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VADO A VIVERE DA SOLO

mar 18

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Dare più opportunità d’alloggio ai ragazzi attraverso l’abbassamento del costo degli affitti. E’ questo l’obiettivo del bando presentato questa settimana a Radio Gioventù dal ministro Giorgia Meloni e dal giornalista Pierluigi Diaco. Sono arrivati infatti i risultati del progetto a favore dell’autonomia abitativa dei ragazzi. “Il bando prevedeva – spiega il ministro – lo stanziamento di quindici milioni d’euro destinati a diverse città italiane. Oggi abbiamo le città vincitrici: Bari, Bologna, Genova, Firenze, Milano, Napoli, Roma, Torino, Venezia, Palermo, Catania, Messina, Trieste e Cagliari hanno selezionato progetti capaci di favorire l’autonomia abitativa delle giovani generazioni”. E’ intervenuto anche Andrea Fantoma, capo del dipartimento della Gioventù: “Abbiamo previsto dei modelli abitatiti di cohousing e d’altro tipo, oltre alla presenza in alcuni di questi progetti, di soggetti che si occupano proprio dell’integrazione dei giovani con servizi strutturati connessi alla formazione, come l’inserimento nel mondo del lavoro oppure la ricerca d’altre situazioni d’alloggio”. “Ad esempio nella città di Torino – prosegue Andrea Fantoma – oltre ad esserci lo sportello “abitare giovani” che è uno strumento d’intermediazione pubblica tra domanda e offerta abitativa, istituiremo il cosiddetto “progetto casa”, in altre parole un ufficio attraverso il quale attiveremo un fondo rotativo destinato a sostenere i ragazzi che abbiano stipulato un contratto d’affitto libero o convenzionato di cui una quota variabile, legata ovviamente al canone d’affitto e una quota fissa possono essere anticipati fino ad un massimo di tremilacinquecento euro”.

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L’ITALIANO CON LA VALIGIA

mar 5

Un lettore di DiacoBlog, Carlo Valentini, ci ha inviato questa lunga riflessione. La riproponiamo integralmente.

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Di CARLO VALENTINI
carmenta@iol.it

