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BERLUSCONI HA PAURA DEL CARCERE: LUIGI CRESPI VI SPIEGA PERCHE’

Giu 23

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di Luigi Crespi - “Sui magistrati, a questo giro, Berlusconi ha ragione. Il problema è che lui poi esagera un tantino, è troppo ossessionato da queste cose, ha troppa paura di finire in galera…” Di chi sono queste parole?( Continua)

SONDAGGI E PREVISIONI A 6 GIORNI DAL VOTO DI LUIGI CRESPI

Apr 8

di Luigi Crespi.- Si apre l’ultima settimana prima del voto e a partire da oggi inizio una rubrica quotidiana dove senza violare la legge sulla par condicio cercherò di rappresentare gli scenari elettorali.
Vi sono alcune ragioni per le quali i sondaggi in questa tornata elettorale rischiano di essere uno strumento ad alta probabilità di errore, con questo intendo dire che lo strumento per sua natura misura la probabilità che un determinato fatto avvenga, ma le probabilità che questa misurazione sia particolarmente fallace in questa tornata elettorale si è moltiplicata in modo esponenziale.

I sondaggi si costruiscono su tre parametri fondamentali, le domande che si pongono al campione, (che sono ormai consolidate e non costituiscono elemento di variabile), l’elaborazione e la riparametrazione con le serie storiche e le regole con le quali il fatto sottoposto ad indagine demoscopia si deve verificare.

Questi fondamentali fattori, oltre ad altri necessari per la riuscita di un buon sondaggio, hanno subito in queste elezioni elementi di grande distorsione, analizziamoli.

Le regole con le quali il fatto sottoposto ad indagine demoscopia si deve verificare diventano elemento di grande problematicità, soprattutto per quanto concerne la legge elettorale, e soprattutto per l’attibuzione dei seggi al Senato.

Sono molti i partiti che nelle varie regioni, anche se a macchia di leopardo, possono o sono nella prossimità di raggiungere quota 8% e visto che la tornata elettorale non si sviluppa su due schieramenti e i soggetti politici che possono aspirare al superamento dello sbarramento si sono moltiplicati è evidente che questo determina un concatenarsi di probabilità, possibilità e calcoli tutti basati su dati marginali che rendono impossibile una previsione credibile sul Senato

In un sondaggio le domande che riguardano il futuro che vengono poste ad un campione rappresentativo di cittadini hanno lo stesso peso rispetto allo studio ed all’analisi delle serie storiche.

Nel 2006 ci siamo trovati di fronte allo stesso problema che ha generato molte differenze tra previsioni e dati reali ma era cambiata la legge elettorale.

Oggi le serie storiche servono a poco perché l’offerta politica è radicalmente cambiata.

Non ci sono due blocchi e la proposta politica che i partiti e schieramenti offrono agli elettori si è radicalmente modificata e questo rende particolarmente liberi gli elettori dai vincoli e dalle dinamiche elettorali abituali.

Insomma ammainate le vecchie bandiere e i vecchi simboli gli elettori non rispondono più per consuetudine al voto, ma tendono a farsi delle domande e questo rende fluido e talvolta imprevedibile il comportamento di alcune fasce dell’elettorato.

A tutto questo si aggiungono gli indecisi che in questa tornata elettorale non sono più numerosi del solito, ma è cambiata la loro natura perché si muovono con tre dinamiche differenti: i qualunquisti che alla fine o non vanno votare o si allineano con il resto degli italiani, gli indecisi di schieramento, cioè quelli che si collocano ad esempio nel centrodestra ma che non hanno deciso se votare PDL o Lega/MPA, ma tra questi ci sono anche coloro che non hanno ancora deciso se votare per lo schieramento di Berlusconi o La Destra di Storace e Santanchè e questo fenomeno è ancora più accentuato tra il PD, la Sinistra Arcobaleno e i Socialisti, e addirittura gli indecisi di sinistra non sanno se votare Sinistra Arcobaleno, Partito Comunista dei Lavoratori o la Sinistra Critica.

La terza categoria sono gli indecisi dell’antipolitica che non trovano collocazione con Grillo, e sono una parte di elettorato disilluso ed estremamente negativo.

