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	<title>DiacoBlog &#187; il senso dello stato</title>
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	<description>Il blog di Pierluigi Diaco</description>
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		<title>IL SENSO DELLO STATO</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 09:31:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Diaco</dc:creator>
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Una vita può essere rigorosa come un saggio e affascinante come un romanzo? Sì, se il personaggio di cui si incrocia la vita in un vertiginoso sbalzo all&#8217;indietro nel tempo è un servitore dello stato oggi in pensione. Il suo nome è un dettaglio, ai più non direbbe nulla. Considerando l&#8217;anonimato con cui ha svolto [...]]]></description>
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<li>Una vita può essere rigorosa come un saggio e affascinante come un romanzo? Sì, se il personaggio di cui si incrocia la vita in un vertiginoso sbalzo all&#8217;indietro nel tempo è un servitore dello stato oggi in pensione. Il suo nome è un dettaglio, ai più non direbbe nulla. Considerando l&#8217;anonimato con cui ha svolto i suoi compiti, sono costretto a mantenere il segreto sull&#8217;identità. L&#8217;ho incontrato sulla spiaggia di Sabaudia al primo sole del mattino, correvamo entrambi sulla riva. Accarezzati dal vento e accomunati dalla solitudine, consumavamo gli stessi passi, gli stessi ritmi. Ad un tratto i sorrisi diventano parole, e la conversazione si trasforma in una amabile confessione. Scopro che le infatuazioni mistiche e l&#8217;abbandono della fede hanno fatto di questo servitore un uomo senza filtri, se pur avvolto da un&#8217;aurea decisamente misteriosa. Mi racconta aneddoti, circostanze, storie, intrighi ed inganni. Tento di imporgli il mio presente, ma i suoi ricordi vincono sulle mie ambizioni. Mi ritrovo ostaggio del rigore e sento subito puzza di acqua di colonia. Non mi resta che ascoltare in silenzio. Ogni tanto ammicco.La cosa si dimostra più divertente di quanto pensassi. Poi la benedizione finale: &#8220;Pierluigi, ricorda! Chi ha il senso dello stato non aspira di entrare nel cuore della gente, ma solo nel cuore delle cose&#8221;.</li>
<li></li>
<li>di Pierluigi Diaco su &#8220;Il Foglio&#8221;</li>
<li></li>
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		<title>IL SENSO DELLO STATO</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 01:31:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Diaco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[il senso dello stato]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[opposizione]]></category>
		<category><![CDATA[piazza]]></category>
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		<description><![CDATA[Fino ad ora non ho mai votato per Berlusconi, ma ultimamente mi trovo spesso a doverlo difendere dai pregiudizi, le accuse, l&#8217;odio e il rancore di molte persone, di amici, lettori, ascoltatori e  telespettatori. Credo nel Senso dello Stato e nella Politica e penso che il rispetto delle istituzioni sia un impegno e un dovere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fino ad ora non ho mai votato per Berlusconi, ma ultimamente mi trovo spesso a doverlo difendere dai pregiudizi, le accuse, l&#8217;odio e il rancore di molte persone, di amici, lettori, ascoltatori e  telespettatori. Credo nel Senso dello Stato e nella Politica e penso che il rispetto delle istituzioni sia un impegno e un dovere di ogni cittadino. L&#8217;opposizione, in Italia, non mi piace affatto: è ideologica, autoreferenziale, violenta, priva di idee e di un progetto serio per potersi candidare alla guida del Governo. L&#8217;antiberlusconismo è una pratica perdente, una esercizio perverso di chi pensa di avere sempre la ragione in tasca, un punto di vista fanatico e cieco sulla società italiana (più complessa e vivace di quanto si possa pensare). So di avere una posizione impopolare nel mondo culturale da cui provengo e pago volentieri il prezzo di essere frainteso o deriso da chi mi apprezza, mi conosce e mi vuole bene. Ho sempre combattuto il pensiero unico, il luogo comune e  le posizioni di convenienza, e neanche stavolta posso tradire le mie ragioni e i miei pensieri per paura di non essere accettato e capito dall&#8217;ambiente artistico e intellettuale  in cui sono cresciuto e mi sono formato. Berlusconi è il nostro Presidente del Consiglio e va rispettato per il ruolo che ricopre. Chi non è d&#8217;accordo faccia politica, si comprometta, pensi ad un modello ed ad un progetto alternativi a quello proposto dal Cavaliere. L&#8217;avversario si batte solo se si è capaci di riconoscere e rispettare pubblicamente le sue ragioni e i suoi valori. Tutto il resto sono girotondi, bandiere viola, urla, appelli, firme, mode, piazze, niente di politicamente rilevante. La politica è una cosa seria e non si nutre di rabbia, ma d&#8217;amore per il proprio Paese, anche quando questo sceglie direzioni e percorsi che non si condividono.</p>
<p>Pierluigi Diaco per &#8220;Il Foglio&#8221;</p>
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