L’italiano è con la valigia in mano, se vuole usufruire degli stessi diritti dei suoi colleghi europei.
Non c’è Schengen, cioè la possibilità di spostarsi senza problemi all’interno dell’unione europea? E allora, contro i divieti, si mette lo spazzolino in valigia, e via. Con tanti ringraziamenti  da parte di chi accoglie, poiché questi flussi migratori sono un business.
Ha confidato il filosofo Gianni Vattimo ad Aldo Cazzullo (Corriere della Sera, 4 febbraio 2009): “Sergio, il mio compagno da 11 anni, aveva scoperto di avere un tumore al polmone sinistro. Inoperabile. Incurabile. Mi disse che aveva già perso una sorella in quel modo. L’aveva vista che smagriva, si spegneva ogni giorno, era ridotta a una larva, eppure non moriva mai. Piuttosto che finire così, disse, meglio l’eutanasia… Presi contatto con un medico olandese, di origine italiana. Ci propose: venite qui. Non si trattava ovviamente di uccidere Sergio in un secondo, ma di non farlo soffrire, di affrettarne la fine in una situazione meno tesa che in Italia……….”.
Quanti sono gli italiani che per esercitare il diritto alla buona morte fanno la valigia e partono ?
Un’amica, Ester, mi ha invitato alle sue seconde nozze. In Inghilterra. Ha fatto un po’ di viavai con Londra e ottenuto la “residenza abituale” nella capitale inglese. L’auspicio è ovviamente l’amore eterno ma se i coniugi decideranno in futuro di divorziare il giudice londinese scioglierà il contratto in sei mesi e la sentenza potrà essere registrata anche in Italia. Perché Ester è andata in Inghilterra a sposarsi ? Perché per ottenere il divorzio dal primo marito in Italia ha dovuto attendere, anche se non c’erano problemi particolari, quasi quattro anni.
Un’altra emigrazione è quella dei ricercatori farmaceutici. Il futuro della salute è legato alle cellule staminali. Limitarne l’utilizzo (la legge sulla procreazione assistita vieta, di fatto, la ricerca embrionale) mette fuori mercato l’industria farmaceutica nazionale, che si difende trasferendo in Francia, Germania e Inghilterra (per limitarci all’Europa) i loro laboratori, con annessi ricercatori. Risultato: non ci saranno più brevetti importanti per il made in Italy farmaceutico e i medicinali del futuro saranno d’importazione, facendo finta di non sapere che essi saranno realizzati nei Paesi vicini (e magari da ricercatori italiani) attraverso quella ricerca embrionale che in Italia non è ammessa.
Sulla stesso treno, accanto ai ricercatori che lavorano sulle staminali, vi potrebbero essere le coppie alla ricerca di una gravidanza.
I rigidi divieti introdotti in Italia contro le diagnosi pre-impianto e la selezione degli embrioni fecondati (il medico è obbligato a impiantare tutti gli embrioni, anche quelli deboli o “malati”) oltre ad altre limitazioni fa andare le coppie alla ricerca di una gravidanza assistita in una delle tante cliniche all’estero che non debbono sottostare alla legge 40 del 2004. Per comprendere l’ampiezza del fenomeno è sufficiente navigare in Internet: i siti di molte cliniche hanno anche la versione in lingua italiana.
La controprova è un articolo (Il far west della bioetica) del cattolico Avvenire (2 giugno 2005) sulla Bridge Clinic di Lontra: “uno dei maggiori centri privati inglesi per il trattamento dell’infertilità- scrive il quotidiano- un posto dove si può fare tutto, o quasi, ciò che è possibile fare in Occidente per avere un bambino…. Sul sito Internet ogni ipotesi è accuratamente descritta, listino prezzi compreso”.
Ancora. Solo le cliniche estere possono ricevere, e conservare, il sangue del cordone ombelicale delle puerpere italiane che desiderano “metterlo in banca” per la salute futura del loro figlio. In Italia non si può ed Elena Dusi scrive (Repubblica del 2 marzo 2009) che “a colpi di brochure e marketing vola il business… prosperano nel nostro Paese le società di intermediazione che si occupano di affittare un posto per il sangue in una struttura straniera”.
In questo caso non c’è neppure bisogno di emigrare, basta spedire un pacchetto, e pagare.
Valigia invece per le coppie non eterosessuali. Si discute da anni, in Italia, sul modo di certificare queste unioni mentre all’estero già sono in vigore registri, contratti, attestazioni.
La coppia gay vola a Barcellona e si fa registrare, poi dovrà lottare per il riconoscimento del contratto in Italia, ma intanto ha coronato l’ufficializzazione dell’ unione.
Valigie, valigie, valigie. Gli italiani che possono si riprendono, varcando i confini che non ci sono più, i propri diritti individuali.