Abbiamo parlato delle difficoltà dei sondaggi di misurare, ma questo mi fa anche prevedere una settimana di passione, lentezza negli scrutini, nelle proiezioni, decine di contestazioni ai seggi e quando finalmente sapremo chi ha vinto al nazionale cominceranno gli scrutini delle amministrative.

Insomma preparatevi avremo la prossima settimana densa di conti e polemiche, ma di questo avremo occasione di parlare domani in cui affronteremo il tema della rimonta del PD.

CRESPI RICERCHE: INTENZIONI DI VOTO - 9 PUNTI TRA BERLUSCONI E VELTRONI. CASINI E BOSELLI IN SALITA

Mar 12

DA WWW.CRESPIRICERCHE.IT

di Luigi Crespi. Leggendo i sondaggi, tutti i sondaggi, senza eccezione alcuna, a circa 40 giorni dal voto, le dimensioni numeriche della vittoria di Berlusconi e del Popolo della Libertà non è messa in discussione da nessuno, semmai la discussione è con quanto Berlusconi vincerà.

E anche il sondaggio più “veltroniano” che ho potuto leggere negli ultimi dieci giorni, assegna un milione e mezzo di voti di vantaggio circa a Berlusconi. Tutti, senza eccezione alcuna, indicano che la rimonta di Veltroni che c’è stata, ed è stata rilevante, si è arrestata.

Con questo voglio dire che ben sapendo che i sondaggi fotografano i dati del momento in cui si fanno, la lettura delle serie storiche e dei trend indica che la vittoria e il premio di maggioranza alla Camera sarà di Berlusconi.

Tutto questo farebbe dire che la partita è chiusa: Berlusconi ha vinto, stravinto ma non è affatto così. Tutti i sondaggi che leggiamo parlano di un dato che è quello nazionale, proporzionale che impatterà sul risultato della Camera dove, se Berlusconi vince con il 40 o con il 51%, non cambierà il numero di deputati di cui potrà disporre, cioè il 55% del totale mentre, sempre alla Camera, per Veltroni si sta prospettando una situazione da tsunami perché il 45% dei deputati che spetterà a chi non gode del premio di maggioranza, rischia di essere diviso, ad oggi, con molte formazioni politiche; la Sinistra Arcobaleno, l’Udc di Casini e, secondo me, anche con la Destra di Storace e Santanchè. Questo ridurrà di molto i deputati che spetteranno a Veltroni, tagliando drasticamente la sua rappresentanza alla Camera.

Ma ampliamo il ragionamento, a causa di una legge, voluta e approvata proprio dall’ultimo governo Berlusconi, il sistema elettorale con cui si eleggono i senatori è su base regionale, il che vuol dire che se Berlusconi potrà disporre in Italia, anche di 5-6 milioni di voti di vantaggio, l’importante è come questi saranno distribuiti. Se questo vantaggio di voti assoluti si concentrerà solo su poche regioni, rischia di lasciare completamente aperta la battaglia al Senato e così è.

La partita è ancora aperta in regioni come la Liguria, la Campania, il Lazio, la Puglia, la Sicilia, dove la presenza, di volta in volta, o della Destra di Storace o dell’Udc, potrebbero modificare il risultato finale. Certo che anche alcune regioni “rosse” come ad esempio le Marche, potrebbero dare risultati a sorpresa, ma in questo caso per via della presenza della Sinistra Arcobaleno o dei Socialisti di Boselli.

Tutto questo ci consente di affermare con ragionevole certezza che la partita alla Camera è chiusa mentre quella al Senato non solo non è chiusa ma è anche, di per sé, di difficile definizione e forse il grande vantaggio di cui dispone Berlusconi potrebbe non bastare per avere una maggioranza stabile al Senato. Credo che sia questo il fulcro della questione elettorale che non appare all’ordine del giorno non tanto per le manipolazioni da propaganda ma quanto perché di difficile rappresentazione e di difficile comprensione anche per gli esperti.

