL MINISTRO MELONI A RADIO GIOVENTU’

nov 12

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“Se i vostri padri, pur tra tante contraddizioni e non senza eccessi, desiderarono il rinnovamento sociale e la giustizia, ritengo che il vostro sogno potrà essere quello della libertà”.

Queste sono solo alcune delle parole tratte dal nuovo libro scritto dal presidente della Camera Gianfranco Fini “Il futuro della libertà”. A vent’anni dal crollo del Muro di Berlino e delle grandi opposizioni ideologiche, Fini si rivolge proprio ai ragazzi nati nell’89. Il libro si presenta come una lettera aperta, in cui il presidente della Camera, partendo dai fatti accaduti dopo quella fatidica notte del nove novembre, rivolge lo sguardo al futuro e soprattutto al ruolo dei giovani nel costruire una società diversa. E’un vero e proprio “patto generazionale”quello che Gianfranco Fini propone ai ventenni di oggi e presenta ai microfoni di Radio Gioventù, la rubrica radiofonica condotta dal ministro Giorgia Meloni e dal giornalista Pierluigi Diaco, basato sull’impegno di cogliere le grandi sfide da vincere e i tanti muri ancora da abbattere nel mondo. Durante la puntata è intervenuto anche Daniele Vocaturo, il giovane romano che ha conquistato il titolo di Grande Maestro Internazionale di scacchi. Classe ’89, Daniele racconta il suo primo incontro con il gioco degli scacchi all’età di nove anni e prosegue descrivendo questa generazione, la sua generazione e accogliendo la sfida proposta da Gianfranco Fini.

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