LE GIOVANILI DI PARTITO HANNO FATTO IL LORO TEMPO. I RAGAZZI CHE FANNO POLITICA SI AFFIDANO A MTV

feb 4

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MTV Italia è da sempre vicina ai ragazzi ed attenta alle loro esigenze e nel corso degli anni ha costruito con loro un dialogo  basato sulla fiducia e su un linguaggio diretto in cui si potessero riconoscere. MTV ha cercato di aprire delle finestre sul mondo affinché i giovani prendessero coscienza della realtà in cui vivono, per meglio comprenderla e per incidere su di essa, cambiandola in positivo. E’ in questa logica che nasce e si sviluppa la più concreta ed innovativa delle iniziative di Mtv Italia: dare vita ad una proposta di legge di iniziativa popolare ideata e realizzata solo e unicamente dai ragazzi.
Dopo una votazione iniziata a novembre i ragazzi hanno deciso che la loro priorità è una proposta di legge che riguardi la Scuola e l’universita’. Saranno, quindi, questi gli ambiti nei quali verra’ elaborata, con l’aiuto di tre atenei italiani, la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Mtv con Tocca a noi a partire da febbraio.
Lo hanno deciso i circa 300 mila ragazzi che da novembre hanno votato sul sito di Mtv. 291mila 806 sono, con esattezza, i ragazzi che hanno deciso di far sentire la propria voce, aderendo attivamente al richiamo di Mtv. Un ottimo risultato che chiude la prima fase di “Tocca a noi”, un esercizio di democrazia diretta e di e-democracy, logica risposta di Mtv alle richieste espresse direttamente dai ragazzi.
I quattro temi, tra i quali era possibile scegliere – accesso alla politica, ambiente, lavoro, scuola e università – sono stati, infatti, indicati dal pubblico di Mtv durante l’Election Day dell’aprile 2008, quando Mtv Italia ha dato voce ai ragazzi tramite vox pop e sms in attesa durante le scorse elezioni governative.
Gli stessi ragazzi e molti altri, grazie a Tocca a noi, con il 37 per cento delle preferenze hanno individuato in Scuola e Università l’ambito più urgente.
Con lo slogan Tocca A Noi -Le cose Non Vanno, Cambiamole Ora – Mtv Italia sarà la prima televisione, nella storia dei media, a farsi carico di progettare, proporre e sostenere un progetto di legge.
La proposta di legge di iniziativa popolare verterà su un tema specifico all’interno del macro tema Scuola e Università, non si tratterà di una riforma globale ma di una proposta concreta e fattiva per cercare di cambiare realmente uno degli aspetti della vita che stanno a cuore ai ragazzi.
Mtv Italia non entra in politica, ma fornisce gli strumenti tecnici e di comprensione necessari a dare voce alle giovani generazioni per dimostrare loro che, attraverso l’utilizzo degli istituti di democrazia diretta messi a disposizione dalla Costituzione, possono progettare e tentare di costruire al meglio il proprio futuro. Non sarà quindi la legge di Mtv, ma la legge dei ragazzi: Mtv nell’occasione si porrà come tramite tra giovani e le Istituzioni, convinta che l’operazione porti alla responsabilizzazione individuale e ad una reale interiorizzazione delle procedure istituzionali e democratiche da parte di tutti i ragazzi.
Dopo la prima fase che prevedeva la scelta del tema da parte degli utenti del sito,  i prossimi passi saranno: con il supporto di un professore di diritto costituzionale verranno scelte le tre università che scriveranno le proposte di legge nella materia Scuola e Università e i progetti verranno redatti da studenti e ricercatori universitari, supportati dai loro docenti.
Una volta scritte le proposte (tutte riguarderanno lo stesso tema ma avranno varianti specifiche) verranno sottoposte agli utenti del sito di Mtv Italia, che potranno indicare quale portare alla firma popolare e che tipo di modifiche vorranno applicare. Una volta terminata tale fase le università di riferimento elaboreranno il testo definitivo della proposta di legge tenendo conto di tutti i spunti che, nel frattempo, i ragazzi avranno suggerito e consigliato direttamente sul sito mtv.it.
A partire dalla primavera 2009, per una durata massima di 6 mesi, ci sarà la vera e propria raccolta di firme organizzata sia con attività on the ground in tutti i capoluoghi d’Italia sia durante tutti gli eventi di Mtv previsti in quel periodo.
Raggiunto e superato il numero delle 50 mila firme, Mtv presenterà la proposta di legge di iniziativa popolare al Parlamento e ne seguirà l’iter parlamentare.

ASCOLTA RADIO GIOVENTU’, CONDUCONO IL MINISTRO GIORGIA MELONI E DIACO

dic 17

 

Radio Gioventù è la rubrica radiofonica settimanale che racconta le attività del Ministero della Gioventù, informa sui bandi, i progetti e concorsi, segnala le storie della meglio gioventù, intervista i testimonial delle campagne sociali e permette di ascoltare un po’ di buona musica…  Conducono il programma il ministro della Gioventù Giorgia Meloni e il giornalista Pierluigi Diaco. Ascolta… 


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