TERREMOTO NEL MONDO DEI SONDAGGI. NASCE CRESPI RICERCHE

Feb 14

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D. Oggi nasce la Crespi Ricerche. E’ il tuo ritorno in prima linea?

R. Io non ho mai lasciato il fronte, anche se ho avuto molte distrazioni negli ultimi 4 anni. Mi sono reso conto che al mio nome è legata una stagione di importanti successi e Crespi vuol dire sondaggi, comunicazione politica, campagne elettorali, innovazione, tecnologia, ecc.. e allora questo valore è bene metterlo in evidenza.

D. Ma non ti bastava Ekma?

R. Ekma ha una vocazione maggioritaria, cioè non si limita all’ambito politico-elettorale ma spazia in tutti i settori della ricerca di mercato, ma a me ciò che interessa maggiormente è la politica che è sempre stata una mia malsana passione.

D. Non è che tutto questo movimento anticipa il tuo ritorno con il Cavaliere?

R. Berlusconi rappresenta il mio passato e tra l’altro credo rappresenti il passato anche per questo sciagurato Paese. Io non escludo mai niente nella vita, ma ritornare a lavorare direttamente per il Cavaliere mi sembra cosa molto improbabile perché non sono venuti meno i motivi che mi hanno allontanato da lui.

D. Allora il gioco è fatto. Tutti sanno che sei stato uno dei primi estimatori di Obama in Italia e allora lavorerai per Veltroni…

R. Guarda Veltroni sta ad Obama come io sto alle gemelle Kesler e comunque non escluso nulla, anche se reputo questa opzione vagamente improbabile.

D. Allora si può sapere con quale coalizione ti apparenterai?

R. Sia chiaro che io non intendo rinunciare al mio simbolo ed al mio nome nel simbolo, ma se ci mettiamo d’accordo sul programma……sicuramente potrò dirti per chi lavorerò ma non il giorno in cui nasciamo perché a oggi ho tanti abboccamenti ma ancora nessuna offerta precisa.

D. Almeno dimmi chi vincerà le elezioni?

R.Il primo sondaggio della Crespi Ricerche dà nettamente in vantaggio Silvio Berlusconi, anche se sono certo che avremo tante e tante sorprese.

SMS DI LUIGI CRESPI: “HASTA LA VICTORIA OBAMA”

Feb 6

ORE 2.35 DELLA NOTTE. RICEVO QUESTO SMS DA PARTE DEL MIO CARO AMICO, LUIGI CRESPI: “Sono emozionato nello snocciolare i dati di questa notte. Se vince Obama, avremo la fortuna di vedere da lontano il mondo che cambia. Lontano ma mai così vicino ad una speranza così potente da diventare anche nostra. Convinto che nulla sarà più come prima. Hasta la victoria Obama”.

CRISI DI GOVERNO: VERSO IL VOTO? NULLA E’ SCONTATO

Gen 23

di Luigi Crespi - da www.clandestinoweb.com

Prodi sta cadendo, è dal giorno in cui è stato eletto che sta cadendo, quindi ogni analisi e considerazione va fatta, per prudenza dopo che è caduto, perché ha avuto una capacità di resistenza addirittura sovraumana. Una cocciutaggine e un’ abilità a camminare sul bordo del precipizio che difficilmente sarà replicabile. Come sarà ricordata questa stagione Prodiana, l’unico che ha saputo guidare per due volte il centrosinistra alla vittoria contro Berlusconi? Perchè ricordiamo che sia Occhetto sia Rutelli nelle altre due occasioni sono usciti con le ossa rotte. Sarà ricordato come il governo meno amato del secondo dopoguerra italiano, un governo che in modo quasi ostinato ha sfidato l’opinione pubblica, non certo nel tentativo di creare un nuovo modello ma con un’ idea bizzarra che il “comunicare e farlo bene” fosse terreno dell’inganno, come se la capacità di rappresentarsi al meglio fosse un privilegio che caratterizza il berlusconismo, che tra l’altro da tempo incarna sempre peggio. Quindi guidati da un sacro fuoco, questi mesi di governo sono stati seminati di provocazioni, dichiarazioni e rappresentazioni che hanno sfidato l’opinione pubblica. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, il governo Prodi rischia di defilarsi senza neanche l’onore delle armi. Sono altresì convinto che quando Prodi sarà uscito dalla griglia isterica della cronaca, il giudizio storico non potrà che essere migliorabile, infatti sul piano della capacità che questo Governo ha avuto nell’ intervenire sui conti pubblici gli renderà un pò di giustizia, ma ci vorrà tempo,. Vi ricordo che il Governo Berlusconi, che pure era arrivato alle Camere sulla scorta di un grande successo elettorale, ha chiuso nell’ultima fase con una crisi di consensi che solo l’avvento di Prodi ha saputo risanare e solo il suo sfilacciato governo è riuscito a fare rimpiange l’esecutivo precedente. Mastella è il simbolo di questa stagione, il simbolo negativo, il paradosso assoluto, un partito che fatica ad arrivare al 2 per cento, di fatto al pari di Di Pietro, è stato la vera croce nel petto di questo governo, ma la responsabilità non è sua, ma del sistema che costringe a sommare per vincere e di chi ha pensato che potesse amministrare la giustizia italiana. Il problema non è penale, come ho gia detto , credo che le indagini di Maffei siano infondate ed una vergogna per i tanti magistrati per bene del nostro paese. Invece il problema è politico, Mastella come Cuffaro sono i due simboli di una politica (legittima) ma antica, superata, fatta di potere, di gestione cinica del potere, fatta di controllo dei bisogni, di raccomandazioni e di poltrone che non servono certo ad affermare valori e principi ma semmai lobby ed interessi. Tutto questo oggi è insopportabile dall’opinione pubblica, anche perché storicamente questo modo di fare politica ha arricchito le clientele ma ha depauperato e saccheggiato (magari sempre legalmente) interi settori e territori del nostro paese, senza mai garantire un vero sviluppo che è potenzialmente nelle nostre possibilità. C’è chi è alla ricerca di un leader puro, un Obama, anche se i più in Italia si accontenterebbero di un Clinton o di un Giuliani qualsiasi. Non manca la domanda, è la risposta quella sbagliata. Veltroni, quando dice vado da solo al voto, va nella giusta strada, per creare nel tempo le condizioni di un nuovo patto con gli elettori senza ma e senza se, forse gli costerà una sconfitta, ma gli metterà di sicuro il futuro del paese nelle mani, a patto che non pensi che le sue scelte debbano essere speculari con Forza Italia, perché il partito di Berlusconi nel suo dna è una matrice opposta. Vedrete che il Partito delle Libertà o consimile non tarderà ad imbarcare Mastella e riproporlo agli italiani, magari insieme a Cuffaro, nel rispetto delle reciproche autonome identità, e dall’altra parte l’unico modo di evitare le lelezioni è quello di imbarcarsi con Casini e company che garantirebbero un governo istituzionale, cambiano i fattori senza modificare il risultato, allontanare ulteriormente la gente dalle logiche ciniche della politica politicante. Ma c’è il referendum e una campagna elettorale con relativo voto garantirebbe il rinvio a chissà quando del referendum, costringendo la gente ad andare a votare ancora per i partiti annzichè contro di essi. Ecco perché le elezioni sono e sembrano più vicine, anche perché i sondaggi in questo momento , tutti danno 10/15 punti di vantaggi a Berlusconi, ma Berlusconi se si presentasse con Casini e Fini non sarebbe credibile, è lui che ha smontato la CDL, e poi Fini non è compatibile con Storace e Casini non è compatibile con Mastella quindi l’opzione elettorale del cavaliere è difficile da essere costruita e se lo fa sulla base di un vecchio schema rischia di trovarsi a rosolare sulla griglia del dissenso come è capitato a Prodi. Dall’altra parte è chiaro che i sondaggi vanno letti e vanno messi in relazione ad una campagna elettorale, e Veltroni ha in se la capacità e la possibilità seppur minima di recuperare buona parte della distanza che lo separa da FI ed annessi. La partita è complessa, ma il voto pare essere la cosa che conviene a tutti meno che a quelli che hanno costruito il proprio potere senza avere i voti.


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